Ministri contagiati, ma come si permettono?

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“Il leader di Italia Viva Matteo Renzi contesta il premier Conte su cabina di regia e poteri dei manager. Il ministro dell’interno Luciana Lamorgese è positiva al Covid, i ministri Bonafede e Di Maio in isolamento”. Nell’ordine: il capo di un partitino, che si votasse ora per le politiche non otterrebbe neppure un eletto alla Camera, è ospite nel sommario del titolo di prima pagina (boh?). La ministra dell’interno, in prima linea con il resto dell’esecutivo, in questi mesi sotto pressione per combattere la pandemia, ha contratto il Covid. Anziché solidarizzare e augurarle di guarire presto, per il giornale di cui raccontiamo è quasi condannata per doversi curare e sospendersi temporaneamente dall’importante incarico istituzionale. E poi, le monellerie dei due ‘birbanti’, i ministri Bonafede e Di Maio, che per aver collaborato costantemente con la ministra, sono costretti alla clausura. Proseguiamo. Titolo: “Più che stabilità sembra paralisi”. Paralisi? Mai visto tanto dinamismo di un governo, nel caso specifico, certo, giustificato dall’ emergenza Covid (ndr). Dal testo dell’articolo: “Il Governo Conte imbarca acqua come una nave piegata su un fianco. La scena appare paradossale…Conte e la sua compagine restano in una situazione caotica; una nave semi affondata , appunto…Tale maggioranza è tutt’altro che salda dietro la ‘leadership’ (leadership tra virgolette, perché?, ndr) del presidente del consiglio …Talmente sfilacciata e così poco convinta  della sua missione solidale da offrire all’esterno l’immagine di una rissa quotidiana…In altri tempi il presidente del consiglio sarebbe già salito al Quirinale per rassegnare le dimissioni…L’esecutivo va avanti zoppicando…Intanto l’Europa osserva perplessa la strana stabilità italiana che è quasi sinonimo di paralisi”.

Scommettiamo? Avete ipotizzato, che per riempire di righe la nota di oggi, il sottoscritto le abbia scippate a una delle testate che tifano per la destra, che so, al ‘Giornale’, a ‘Libero’. Errore, si tratta della citazione letterale dello scritto di un’autorevole firma del quotidiano che Molinari dirige per conto della Fiat.

Per non lasciare chi legge con l’amaro in bocca, ricorro all’integrità professionale di Michele Serra, all’odierna ‘L’amaca’ sui progetti del governo per l’utilizzare i fondi europei: “Intenzioni non solo corrette, ma giuste e innovative, chi mai lo direbbe? Ovviamente non l’opposizione…non Confindustria, il cui ruolo da molti anni a questa parte è una specie di lagna istituzionalizzata, difficilmente i media…la ripartizione di ruoli è l’esatto contrario della par condicio: i giornali di destra parlano male della sinistra, i giornali di sinistra parlano male della sinistra…Con estrema timidezza e trepidante esitazione, ammetto di aver apprezzato, almeno sulla carta, le intenzioni del governo sull’uso del Recovery Fund. Oddio, l’ho detto. Che vergogna.

È noto, con il cambio di proprietà, dal quotidiano fondato dal Scalfari sono scomparse alcune firme di dissidenti, una per tutte quelle di Gad Lerner. Che Serra, scriva così per ‘essere dimissionato’?

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