Amore vuol dir gelosia, anche peggio

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Qualche ben, eh no, meglio mal pensante, a intervalli più meno regolari, nella manifesta incapacità collettiva di suggerire interventi di psicologia risolutiva, che cancelli l’incultura del machismo, propone l’estremo rimedio della castrazione. Già nel mondo di amici dell’uomo, quali sono cani e gatti, la violenza di questa pratica contro natura denuncia bieco egoismo dell’umanità. Trasferita alla gravissima incontinenza sessuale del maschio, che vittimizza fidanzate, compagne, mogli, l’idea di eliminare il ‘responsabile anatomico’ delle violenze è un’idea altrettanto malvagia. I casi di evirazione raccontati dalla cronaca, spesso conditi con linguaggio e dettagli a vantaggio della pruderie, meritano una lettura doppia, di tuttologi non specialisti e della scienza psicanalitica. Fa scalpore, ovvio, la notizia di donne, che vendicano l’onta di subire tradimenti del partner privandoli della virilità con il taglio dei genitali. C’è ancora chi ricorda il caso della vendetta di una moglie tradita, che con un micidiale trucco, cioè profittando di un rapporto orale staccò a morsi il pene del partner? L’attualità racconta: a Taiwan una giovane donna, convinta che il fidanzato la tradiva, mentre dormiva gli ha amputato i genitali con una forbice per tagliare il pollo e li ha gettati nel gabinetto. Per il ‘castrato’, con alle spalle tre matrimoni e chissà quante fornicazioni, la donna ha pronunciato la parola fine di lunga carriera di ‘tombeur des femmes’. È andata un po’ meglio a tale John Bobbitt. La moglie gli ha tagliato in parte il pene e il chirurgo ha riattaccato la parte staccata, recuperata dalla polizia in strada dove la donna l’aveva gettata dal finestrino dell’auto. Motivazione fornita dalla ‘signora’? Il marito arrivava sempre all’orgasmo senza aspettarla (!) ed era violento. Tale Brenda Barattini, architetto argentina, ha evirato il compagno (sposato con un’altra donna) con cesoie da giardinaggio, mentre dormiva. Arrestata ha detto che l’amante l’aveva trattata come un ‘trofeo’.  Karuna Sanusaan, 24 anni, Bankok: supponendo che il marito stesse telefonando a un’amante (era solo un’amica) lo ha ‘punito’ evirandolo e ha gettato il pene dalla finestra. L’uomo aveva un passato di tradimenti accertati. In California Catherine Kieu Becker, moglie in crisi coniugale, ha drogato il marito, lo ha legato al letto e lo ha evirato con un coltello. L’organo reciso è finito nella spazzatura. Al momento dell’arresto la donna ha detto che il marito “se lo meritava”. Victoria Thomas, 56enne, North Carolina. Lega il marito James a una sedia, dopo una lite furiosa, poi lo castra. Sembra che la coppia fosse in guerra da diverso tempo. Un alpino, con il grado di caporalmaggiore cerca di svagarsi in discoteca, conosce una ragazza brasiliana, spera in una notte di passione, ma gli va male, molto male. La ‘fanciulla’, per ragioni ignote, lo evira quasi completamente con un coltello da cucina e l’alpino, nonostante il ricorso a specialisti di ‘falloplastica’ non recupera la virilità. C’è una versione diversa. Il ‘fattaccio’ sarebbe accaduto durante una fase di sesso estremo. Il caporalmaggiore si è lamentato di essere vittima di ‘maschilicidio’. Di sicuro può dannarsi per la fine dell’attività sessuale.

In un rigo un titolo di genere. Risparmio i dettagli, ma è un’intrigante variazione sul tema: Scopre che la moglie ha un amante, evira il malcapitato e fugge con i suoi genitali’. Ora stop, per non girare il dito nella piaga di episodi da film horror, che denunciano casi di disumanità degli umani, donne o uomini che siano. E le scuse per il linguaggio adoperato, purtroppo senza alternative da parental control.

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