Ma ora si dovrà battere la Juve

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Diverte riflettere sul caso Napoli in questa antivigilia del ‘Natale con i tuoi, pochi ma buoni’. Ecco perché: Fiorentina 3, Juventus 0 e a rincarare la dose delle pene bianconere il ponderoso vulnus che subisce l’antimeridionalismo con la restituzione al Napoli di quanto due surreali sentenze avevano sottratto, ovvero il punto di penalizzazione in classifica e i potenziali tre punti del match di Torino non disputato in nome dell’ineccepibile priorità della salute su ogni altro interesse. Ieri sera facce meste, occhi lucidi, quasi sconforto nel salotto buono della redazione sportiva Sky, che ha perso lo charme dei Ilaria D’Amico, consorte del portierone over quaranta difensore della porta bianconera, ma certamente non la postura ‘prona’ di fan della Juve, prodighi di empatia calcistica nord-centrica e filo Fca (Fiat Chrisler Automobile). Nel loro dopo partita commenti con toni tristagnoli per la debacle juventina e a un certo punto giù la maschera: a parziale assoluzione della figuraccia casalinga dei campioni d’Italia uno dei dotti dissertatori ha esternato il geniale pensiero sulla ricaduta della sentenza favorevole al Napoli, che avrebbe provocato effetti collaterali negativi sul morale degli uomini guidati da Pirlo!

Ma siamo al giorno dopo e l’affezione per l’esemplare giornalismo di Repubblica consente di trarre significative indicazioni. È puntuale, ineccepibile, il commento alla sentenza del Collegio di Garanzia firmato da Antonio Corbo nelle pagine della redazione napoletana. Racconta che il Coni “…spazza via tutte le nubi che nascondevano l’opacità della giustizia federale”, ovvero che smentisce le prime due assurde decisioni pro Juve, prive di logica e di legittimità, di prove. Sentenze che “collimano con le aspettative del potere”. Nelle pagine nazionali sorprende il titolo, evidentemente affrettato “La partita con la Juve dovrà essere rigiocata”. E no: giocata, non rigiocata. Normale, poi, che non ci sia lo spazio minimo per annunciare le formazioni di Napoli-Torino (Stadio Maradona 20.45) notizia in verità omessa anche nelle pagine locali. Ovvia, in ogni caso, la contraddizione stridente tra l’analisi di Corbo e il fondo d’apertura di una firma Vip nell’inserto calcistico del quotidiano: con indubbia abilità dialettica, pari all’evidente, indispettita censura alla sentenza del Coni, al via dell’editoriale non manca di citare il sospetto, ampiamente smentito, sul presunto “dolo del club di De Laurentiis per non andare a Torino”. L’argomento e altre ‘ramanzine’ per una sentenza, che conferma la priorità della salute in presenza della pandemia e del rischio certo di contagi, somigliano in parte all’anarchia pericolosa del negazionismo, molto al tributo di subordinazione al calcio business che ad ogni stop perde grandi quantità di euro.

In chiusura, un’occhiata ai panni sporchi dell’irriconoscibile Napoli, domenica mortificato dalla propria inconsistenza oltre che da una volitiva Lazio: dove sono finite la grinta di Ringhio Gattuso, la fluidità di manovra, la mirabile impermeabilità difensiva, il senso del gioco produttivo e contemporaneamente divertente, l’equilibrato mix che ha indotto tifosi ed esperti a prefigurare un possibile sprint azzurro nella volata per lo scudetto? Da che mondo del calcio è mondo, la ‘punizione’ del ritiro pre partita, teso a richiamare i professionisti del pallone ai doveri di corrispondere ai lauti guadagni con prestazioni adeguate, ha provocato mugugni e rabbiose contestazioni. In questo frangente, potrebbe peggiorare un ipotetico momento di tensione degli azzurri con il tecnico calabrese e i vertici della società?  La sentenza al 90esimo di Napoli-Torino.

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