‘Giuseppi’, ‘Avvocato Conte’: fuoco incrociato sul premier

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Che titolo ragazzi, come ho fatto a non pensarlo e offrirlo in questa nota quotidiana? Eccolo: “Fico in cerca di un premier”. Straordinaria creatività ha illuminato il titolista della ‘Repubblica’. Considerata la qualità dell’esordio in prima pagina, il sospetto è che l’autore sia il direttore in persona, in perfetta sintonia aziendale con il collega della Stampa nel sistemare un’altra tessera nel puzzle della guerriglia, che assalta giorno dopo giorno la premiership di Conte, più volte sbeffeggiato con il plagio della gaffe commessa dal farfallone Trump (gli si rivolse con un distorto, maccheronico “Giuseppi”). Insomma, per fortuna è stato solo momentaneo il rimpianto per aver lasciato alla testata di Agnelli la priorità di svilire la fase esplorativa del Presidente della Camera, che ricevuto l’incarico, ha dichiarato in lingua italiana (per la verità con un simpatico accento napoletano) di svolgere il mandato in esclusiva interlocuzione con gli esponenti della maggioranza giallorossa, compatta nel proporre il Conte ter. Ecco il perché del cambio di rotta personale: titolo sbagliato e nessun rammarico per non averne il copyright. Con spirito di servizio, che sfiora il masochismo, si procede con la lettura quotidiana dei giornali nazionali. Le pagine dell’‘ex’ Repubblica, inventata da Scalfari, propongono altre perle editoriali. La vignetta di Elle Kappa, ad esempio, con il consueto dialogo a due voci. La prima: “Incarico esplorativo a Fico”. Le fa eco la pungente seconda: “Per disbrigo degli scazzi correnzi”.

C’è complice enfasi nel titolo per le bizze del grullino Di Battista, definito il ‘Che Guevara di Roma Nord’, connotazione che offende la memoria del mitico rivoluzionario se si conservano in memoria le sortite destrofile dell’ex gemello di Di Maio, che, come racconta il giornale in questione, farebbe il pieno di like sui social (forse di leghisti e Melonini?).

Il giornalismo d’inchiesta, regista il Molinari director, oltrepassa i confini nazionali e violando le precauzioni antri Covid vola in Argentina, per sferrare una picconata alla costruzione del Conte ter, al determinante apporto di consensi degli eletti nelle liste degli italiani all’estero. Scandalo! Cario, senatore del gruppo europeisti, nato per dare consistenza ai voti di Palazzo Madama per un esecutivo giallorosso ter,  è in stato d’accusa per l’assunzione della sorella nella sede diplomatica del ministero degli esteri. Che sia un caso di nepotismo, connesso alle vicende della crisi politica italiana, non è per nulla certo, lo ammette anche Repubblica, ma il venticello dell’insinuazione rimane. E nessuna sorpresa se il giornale in questione eleva a dignità di very important question, ovvero di titolone, mega foto e ampio spazio, la cavolata di Renzi, interlocutore a suon di euro (80mila?) del principe petroliere arabo bin Salman, che non è eccessivo definire ‘despota’, ‘tiranno’ di un regime non esattamente democratico. L’attacco a cannonate all’esponente di Italia Viva ha come bersaglio, non solo virtuale, il sì del suo partito, probabilmente decisivo per la nascita del Conte Ter, se i mal di pancia in casa 5Stelle dovessero generare spaccature e sottrarre voti alla nuova maggioranza.

C’è nervosismo nella destra per la possibile prosecuzione dell’esecutivo giallorosso e Repubblica lo sottolinea così: “No a un governo zoppo” ma anche con una lunga intervista alla pasionaria Mara Carfagna, che accende la miccia delle minacce al tentativo di Fico e propone un governo a guida Draghi (ipotesi ventilata anche da Renzi, acceso tifoso di un inedito centrismo post democristiano).

Nelle pagine interne, scrive l’anti-Conte, nonché illustre editorialista Folli: “…Il Quirinale ha raccolto la disponibilità dei quattro partiti della vecchia maggioranza a sottoscrivere un nuovo patto tra loro, risolvendo le contraddizioni che avevano portato al naufragio  del Conte 2”.  In parallelo l’analisi di Cappellini: “L’esploratore è Fico, ma chi rischia di perdersi nella giungla è Giuseppe Conte”.

Comunque: buona domenica, magari da dedicare alle news di sport e però, saltando a piè pari il fanatismo generalizzato per il triangolo calcistico Juve-Milan-Inter, che, ahinoi sudisti, monopolizza informazione di settore.

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