NATO / GRANDI MANOVRE IN NORD AFRICA

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Missione top secret in Nord Africa, dal 6 al 9 novembre, delle forze di intervento USA di stanza nelle basi italiane, spagnole e tedesche.

A cose fatte lo rende noto il Comando di U.S. Africom di Stoccarda che racconta: “Elementi di US Army, del corpo dei Marines e dell’Air Force hanno condotto un test completo di risposta rapida in situazioni di crisi. L’esercitazione, denominata Judicious Activation, ha preso il via alle prime ore del 6 novembre con un ordine di allerta e senza preavviso ai reparti Usa ospitati in Italia, Spagna e Germania. I militari partecipanti si sono poi ricongiunti tutti nella stazione aeronavale di Sigonella, sotto il comando e il controllo di Southern European Task Force (SETAF)”.

Setaf è il comando delle forze terrestri statunitensi destinate ad operare in Africa e ha sede nella caserma ‘Ederle’ di Vicenza.

I marines sono giunti a Sigonella dalla base aerea spagnola di Moròn.

Commenta il blogger antimilitarista Antonio Mazzeo: “La vera novità di Judicious Activation è stata il ‘battesimo operativo’ della North and West Africa Response Force, che dai primi di ottobre ha assunto i compiti e le finalità operative della Special Purpose Marine Air-Ground Task Force-Crisis Response-Africa, la forza di pronto intervento aero-terrestre dei Marines per il continente africano, istituita dal Pentagono nel 2011 dopo la guerra Usa-Nato contro la Libia”.

Aggiunge Mazzeo: “E’ top secret il numero dei militari che compongono la North and West Africa Response Force, anche se è presumibile che varierà di volta in volta secondo la portata dell’intervento Usa in un conflitto o in una ‘crisi’ in territorio africano. Di certo è che accanto ai marines di Moròn opera adesso il reparto d’eccellenza aviotrasportato dell’Esercito di stanza in Veneto e che le grandi basi Usa e Nato italiane come Vicenza ‘Ederle’, ‘Dal Molin’ ad Aviano, ‘Camp Derby’ (l’hub toscano per la movimentazione di uomini e mezzi pesanti delle forze terrestri statunitensi), Napoli e Sigonella avranno un ruolo ancora più determinante per la proiezione e la penetrazione militare statunitense nel continente nero”.

 

 

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