Mini festival di domande inevase

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Gli umani, campioni di contraddizioni e contrapposizioni, che si celebrano nelle nostre Tv da mane a sera, officiate da chiunque entri nel cast delle rubriche di presunto approfondimento. Nei fatti salgono sul ring su cui si scazzottano uomini e donne contro uomini e donne, per la straripante soddisfazione di conduttori-conduttrici, che fingono di moderare e invece operano con consumata furbizia la scelta di ospiti indottrinati dai rispettivi ‘mandanti’ per urlare con quanto fiato hanno in corpo insulti, o nel migliore dei casi convinzioni diametralmente, preventivamente opposte, in un clima caciaresco, da rissa sonora e su qualunque tema, che sia il Covid, il femminicidio, lo scontro interpartitico, il Maradona ‘dio’ o pibe de oro evasore fiscale, cocainomane e puttaniere. Di qui a proporsi come uno dei fondamentali della televisione trash poco manca a questi talkshow. È pari il contributo della Tv pubblica e privata, sicché sono numerose le serate in cui, per smaltire stress da lavoro, e depressione da coronavirus, cagionati da questa maledetta stagione Covid dipendente, non c’è che da rifugiarsi nel mare magnum di film, telefilm e format di intrattenimento.  La psicologia, applicata ai tristi umori da pandemia, dice la sua. Mette in guardia per i danni della ricaduta, su anima e cervello della gente, del bombardamento  di news vere, false, utili, immensamente ridondanti, sul coronavirus, senza alcun rispetto per la correttezza dell’informazione, condite da commenti, supposizioni, pareri pseudo scientifici, contrastanti ipotesi e teorie, dogmi, esternazioni di scuole di pensiero che viaggiano su parallele mai coincidenti, sentenze endogene di virologi, immunologi, clinici, di ministri e sottoministri, opinionisti da strapazzo (che fanno audience chissà perché), soloni d’oltre oceano,  negazionisti e realisti. È un’Italia a frammenti colorati: terra di eroi e brava, disciplinata gente, lodata dall’intero contesto mondiale in primavera, ma di lì a poco massa informe di incoscienti, di anarchici irrispettosi delle regole e del prossimo.  La materia del contendere: siamo davvero in retta d’arrivo della corsa per aver ragione della seconda ondata di Covid, o all’orizzonte si erge minacciosa la terza mazzata della pandemia? Poi il nodo gordiano del vaccino: conclusione affrettata delle sperimentazioni per trarre profitti miliardari dalla somministrazione mondiale? C’è da fidarsi dell’autocompiacimento dei produttori per presunta efficacia nel 90/95 percento di casi? È nella ragione chi (scienziato) rifiuta la vaccinazione per sfiducia nella produzione frettolosa dell’anti Covid, o chi (scienziato) è pienamente favorevole alla immunità da vaccino?   Scuole aperte e lezioni in presenza o chiuse e tablet accesi per l’apprendimento a distanza? Eccetera, eccetera. Un’immersione nella saggezza del difficile ritorno alla normalità prescrive a uomini, donne e bambini un consistente distanziamento dal moloc televisivo, onde impedire che i tuttologi della pandemia, siano opinionisti o addetti all’informazione, fungano da invadenti ‘untori’ del diffuso incedere di forme patologiche come la depressione, o peggio, la drammatica escalation di violenze provocate da surplus di clausura, dall’anomalo tasso di promiscuità domestica.  Il tema è di pertinenza prevalentemente maschile. Le donne, ahi loro, destinatarie predilette della Tv gossip, s’ingegnano in faccende domestiche abituali (cucina e altre incombenze di rito), ma anche straordinarie, come la rinuncia a capi di abbigliamento accumulati nel tempo, pulizie radicali ‘primaverili bis’, letture di Elena Ferrante. Gli uomini ‘soffrono’ vistosamente la casa, avvezzi a ridotte frequentazioni, sconvolti dal protocollo dell’isolamento. Aiutare i figli nell’approccio innaturale alla scuola a distanza? Perché no, ispirati dalla statura pedagogica superiore del maestro Manzi (Tv anni 60: ‘Non è mai troppo tardi’), misurarsi in laboriose e impegnative sfide con avversari scacchisti on line. Eccetera, in attesa della ‘freedom’ sognata, della libertà ritrovata, post Covid.

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