ALEX SCHWAZER / C’E FINALMENTE UN GIUDICE A BOLZANO

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La procura di Bolzano chiede l’archiviazione per il campione di marcia Alex Schwazer nell’inchiesta sul doping.

Svolta fondamentale al processo: è addirittura il capo della procura Giancarlo Bramanti, a chiedere l’archiviazione, e adesso la parola passa al gip, Walter Pelino, che si pronuncerà dopo aver esaminato le memorie ricevute dalle controparti, IAAF e WADA, rispettivamente la Federazione Internazionale di Atletica e l’Agenzia Mondiale Antidoping.

A questo punto il verdetto decisivo è previsto per fine gennaio 2020.

Pare scontata la decisione di archiviare il tutto da parte del gip, vista la gigantesca mole di materiale raccolto, da cui risulta con evidenza il taroccamento delle famigerate provette di campioni di urina prelevate ad Alex il primo gennaio 2016. E le seguenti operazioni di depistaggio.

Il Tribunale di Bolzano. In apertura Alex Schwazer

E, quindi, il punto adesso è uno. Finirà per archiviare e basta, Pelino, o come più probabile scriverà una lunga, dettagliata motivazione che può aprire la strada ad ulteriori, clamorosi sviluppi delle indagini ancora aperte sul fronte della “manomissione” della provetta?

Uno scenario più che concreto, visto quanto è emerso, nel corso di questi quattro, lunghi anni, a carico di IAAF e WADA.

Delineando un perfetto piano per delegittimare l’atleta altoatesino. Una fitta sequela di anomalie che hanno caratterizzato la story: dalla data del primo gennaio, del tutto inusuale, visto che poi il carico prezioso (la provetta) è rimasta per 24 chissà dove, prima di essere recapitata al laboratorio di Colonia; poi il tira e molla durato mesi tra il laboratorio e il RIS di Parma per poter contro-analizzare, su ordine della procura, il campione di urine; quindi tutte le mail bollenti intercorse tra lo stesso laboratorio e le autorità sportive, che tendevano a condizionarne il giudizio. Decine e decine di episodi che raccontano per filo e per segno quel tentativo di delegittimazione, per punire l’atleta che aveva osato puntare l’indice contro i vertici sportivi.

Una partita che va ben oltre la singola, drammatica vicenda di Alex, perché tira in ballo un mondo di affari a base di doping, un mondo di regole farlocche, una giustizia sportiva del tutto estranea a minime logiche.

Verrà fatta finalmente luce su questa giungla di business e intrighi, omertà e complicità, depistaggi e coperture?

 

 

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