Ma siamo davvero tutti italiani?

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Sarà perché come canta Edoardo Bennato “…Noi maledettamente piemontesi e napoletani, siamo semplicemente, italiani”, testo condiviso, giusto per sostanziare il sentimento di appartenenza all’unicum che include l’intero patrimonio umano dalle Alpi all’Etna: sta di fatto che il ‘fioretto’ di ignorare il leghismo viene meno ed è colpa della cronaca. L’Europa, vergognandosene, sopporta la presenza di buzzurri, che esistesse un censore dotato della opportuna autorevolezza spedirebbe fuori dall’aula di Strasburgo a calci nel sedere. Tale Angelo Ciocca, europarlamentare in quota Salvini, declama questa ignobile, tragica ricetta di becero leghismo: “Chi privilegiare con la priorità della vaccinazione anti Covid?” Nessun dubbio, esterna il Ciocca, “un lombardo e non un laziale, perché italiano scansafatiche”, un parassita della Roma ladrona. L’autore di questo delirio di idiozia razzista, è lo stesso che insultò Spagna e Francia, “Più soggetti al contagio del coronavirus perché popoli sporchi, che non hanno il bidet”; lo stesso che imbrattò con la suola della scarpa il discorso del commissario europeo Moscovici, critico nei confronti della manovra finanziaria italiana.

Il disprezzo per la correttezza democratica non è certo nel dna dei facinorosi ‘disonorevoli’ della destra, ai quali, la tolleranza, questa sì democratica, consente di occupare gli scanni delle aule parlamentari. La quota minima di aggressività violenta da mercato delle vacche si limita a abitualmente a urla, insulti verbali, cartelli con slogan rozzamente insolenti. Ma non è il peggio, per quanto indecente. Nelle circostanze di particolare irascibilità, in tempi e modi programmati da chi li comanda, i deputati in questione assumono le sembianze di violentia wrestling-men e trasformano le sedi istituzionali di Camera e Senato in ring, in tappeti da lotta ‘sumo’. Le puntuali riprese televisive raccontano purtroppo al mondo intero gli assalti ai banchi del governo, pugni e spintoni. Ieri la violenta bagarre ha trasformato l’emiciclo di Palazzo Madama in un luogo di nefandezze, di cui hanno fatto le spese la dignità istituzionale dell’Italia e fisicamente il senatore ‘questore’ De Poli, per la lussazione di una spalla e un commesso, che ha dovuto far ricorso all’infermeria. Le ragioni dell’ignobile rissa? La minaccia di Salvini, condivisa dai senatori leghisti, di rispondere con la violenza all’abolizione del famigerato decreto contro l’accoglienza tout court dei migranti. Clima da squadristi, è il commento dei dem. Emma Bonino: “Pagina vergognosa”.

Tempo fa, nel corso di interviste televisive, le domande ai passanti, nei pressi della statua di Garibaldi e in risposta una divertente, entusiastica sequenza di ‘sì’ alla domanda provocatoria: “Se la sostituissimo con la statua di Maradona?” La bizzarra ipotesi si avvera. Palazzo San Giacomo, non indifferente agli umori dei tifosi-elettori napoletani, ha pronto il bando del concorso internazionale per la realizzazione di un monumento cittadino del ‘pibe de oro’ con tanto di consultazione popolare sulla scultura prescelta, da collocare nel perimetro attorno allo stadio ex San Paolo. Con quali soldi? Grazie al crowdfunding, che il salvifico ricorso a Wikipedia rivela essere un ‘finanziamento collettivo, di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro, una pratica di  microfinanziamento popolare?. Si può fare di più per celebrare la gloria eterna del genio calcistico di Maradona? Ma certo. Per esempio, si potrebbe trasformare uno dei grandi locali del Palazzo Reale in sala di esposizione permanente di cimeli, di una ciocca di capelli di Maradona o dei tacchetti delle scarpette indossate nel campionato che ha regalato lo scudetto al Napoli. Perché no!!!

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