EDITORIA / MAXI CAMPAGNA PER SPOT DI REGIME

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Il governo Conte eroga fondi a pioggia per la piccola e media editoria radiotelevisiva.

Non si tratta di un piano organico per rilanciare la moribonda informazione (cartacea, online e radiotelevisiva) ma di una maxi campagna pubblicitaria per ben 50 milioni di euro destinata a finire nelle casse di antenne locali.

Senza alcun raziocinio, senza una precisa programmazione: solo l’occupazione di spazi radiotelevisivi in cambio di soldi. Per martellare gli italiani soprattutto sul fronte del Covid in vista del Natale: attenzione ai cenoni, non si invita più di tot persone, osservate il distanziamento, lavatevi le mani.

Insomma la solita pioggia di raccomandazioni al popolo bue.

Per guadagnare un bel gruzzolo, da 750 mila a 1 milione di euro tondo tondo a favore di ogni emittente, dovranno essere irradiati almeno 20 spot-progresso (sic) di durata variabile, decisa dalla task force appositamente allestita, e ad orari ben precisi. In modo tale che il martellamento possa risultare più efficace possibile.

Sono già numerosissime le emittenti che hanno fatto domanda e che a partire dal prossimo mese potranno passare alla pubblicazione dei contenuti promozionali e poi subito all’incasso. Tempi rapidissimi, come mai era capitato in precedenza, soprattutto per quanto concerne il pagamento, che ritualmente avviene dopo mesi dalla fatturazione.

Come sono stati capaci, lorsignori, di tirar fuori dal cilindro quei 50 milioni, in un periodo di vacche che più magre non si può, mentre tardano i ristori e i pagamenti dei 600 euro per molte partite Iva si sono fermati dopo la seconda, misera tranche?

Da notare che nel frattempo Youtube sta provvedendo a chiudere canali non allineati.

E invece grande abboffata natalizia per l’informazione di regime, quella taroccata al punto giusto.

Spot and go.

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