SANDRO PROVVISIONATO / LE SUE RICERCHE VANNO ALL’ARCHIVIO FLAMIGNI

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L’immenso e prezioso patrimonio di carte, documenti, materiali e ricerche di Sandro Provvisionato e curato con grande passione fino ad oggi dalla compagna, Laura Lisci, verrà ospitato dal prestigioso ‘Archivio Flamigni’.

Il trasferimento verrà avviato nei prossimi giorni e fra circa un mese sarà già possibile consultarlo.

La nuova sede dell’Archivio è diretta da Ilaria Moroni e si trova alla Garbatella, di fronte al Teatro Palladium e alla biblioteca Moby Dick.

Nell’Archivio intitolato al parlamentare del Pci, Sergio Flamigni, che ha dedicato la sua vita agli episodi più bui degli anni di piombo e delle stragi, sono già ospitati dei fondi di valore. Come il ‘Fondo Piera Amendola’, dedicato alla responsabile dell’archivio della Commissione sulla P2; quello di Giuseppe De Lutiis, storico del terrorismo e dei servizi segreti; il ‘Versamento Aldo Moro’ in memoria dello statista Dc.

Ora approda all’Archivio la mole di materiali raccolti in una memorabile vita professionale da Sandro Provvisionato, che ad ottobre 2018 ha lasciato un vuoto incolmabile. Perché è stato (ed è) il più grande giornalista d’inchiesta del nostro Paese.

Una persona di grande modestia, di estrema semplicità, di enorme talento, di smisurata passione civile: un memorabile fiuto per le piste investigative, piste spesso scomode e controcorrente. Storie, episodi, vicende, tasselli che hanno man mano composto il mosaico della nostra Italia martoriata non solo da sangue e stragi, ma anche da verità nascoste e depistaggi di Stato.

Un solo esempio per tutti, raccontato negli ultimi anni della sua vita. E’ stato il primo, Sandro, a dettagliare in modo sempre più concreto quello che solo oggi viene definito come “il più grande depistaggio della nostra storia”, quello per la strage di via D’Amelio che ha massacrato Paolo Borsellino e la sua scorta.

Ne ha iniziato a scrivere per la Voce anni prima che la sporca storia salisse alla ribalta delle cronache: quel taroccamento del ‘pentito’ Raffaele Scarantino che grida più che mai vendetta, innocenti sbattuti in galera per 16 anni, e anni persi dietro ad una falsa pista, mentre venivano calpestate verità e giustizia.

Sandro è stato un nostro grande amico, una vera colonna della Voce. E proprio per omaggiare la sua grande esperienza di ‘Misteri d’Italia’ – un sito unico nella sua efficacia – la Voce avviò la sua rubrica ‘Misteri’ che ancora oggi trovate sul nostro sito.

Carissimo Sandro, sei e sarai sempre con noi.

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