IDROSSICLOROCHINA / OK DAL CONSIGLIO DI STATO, AIFA KO

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Ennesimo ribaltone sul fronte dell’idrossiclorochina.

Adesso è il Consiglio di Stato a pronunciarsi, smentendo la potente AIFA, ossia l’Agenzia Italiana del Farmaco.

La terza sezione del Consiglio, infatti, ha appena dato il suo ok all’idrossiclorochina per la cura del Covid-19, ma solo con prescrizione medica e non rimborsabile.

Tortuoso il percorso del farmaco, al quale in prima battuta la stessa Aifa, il 2 aprile, aveva concesso il disco verde per un uso “off label”, ossia non previsto dal rituale bugiardino che lo prescrive per le forme di artrosi.

C’è poi stato il clamoroso j’accuse di Lancet, un goffo tentativo di delegittimare il farmaco pubblicando uno studio taroccato.

Segue la levata di scudi di circa 200 medici in Italia (e altri nel mondo) che chiedono di poter continuare ad utilizzare l’idrossiclorochina quale primo intervento per contrastare il Covid, come già fatto con successo per centinaia di pazienti.

Mentre Lancet fa retromarcia e si scusa con i lettori, Aifa fa il passo del gambero e blocca gli studi sul farmaco, seguendo le orme dell’OMS, fa a sua volta farà la sua buona marcia indietro.

Aifa mostra i muscoli e conferma il provvedimento restrittivo anche il 22 luglio.

Nuova vibrate proteste dei medici di famiglia, che insieme ai colleghi ospedalieri e ad un gruppo di avvocati presentano ricorso al Tar per ottenere la sospensiva del provvedimento di revoca all’uso.

Adesso, finalmente, arriva la sentenza finale del Consiglio di Stato, che dà la possibilità ai medici, che tanto l’hanno invocata, di far ricorso all’idrossiclorochina per curare i propri pazienti.

Proprio in questi giorni è intervenuto sul tema Covid proprio il ricercatore che per primo ha utilizzato, con successo, l’idrossiclorochina, Didier Raoult, il direttore dell’Institute Hospitalo-Universitaire Mediterranee infection di Marsiglia, un luminare sul fronte delle malattie infettive.

Ecco cosa sostiene.

Ormai è chiaro che circolano diversi genotipi del virus Sars-CoV-2 e ciò pone problemi sulla possibilità che un vaccino riesca a proteggere contro tutti i genotipi che fanno la loro comparsa e circolano.

Le epidemie non sono affatto sincronizzate nei diversi luoghi e presentano aspetti imprevedibili.

Se ci si occupa nel modo corretto dei malati, se il loro medico li vede, se quando arrivano in ospedale si sa cosa fare, la mortalità rimane molto debole, praticamente limitata ai soli malati che avevano già una speranza di vita molto breve o a quelli con anomalie genetiche che vanno studiate e capite.

La lezione del Remdesevir (il costosissimo antivirale prodotto da Gilead, ndr) è che la nostra società non ha il contro-potere necessario a impedire che si venda qualunque cosa. I colossi farmaceutici sono miliardari molto duri a resistere. E’ la stessa cosa della vendita del petrolio, a suo tempo, e di quella delle armi. Se le nostre società non sono capaci di innalzare barriere, continuerà così.

Occorrerà prima o poi che le riviste scientifiche rifiutino di pubblicare articoli pagati dalle case farmaceutiche o che siano direttamente finanziate dalle stesse; non si può più sopportare, ne va della credibilità.

Il British Medical Journal aveva smontato il Tamflu (sempre della Gilead) che aveva inondato il mercato al tempo dell’influenza aviaria finchè non si è visto che non è servito a niente. Questa lezione del Tamflu è andata perduta.

Sembra che stia succedendo lo stesso per i vaccini, dei quali non sappiano niente se non le comunicazioni pubblicitarie dei produttori. Le persone e gli Stati sembrano dover decidere sulla base della pubblicità. Ma chi avanza queste considerazioni è tacciato di essere contro i vaccini. Allora diciamo che ci vuole la medicina, la medicina, la medicina; se poi in un laboratorio farmaceutico avviene un miracolo, tanto meglio, ma non si può aspettare. Per adesso non si sa nulla, e quel che vedo è che è questione di soldi, di quotazioni azionarie che salgono.

Occorre una vera riflessione: fin dall’inizio la malattia è stata sovra drammatizzata, tutti terrorizzati, si ha l’impressione di essere circondati da zombi. Poi invece di puntare alle cure, si è detto ai terrorizzati: aspettiamo la bacchetta magica. La prima non è andata, una spesa enorme per nulla (si riferisce al Remdesevir, ndr); a questo punto si pianifica di invadere il pianeta con vaccini dei quali non si sa ancora nulla di preciso.

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