CIAO PAOLO… DALLO STADIO MARADONA

Condividi questo articolo
Maledetto cancro. Immenso interrogativo sulla sua inviolata aggressività che in tutto il mondo migliaia di ricercatori finora non sono riusciti a cancellare dal capitolo delle più diffuse patologie letali. Il male del secolo ha avuto la meglio anche sulla solida tempra di uno degli atleti più amati dagli italiani, stimato a ogni latitudine dell’intero pianeta del calcio. Nel pieno della maturità umana e professionale, di autorevole commentatore del suo sport, all’età di 64 anni, Paolo Rossi è stato stroncato da un tumore. Nella sua stagione sportiva del suo più alto profilo, è stato il nostro Maradona, l’italiano che ha fatto sognare chi ama il bel calcio e la nazionale. L’Italia e non solo del calcio mette al braccio la fascia del lutto. Aria di lutto anche nello stadio, che con qualche riserva si è spogliato dell’identità nota in tutto il mondo di ‘San Paolo’ e da questa sera è Stadio Maradona, in omaggio all’idolo dei tifosi napoletani, allo straordinario genio e sregolatezza del number one nato in povertà in Argentina, ma adottato dal mondo intero. L’ultimo step del girone preliminare di Europa League propone alla formazione partenopea il confronto-scontro con gli spagnoli della Real Sociedad, formazione priva di Silva e Oyarzabal, assenti eccellenti. Sono 90 minuti decisivi per ottenere la qualificazione al turno successivo e Gattuso può ottenerla con due risultati: vittoria o pareggio con il Real e addirittura con tutti e tre, se l’Az non dovesse battere il Rjieka.  Il Real è squadra rivelazione della Liga spagnola, con molti giovani con meno di 21 anni. Sette volte il Napoli ha partecipato alla fase a eliminazione diretta di Europa League e in quattro dopo aver superato il girone preliminare, primo nelle due tornate più recenti. Nel 2015/16 (ultima partecipazione) ha vinto tutte e sei le partite e ha anche stabilito il record di 22 gol in questa fase. La Real Sociedad non ha subito gol in quattro delle ultime cinque trasferte della fase a gironi di Europa League, comprese quelle di questa stagione contro Rijeka (1-0) e AZ (0-0). Gattuso dovrebbe schierare l’undici  ‘classico’, fatta eccezione per l’assente di lusso Osimhen, ancora non completamente ristabilito: Ospina in porta, Mario Rui a sinistra, Di Lorenzo a destra, Maxsimovic accanto a Koulibaly. I ballottaggi sono sostanzialmente due: Fabian può riprendersi il posto su Demme ed dubbi a destra tra Lozano e Politano (favorito il messican). Zielinski inamovibile, è in gran forma. Serata da non fallire per Gattuso, ma impresa tutt’altro che impossibile, anche sulla scorta del successo nel match di andata, ottenuto con il gol di Politano. Mertens va in campo nella posizione preferita di centravanti ‘finto’. Conferma per Bakayoko, in panchina Petagna, e l’intoccabile Insigne dirigerà l’orchestra,  pronto a bissare i suoi gol alla Maradona. Alguacil dovrà fare a meno di due dei suoi giocatori più importanti, David Silva e Oyarzabal, per problemi fisici. Privo anche di Guridi, l’allenatore della Real Sociedad resta fermo sulla scelta del 4-2-3-1. In attacco il trio Barrenetxea, Portu, Isak. Zubimendi e Merino giocheranno davanti alla difesa composta da Zaldua, Sagnan, Le Normand e Monreal, con Remiro in porta.
Gattuso: “Ci giochiamo il primo grande obiettivo della stagione, dobbiamo fare una grande partita. Dal giorno del sorteggio sapevamo che il nostro percorso sarebbe stato difficile: il Rijeka, la squadra considerata meno forte, ha messo in difficoltà tutti, mentre l’AZ e la Real Sociedad hanno organici competitivi. Gli spagnoli sono imbattuti in campionato”.
