Non ci vuole la zingara…

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Cassandra, Nostradamus, la folla di presunti veggenti, di maghi, cartomanti, oroscopisti, sognatori convinti di predire in fase di sonno rem fatti e misfatti di imminente accadimento: a volte sembra di potervi appartenere, ma il risveglio smentisce ogni forma velleitaria di precognizione. Interviene il raziocinio a indicare il perché.

Esempio: percorri la via battuta per anni, dov’è la tua abitazione e senza alcun motivo dalla memoria salta fuori il ricordo di Gabriella, fanciulla che tutta la gioventù maschile del quartiere ha sognato di far propria. Imboccata una strada perpendicolare, ‘miracolo’! appare proprio lei, con qualche chilo di troppo, ma sempre bellissima. Telepatia, è la prima idea che associ alla vista di Gabriella, ma i saggi la smantellano con il senno della psicanalisi, che indaga le profondità dell’ego: spiegano che si è solo attivato il ricordo di precedenti e ripetuti rendez vous con la giovane donna, avvenuti proprio in quella strada. L’imponderabile, nel proporlo ancora una volta, ha indotto a classificare la casualità come exploit telepatico. Identica, demistificante riflessione è sovrapponibile a casi analoghi. ‘Tale Kirk ritiene di possedere doti divinatorie, allorquando si avvera la sua precoce previsione dell’esodo di Trump dalla Casa Bianca, fatto in realtà inevitabile, scontato, considerato il malgoverno del tycoon.

Questi ragionamenti spazzano via anche la presunta chiaroveggenza di cui si accreditano alcuni osservatori dell’ardua trattativa condotta da Fico, sicuri con largo anticipo che il compatto ‘sì’ al Conte ter (fatta eccezione per Renzi e compagni Iv) sia una tessera messa a incastro nel mosaico politico in costruzione per dimostrare coesione e nascondere i contrasti sul progetto del nuovo esecutivo. Di fatto, la fatica di Fico, prevedibile, ha di nuovo rivelato che mettere d’accordo il giallo e il rosso, così poco compatibili, è una ‘mission’ quasi ‘impossible’ e ha confermato l’universalità del motto popolare ‘tra i due litiganti il terzo gode’. Detto in chiaro: l’astuzia strategica di Renzi potrebbe profittare dei contrasti 5Stelle-Pd, per imporre Draghi alla guida dell’esecutivo, licenziare la leadership del nemico ‘Conte’ e pescare nel suo harem ministri chiave, ‘amici’, da ‘piazzare’, ad esempio, nel dicastero dell’economia, che gestirà i miliardi del Recovery Fund.  Anche in questo caso non c’entrano nulla le qualità di preconizzanti di chi ha immaginato in anticipo il mare in tempesta della trattativa in cui naviga con vistoti rollii e beccheggi la nave di Grillini e dem, storicamente antitetici. E troppo facile da intuire il ruolo di Renzi, che la tiene a galla a suo piacimento, come ago della bilancia, terza gamba sbilenca di un’alleanza più che imperfetta, che contrasta i ‘soci’ di maggioranza con interventi da cartellino rosso, da ‘piede a martello’.

Breve corollario. Da ormai numerosi resoconti del calcio in chiave Napoli a guida Gattuso e già dal tempo della fiducia nell’alto  potenziale degli azzurri, nell’organico di 22 giocatori praticamente intercambiabili, ho anticipato, non senza amarezza, l’incompatibilità del tecnico calabrese con le ambizioni del club di scalare la vetta del campionato, da big della serie A. L’eccezione di un paio di entusiasmanti partite (contro  l’Atalanta, specialmente) disputate dagli azzurri al top di qualità tecniche e agonistiche, si contrappone una serie di mediocri o pessime gare, quasi a confrontare cosa sarebbe in grado di proporre la squadra, se libera di esprimere calcio non represso e cosa se vincolato alle direttive di Gattuso, nel secondo caso a zero personalità, scelte strategiche inadeguate, cambi in corsa strampalati. Ecco un altro caso di facile e ovvia intuizione del futuro. Il nodo di prestazioni della squadra incompatibili con il valore dei giocatori, deflagra,  come lasciato intendere, nell’aperto conflitto De Laurentiis-Gattuso. Aver anticipato la fase ‘calda’ in progress?  Mero spirito di osservazione e di qualche decennio di frequentazione del calcio raccontato.

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