FRANCIA / I GRANDI AFFARI MILITARI CON L’EGITTO

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Egitto grandi affari.

Non solo con l’Italia, come abbiamo documentato nell’inchiesta sui business griffati ENI, ma anche con la Francia, più spediti che mai, e proprio a base di armi.

Il presidente Emmanuel Macron e quello egiziano Abdel Fattah el-Sisi hanno avuto modo di consolidare amicizia e legami – appunto d’affari – nel corso delle tre giorni parigina dell’ospite, ricevuto in pompa magna con tutti gli onori del caso.

Macron ha subito voluto rassicurare che “la futura vendita di armi al Cairo non sarà condizionata al rispetto dei diritti umani”, come riferiscono fonti diplomatiche.

Esattamente il contrario di quanto il volubile numero uno dell’Eliseo aveva affermato meno di un anno fa, a gennaio 2019.

Ecco le sue parole: “Non condizionerò questioni di difesa e cooperazione economica su questi disaccordi (sui diritti umani, ndr). E’ più efficace dialogare che boicottare avendo come solo effetto quello di indebolire uno dei nostri partner nella lotta contro il terrorismo”.

Secondo Macron, Parigi e il Cairo sono “uniti nel costruire uno spazio di civiltà” (sic) dove non siano possibili “minacce e discorsi di odio”, in riferimento al boicottaggio dei prodotti francesi avviata in Medio Oriente in seguito alle accuse incrociate tra il presidente francese e quello turco, Recep Tayyip Erdogan, a proposito delle caricature di Maometto su Charlie Hebdo.

Per fortuna c’è chi non tace e parte all’attacco di Macron. Lo fanno una quindicina di associazioni e organismi francesi ed internazionale, tra cui la Federazione internazionale per i diritti umani, i quali hanno pubblicato una nota congiunta stigmatizzando con forza il comportamento del capo dell’Eliseo, democratico a corrente alternata. Puntano l’indice: “In Egitto Macron è al fianco degli oppressori e non dei valori che dice di voler difendere. La diplomazia francese ha, ai suoi livelli più alti, chiuso gli occhi di fronte alla brutale repressione di ogni forma di dissenso da parte del presidente el-Sisi”, continua il documento redatto dalle associazioni in cui si fa esplicito riferimento alle forniture di armi al Cairo da parte francese.

Secondo un report pubblicato nel 2018 da Amnesty International, ci sono le prove che l’esercito egiziano abbia usato armi francesi per colpire i manifestanti nelle proteste che hanno attraversato il Paese tra il 2012 e il 2015.

Da rammentare, tra gli altri, i contratti di vendita e le forniture francesi al governo egiziano dei caccia Rafele e di navi militari Gowind.

Parigi persegue i suoi interessi geostrategici in Nord Africa e Medio Oriente d’intesa con l’Egitto su questioni che vanno dall’influenza del Cairo in Yemen e Libia, con il sostegno assicurato al generale Khalifa Haftar in Cirenaica per contenere la presenza turca in Tripolitania; fino al ruolo dell’Egitto nel traffico dei migranti e alla lotta contro il terrorismo anche in relazione alla presenza dell’Isis (o di quel che ne resta) nel Sinai.

 

Nella foto Macron col premier egiziano Abdel Fattah el-Sisi

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