AGOSTINO MIOZZO / LE DORATE PORTE GIREVOLI MINISTERIALI

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Il riassetto ordinato dal premier Mario Draghi per la battaglia contro il Covid fa un’altra vittima. Stavolta cade la testa di Agostino Miozzo, che mesi fa era stato scelto da Giuseppe Conte come coordinatore del tribolato e super contestato ‘Comitato Tecnico Scientifico’, in precedenza capeggiato da Angelo Borrelli.

Stavolta, però, non si tratta di una caduta rovinosa, né di una decapitazione che lascia spargimento di sangue. Tutt’altro.

Perché uscito dalla porta, l’ubiquo Miozzo rientra tranquillamente dalla finestra o, se preferite, dal portone principale.

Va ad affiancare, infatti, il ministro della Pubblica Istruzione, Patrizio Bianchi, con l’incarico di sovrintendere a tutta la strategia che dovrà portare alla graduale riapertura delle scuole e alla ripresa della didattica in presenza, abbandonando man mano la vergognosa DAD che sta massacrando alunni e studenti.

Per Miozzo, dunque, si aprono le “dorate porte girevoli”, come non di rado capita nella pubblica amministrazione ai livelli più alti.

Lascio una poltrona, me ne vado o mi cacciano? Eccone subito un’altra a disposizione. Come se si trattasse di casa propria, di una proprietà del tutto privata e non di incarichi pubblici che, in linea teorica (ma molto teorica), dovrebbero essere al solo servizio della collettività, del bene comune.

“La decisione è stata concordata con Palazzo Chigi e con il ministro della Salute Roberto Speranza”, certifica Repubblica.

Tanto peggio. Una palese dimostrazione di quanto non vengano premiati meriti e competenze, ma domini l’occupazione delle poltronissime da parte dei soliti big della nomenklatura, per arraffare quegli stratosferici emolumenti che solo l’Italia – pur in questa emergenza – è in grado di pagare. Del resto, siamo il paese europeo in vetta alla hit per gli stipendi parlamentari più alti, alla faccia del moralizzante (sic) taglio del numero dei parlamentari (e non degli emolumenti, appunto) sbandierato dai 5 Stelle.

Si narra che agli amici Miozzo abbia esternato la sua precisa volontà di tuffarsi nella nuova mission, “perchè il mondo della scuola ha sofferto moltissimo l’impatto della pandemia” e quindi erano tutti in attesa messianica del “Salvatore”.

San Miozzo nasce come medico-chirurgo, laurea all’ateneo milanese e specializzazione in ostetricia e ginecologia nientemeno che all’Università di Harare, in Zimbawe. A fine anni ’80 viene arruolato nel Dipartimento della Cooperazione allo sviluppo del ministero per gli Affari Esteri. Poi il salto alla direzione generale della Cooperazione allo sviluppo, quindi ai vertici della Protezione civile.

 

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