MAURO ROSTAGNO / DOPO 32 ANNI SOLO MEZZA VERITA’

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Verità a metà per Mauro Rostagno, ucciso dalla mafia 32 anni fa.

La Cassazione, dopo tanti anni, ha confermato la condanna all’ergastolo per il mandante, Vincenzo Virga, ma ha prosciolto quello che in primo grado era stato ritenuto il killer, Vito Mazzara.

Ma soprattutto non è mai stato chiarito un dubbio di fondo: non c’era qualche altro mandante, caso mai di livello politico, che non è mai venuto alla luce? Un dubbio destinato a rimanere per sempre, a meno di fatti clamorosi che non consentano la riapertura del caso.

Mazzara, comunque, è ugualmente in carcere, per scontare un altro ergastolo, quello inflittogli per l’omicidio dell’agente di custodia Giuseppe Montalto, avvenuto 25 anni fa.

Inchieste e processi, quelli per Mauro, zeppi di errori, orrori, omissioni e depistaggi. Come, per fare un esempio, che l’omicidio sarebbe maturato per dissapori all’interno della comunità di recupero Saman, dove lavorava l’amico Franco Cardella.

Da rammentare che il gip che ha ancora in mano il giallo dell’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ossia il gip della procura di Roma Andrea Fanelli, ha richiesto tutto il fascicolo del caso Rostagno, perché tra i due misteri ci sarebbero dei punti in comune da non poco. Siamo ancora in attesa di cosà farà Fanelli, che sta svolgendo approfondimenti ulteriori e ha già respinto una volta la richiesta di archiviazione avanzata dal pm della procura capitolina, Elisabetta Ceniccola e controfirmata dall’allora capo Giuseppe Pignatone.

Vediamo, in rapida sintesi, le ultime tappe giudiziarie del caso Rostagno.

2011 – Dopo 22 anni dall’omicidio – non poco – si apre il processo a carico degli accusati, Mazzara e Virga.

2012 – La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo inizia le indagini per accertare l’esistenza di altri mandanti, anche “al di fuori dallo stretto ambito esecutivo militare”. Indagini che devono anche stabilire le carenze e i depistaggi in tanti anni avvenuti.

2014 – In primo grado la Corte d’Assise di Trapani stabilisce che l’omicidio è di stampo mafioso (ci volevano 24 anni per capirlo!) e condanna all’ergastolo Mazzara, quale esecutore, e Virga, come mandante. La Corte stabilisce che Mauro viene assassinato perché, con la sua attività giornalistica, aveva alzato il velo su affari e connection di Cosa Nostra a Trapani, fine anni ’80.

2019 – A febbraio la Corte d’Assise d’Appello di Palermo riforma la sentenza di primo grado: assolto Mazzara, che resta in carcere per scontare l’altro ergastolo, confermata la condanna per Virga.

2019 – Sempre a febbraio vengono rinviati a giudizio per falsa testimonianza durante il dibattimento di primo grado 13 imputati, tra rappresentanti delle forze dell’ordine e testi minori.

Alla resa dei conti, resta un interrogativo grosso come una casa. Quelle indagini della DDA di Palermo sugli “altri” mandanti che fine hanno mai fatto?

Tutto insabbiato o che?

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