Arbitra l’israeliano Grinfeld nello scenario che rimanda le immagini del nuovo padrone di casa, dello stadio Maradona…
La prima offensiva è della Real, primo intervento di Ospina non difficile. Due conclusioni degli spagnoli che tengono alta la pressione a tutto campo sugli azzurri. Questa è squadra vera, determinata e piena di talenti, per lo più giovani. Dinamica molto aggressiva degli uomini di Alguacil. L’inizio degli spagnoli è di evidente personalità e per il Napoli non si annuncia un confronto agevole. È da vedere se la Real potrà tenere così alto il ritmo per 90 minuti. Per ora grande possesso palla.  La Real ha il primato europeo di questo particolare dettaglio.  Palleggia a lungo anche il Napoli a centro campo. Grandi anticipi degli spagnoli hanno la meglio sui tentativi degli azzurri di ripartire. Ospina si produce in una parata da par suo su un tentativo pericoloso della Real. La partita la fanno gli spagnoli e il Napoli sembra temere la loro intraprendenza. La speranza è che Gattuso non abbia impostato la partita per un pareggio che sarebbe risultato utile a proseguire nel percorso europeo. Con questa avversaria sarebbe un quasi suicidio. Al 18esimo Portu riceve un assist facilissimo da mettere alle spalle di Ospina, ma svirgola malamente. Pallone a lato e che paura! Già tre occasioni da gol degli spagnoli. Insigne al volo, al minuto 22, pallone in curva.  Piove a dirotto. Il gioco della Real è bello da vedere. Lozano, lanciato a rete senza avversari, è sgambettato, ma l’arbitro fa finta di niente. Incredibile! Era fallo da espulsione e invece è ammonito Mertens per proteste. Da interpretare la ’distrazione’ di mister Grinfeld. Il Napoli è sempre scoperto sulla corsia difensiva di Di Lorenzo, problemino da rivedere. Viene giù acqua a catinelle. Lozano, cross per Zielinski, che colpisce in modo sbilenco, ma comunque guadagna un corner. Al 34° lo stesso Zielinski riceve il pallone dalla bandierina, lo aggancia e da fuori area, di collo pieno, colpisce con grande potenza. Remiro non può nulla, 1 a 0 per gli azzurri. Alleluia e avanti così. Poco dopo è Bakayoko a sfiorare il gol, fermato da un’uscita coraggiosa e spericolata di Remiro. Tre minuti al 45esimo. La furia iniziale degli spagnoli si è acquietata e gli azzurri controllano meglio il gioco. Gattuso partecipa alle manovre dei suoi giocatori come fosse in campo. La Real reagisce al gol subito, ma con pochi rischi per Ospina. Tutti al riparo dalla pioggia e tè, il Napoli con il patrimonio del vantaggio acquisito, grazie alla prodezza del polacco, che ha smaltito completamente il malanno da coronavirus. Per il momento sembra aver ragione la prudenza di Gattuso, ma nei prossimi 45 minuti sarà indispensabile grande concentrazione e, magari, l’opportunità di andare per la seconda in gol.
Second time e la pioggia non si ferma. È un mezzo diluvio, ma per fortuna il terreno di gioco sembra difendersi bene dall’acqua. Strano, gli azzurri non hanno il lutto al braccio per la scomparsa di Paolo Rossi. Nella Real entra Gorosabel. Due angoli consecutivi per gli spagnoli, privi di conseguenze. Subito in avanti la squadra spagnola anche con i due terzini, che diventano pericolosi attaccanti di fascia. Terzo angolo per la Real al quinto e nuova libertà di attaccare sulla sinistra, dove Di Lorenzo lascia troppo spazio agli spagnoli.  Finora poco Insigne e non è una novità gradita. Merino al minuto 53, grande conclusione, pallone di poco alto sulla traversa. Il Napoli è troppo contratto nella propria metà campo.  Lozano guadagna un corner e interrompe la pressione della Real. Barrenetxea per Portu, al minuto undici, nuovo brivido per un’incursione pericolosa del nuovo entrato. Tredici dell’organico Real sono ragazzi delle giovanili promossi in prima squadra. Il via della seconda frazione di gioco somiglia molto a quello della prima. Padronanza di gioco degli spagnoli. Sinistro di Lozano a conclusione di un contropiede fulmineo innestato da Mertens, pallone di poco a lato. Gli azzurri consentono agli spagnoli di governare l’inerzia della partita. Insigne è guardato a vista e con raddoppi di marcature, conseguenza della fama conquistata. Partecipa poco alla manovra offensiva. Forse servirebbero energie fresche della panchina. Al 65esimo cross filtrante di Mertens su cui Lozano non irrompe per un niente. Si gioca quasi a una sola porta, quella difesa da Ospina. Angolo per la Real, respinge la difesa azzurra. Lozano guadagna una punizione da buona posizione al minuto 68. Sul pallone Insigne e Mertens, che batte e colpisce la barriera. Gattuso è d’accordo per qualcosa. Escono Mertens, Bakayoko e Lozano per Demme, Politano e Petagna. 18 minuti al 90esimo. Elmas per Zielinski al minuto 74. Sempre in avanti la Real e il Napoli? Quasi un catenaccio. Assalto degli spagnoli e nuovo angolo con sei uomini in area, ma allontana la difesa degli azzurri. Tre cambi per gli spagnoli. Dentro Normand, Isak, Sagnan, per aumentare il potenziale offensivo. Il Napoli dovrebbe provare ad allentare il pressing a tutto campo degli avversari. Dieci al 90esimo.   Aumenta il numero di corner per gli spagnoli. Esce Mario Rui, dentro Ghoulam. Più centimetri in area di rigore degli azzurri, che non riescono a ripartire. Libertà totale di manovra della Real. Per fortuna il cronometro non si ferma e il the end del match si avvicina. Qualche pallone giocabile per Petagna sarebbe manna dal cielo. Cinque al 90esimo, bisogna stringere i denti…ma c’è molta imprecisione negli scambi ravvicinati. Meno pressante l’azione della Real e conclusione innocua di Isak al minuto 89. Tiene palla il Napoli, bene così e Fabian grazia gli spagnoli alla fine di un’azione entusiasmante degli azzurri, che Petagna più egoista, avrebbe potuto trasformare agevolmente in gol. 5 di recupero e al via dell’over time un po’ di confusione in area degli azzurri, stop involontario di Ghoulam, William Josè infila la porta difesa da Ospina. Azzurri e spagnoli cincischiano per finirla così. La vittoria del Rjieka sentenzia che le squadre in campo sono tutte e due promosse. Primo del girone è il Napoli, seconda la Real Sociedad. Praticamente non si giocano più i minuti di recupero. Che dire: certo il Napoli non ha entusiasmato, ma l’obiettivo di completare il girone al primo posto è cosa fatta e per Gattuso contava questo.
Condividi questo articolo

Lascia un commento