SERENA MOLLICONE / DOPO 20 ANNI, PARTE IL PROCESSO

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19 marzo, si è appena aperto alla Corte d’Assise di Cassino il processo per la morte di Serena Mollicone, ammazzata esattamente 20 anni fa, nel 2001.

Incredibile ma vero. Ci sono voluti, appunto vent’anni per cominciare a vedere una lucina in fondo al tunnel. Nel frattempo, solo dolore e angoscia continua per i familiari, i genitori, e il padre di Serena, Guglielmo Mollicone, è morto di crepacuore a maggio dello scorso anno.

Più volte la Voce ha scritto della vergognosa attesa e dell’altrettanto vergognoso muro di omertà & complicità, di indagini superficiali e depistaggi, che hanno caratterizzato l’iter dell’inchiesta. Potete leggerci cliccando sui link in basso.

Finalmente andranno alla sbarra e saranno chiamati a rispondere delle loro responsabilità i cinque imputati del processo, che verrà presieduto dal giudice Massimo Capurso. Si tratta di Franco Mottola, all’epoca comandante della stazione dei carabinieri di Arce; il figlio Marco; la moglie Annamaria; il maresciallo Vincenzo Quatrale: tutti accusati di concorso nell’omicidio della giovanissima Serena. Quatrale è anche accusato di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. Mentre l’appuntato Francesco Suprano deve rispondere di favoreggiamento.

L’Arma dei carabinieri si è costituita, nel processo, come parte civile.

Serena Mollicone sparisce la mattina del 1 giugno 20001 e il suo corpo viene ritrovato due giorni dopo nel boschetto dell’Anitrella, vicino ad un ammasso di rifiuti. Le avevano messo un sacchetto di plastica in testa, l’avevano legata mani e piedi con fil di ferro e nastro adesivo.

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