Calabria e Covid: l’unico ‘sì’ è di Emergency

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Solo la categoria degli ingenui, contemporaneamente ignoranti, per fortuna non molto diffusa in Italia, può credere ai “motivi familiari’ invocati da Gaudio, ex rettore della Sapienza coinvolto nell’inchiesta su concorsi truccati, per sganciarsi dalla missione impossibile di gestire lo sfascio amministrativo-sanitario della Calabria. Prima di lui hanno recapitato al governo i rispettivi rifiuti Cotticelli, autore dell’involontaria quanto tragicomica dichiarazione di non sapere un’‘acca’ della sanità e Zuccatelli, inattendibile per il video in cui minimizza il rischio Covid. Conte, evento raro nel pianeta mistificante della politica, assume su di sé la responsabilità delle tre scelte andate a vuoto e intanto, in Calabria si rivelano drammatici il picco di infetti da coronavirus, il deficit di presidi sanitari per affrontare la pandemia. Il premier: “Mi dispiace per i calabresi che meritano una risposta dopo anni di malasanità. Con l’impegno di Emergency per la realizzazione di ospedali da campo e di Covid hotel i calabresi saranno più forti e resilienti. Strada non sarà commissario, non ha mai dichiarato nei colloqui avuti di essere interessato a questo profilo. Né io gli ho mai offerto questa posizione, non ritenendo che fosse interessato a trasferirsi in Calabria e a occuparsi di ripianare la voragine nei conti”. Il leghista Spirlì, succeduto per sfortuna nera dei calabresi alla defunta Jole Santelli: “La nomina di Strada non arriverà perché dovranno passare sul mio corpo, non abbiamo più bisogno di commissari, né di missionari!” Che dire, la genia dei seguaci di Salvini è questo trucido mix di spocchia campata in aria, grassa ignoranza e potenziale sciagura di quanti tra loro usurpano il ruolo di amministratori.

Se è in discussione l’immediato ‘ok,…go’, il via alla distribuzione ai Paesi europei del Recovery Fund, delle risorse decisive per fronteggiare i terribili effetti collaterali del Covid, si deve alla tracotanza di personaggi annessi alla Ue per eccesso di credito nel loro diritto a farne parte. La concessione è ripagata con scelte razziste, sovraniste, antieuropee e, per restare alla stretta attualità, con il veto di Ungheria e Polonia all’attuazione del Recovery Plan, che se non rimosso rapidamente infliggerebbe un vulnus devastante all’obiettivo di fronteggiare la crisi in atto. Il truce Orban, premier del regime dittatoriale dell’Ungheria, pensa di legittimare il “no” accusando la Comunità europea di “ricattare chi si oppone ai migranti”. Ammesso che fosse vero, Orban confesserebbe la scelta disumana di non contribuire all’accoglienza di quanti cercano scampo in Europa da violenze e povertà estrema. Perché non espellere uno così da Bruxelles? Che avrebbe da perdere l’Europa orfana di Orban e del collega polacco Morawiecki?

Lombardia, Covid, i dati di ieri: circa 8.500 positivi, 202 decessi, 250 ricoveri in ospedale, 39 in terapia intensiva (in totale 894). Il conteggio dall’inizio della pandemia: 33.000 positivi, 19.700 morti. Il governatore Fontana, quello di intrallazzi con l’azienda della moglie e del cognato e di altri casi di conflitto d’interesse denunciati da Report, esterna questo incredibile editto: “La Lombardia (zona rossa) oggi ha numeri da zona arancione”!!!

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