QATAR / LA STRAGE DEI 7000 PER I MONDIALI DI CALCIO 2022

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Mondiali di calcio 2022 in Qatar. E’ una autentica strage. Una vera e propria guerra.

Secondo un reportage del britannico ‘The Guardian’ fino ad oggi sono morti 6.800 operai (per la gran parte giovani e in salute) nei cantieri di lavoro in vista del super evento pallonaro.

Si tratta di un esercito di ‘lavoratori migranti’, e cioè provenienti da India, Bangladesh, Nepal, Sri Lanka e Pakistan.

Mancano all’appello i conteggi di Kenya e Filippina, per cui il bilancio può essere ancora più tragico; ed anche perché nel conteggio complessivo non sono compresi i decessi negli ultimi mesi dello scorso anno e, ovviamente, di questi due primi mesi del 2021.

Ecco cosa dettaglia il Guardian. I dati provenienti dai primi quattro paesi riferiscono della scomparsa di 5.927 lavoratori migranti fra il 2011 e il 2020. L’ambasciata del Pakistan in Qatar parla di ulteriori 824 connazionali morti nello stesso periodo.

Precisa Nick McGeehan, direttore di FairSquare Projects, una Ong specializzata nei diritti dei lavoratori del Golfo: “Una fetta assai significativa dei lavoratori migranti che sono morti dal 2011 erano in Qatar solo perché la nazione si era aggiudicata la possibilità di organizzare la Coppa del mondo”.

L’inchiesta del quotidiano britannico rivela la totale incapacità e/o mancanza di volontà di Doha nel proteggere la forza lavoro rappresentata dai migranti, oltre 2 milioni nel solo piccolo paese del Golfo.

In base ai dati ottenuti dal Guardian, il 69 per cento dei decessi tra lavoratori indiani, nepalesi e bangladeshi è classificato come ‘naturale’. Solo tra gli indiani la percentuale è pari all’80 per cento. Tali classificazioni – viene precisato dagli esperti consultati – sono di prassi effettuate senza alcuna autopsia e nella maggior parte dei casi non riescono a fornire una spiegazione medica plausibile in merito alla reale causa delle morti.

Il governo di Doha, però, se ne fotte e procede a ritmo serrato per portare avanti i lavori. “Il tasso di mortalità tra queste comunità – sottolinea un portavoce governativo – rientra nell’intervallo previsto per le dimensioni e la demografia della popolazione”.

Secondo l’esecutivo qatariota, in sostanza, il numero dei morti (che non viene contestato) è proporzionato alle dimensioni della forza lavoro migrante.

Nessuna autorità internazionale, fino ad oggi, ha protestato o accuso il Qatar di qualcosa. Incredibile, ma tragicamente vero.

Nessuno, per fare un esempio in campo sportivo, che abbia pensato di annunciare il boicottaggio di quei maledetti mondiali.

 

nella foto un cantiere in Quatar per i Mondiali 2022

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