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La vita frenetica delle redazioni può indurre in errori e omissioni, per esempio al rilievo sottostimato che si concede per molte ragioni al racconto di una notizia di elevato interesse: sottovalutazione del cronista e del caporedattore, informazione ricevuta in chiusura del giornale, cioè tardi per un trattamento adeguato. Altro motivo della defaillance, privo di alibi, è però la riprovevole decisione di destrutturare l’importanza della notizia perché non in linea con gli interessi della proprietà della testata.

22 Novembre del 2020: lettura mattutina dei quotidiani e tra quelli a dimensione nazionale di ‘la Repubblica’, inglobata dalla Fiat nel proprio semi-monopolio dell’informazione, completato con l’acquisizione del pianeta editoriale che controlla numerosi quotidiani e periodici, inclusa appunto la testata fondata da Scalfari e l’Espresso. Bene, anzi male, nel bel mezzo della disputa in carta da bollo, del ricorso in attesa di giudizio avanzato dal Napoli avverso la decisione di ‘regalare’ la vittoria ‘a tavolino’ alla Juventus di proprietà di Agnelli e di penalizzare la squadra di De Laurentiis sottraendogli un punto in classifica, il giornale della Fiat, e non è la prima volta, riserva titolone, paginone, mega foto, cronache e commenti alla poco significativa vittoria dei bianconeri con il modesto Crotone e, come documenta la foto a corredo di questa nota, un ‘derelitto’ basso pagina di quindici righe (comprese le tre per Torino e Fiorentina) a Napoli-Milan, di gran lunga la partita più interessante dell’ottava giornata di campionato. Il trafilettino quasi invisibile, non comprende neppure le probabili formazioni. Verrebbe da pensare che allo ‘sgarbo’ rimedi l’inserto della redazione napoletana, ma neppure in queste pagine è dato conoscere le scelte di Gattuso e Pirlo per la gara di questa sera al San Paolo.

Questa riflessione è dedicata a chi pensa che in presenza del drammatico tema della pandemia ogni altro comparto dell’informazione e per esempio la presente requisitoria contro la discriminazione delle pagine sportive di la Repubblica sia un’impropria richiesta di attenzione. Non è così. La svolta che ha allineato il quotidiano alla subordinazione degli interessi confindustriali della nuova proprietà è palese più in generale. Si manifesta di giorno in giorno, per esempio con titoli in prima pagina che enfatizzano presunte colpe del governo con forzature e deformazioni della realtà. Non è cosa da poco in questa stagione del mondo e dell’Italia minacciata da derive sovraniste e attentati alla democrazia.

Non è un caso se aggrappata all’usurpazione di ruoli decisionali, di cui ha fatto man bassa quando era al governo con i 5Stelle, la Lega osa pretendere ora di cancellare il giornalismo d’indagine di ‘Report’ che ne svela le truffe, i reati. Il Carroccio denuncia che i dati d’ascolto sono bassi, che il programma è un flop da zittire. Mente sapendo di mentire. Report smentisce Salvini, ma in solitudine e da solo continua a battere il percorso delle verità scomode, scabrose, che fanno bene alla salute democratica dell’Italia e spesso inducono la magistratura ad agganciarlo per attivarsi.

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