Il dopopranzo Tv

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Nei pomeriggi domestici di rispetto per la sicurezza propria e altrui, per chi non è cliente dell’offerta multidisciplinare di Murdoch, scavalcare indenni le ore post prandiali è missione quasi impossibile. L’idea è che gli strateghi dei palinsesti Rai-Mediaset dispongano di spie in condizione di valutare percentualmente il livello cultural-sociale dell’utenza “cronaca rosa e dintorni”, che sparecchiata la tavola, lavati i piatti e scopate le briciole dal pavimento del ‘tinello’, si concede la meritata visione e l’ascolto della Tv. L’offerta è un copia-incolla generale dell’intrattenimento fondato su gossip, confessioni strappalacrime e surrogati delle investigazioni poliziesche, di processi da aula del tribunale. Per difendersi dalla Tv spazzatura occorre pazienza e rinviare l’appuntamento con il teleschermo. Dal lunedì al venerdì, qualche minuto dopo le 16, merito di Rai 3, c’è Geo a riconciliare l’utente di qualità con la televisione. Se per disdetta, l’indice che preme i tasti del telecomando slittasse sul sito Mediaset di Rete 4, incapperebbe nell’ennesimo western d’epoca, recuperato a buon prezzo dagli archivi  Metro Goldwin Mayer e simili. Ieri gli sarebbe toccato ‘Sentieri selvaggi’, il centesimo film con John Wayne mattatore. Questi fronteggia un gran capo dei pellerossa, lo fulmina con lo sguardo da duro e gli si rivolge con il seguente insulto, razzista: “Sei molto intelligente per essere un indiano”. Quasi tutta la serie di western di questa stagione hollywoodiana è razzista nel raccontare gli indiani. Ovvio, Mediaset, considerata la linea editoriale della proprietà, non lo ritiene un motivo per lasciare queste pellicole ad impolverarsi in videoteca.

Oltre agli Stati storicamente democratici, mister Joe Binden si è aggiudicato anche le roccaforti repubblicane di Georgia, Arizona, Michigan, Pennsylvania, Wisconsin. Per il tycoon, ex inquilino abusivo della Casa Bianca, nemmeno uno Stato che erano dem già quattro anni fa. Per Biden 306 grandi elettori, contro i 232 di Trump, che dai campi di golf, finge di ignorarlo e continua a trovare sponde ‘amiche’ in Putin, Bolsonaro, in dittatori di serie B,  irriducibili destrofili, mentre la Cina si è congratulata con il neo presidente e il nostro premier, pur oberato di lavoro per contrastare la pandemia, ieri ha trovato il modo di farlo telefonicamente.

Scelta più pertinente (di Conte e del governo) non c’era. Affidare a Gino Strada (è pronto per il compito) il ruolo di commissario straordinario della sanità per la Calabria, avrebbe offerto a quella regione finora mal diretta nel contrasto al Covid, superiore competenza, rigore scientifico, dedizione senza uguali, efficienza.  Ovvio, si oppone alla proposta il facente funzioni di governatore (centrodestra) che succede alla governatrice scomparsa di recente. Sentite con quale elevato pensiero: “Non abbiamo bisogno di medici missionari africani”. Chi altri osteggia Gino Strada? La borgatara Meloni, capintesta di Fratelli d’Italia fiancheggiata dai fascisti: “Scelta molto politica”. Non osa mettere in discussione Strada in termini di competenza ed esperienza, boccia la candidatura perché il fondatore di Emergency è di sinistra! Sarebbe davvero grave se il governo l’assecondasse.

‘la Repubblica’ Fiat-tizzata per il passaggio di proprietà ad Agnelli, lo ripaga con evidenti sterzate liberal della linea editoriale e con la ‘cortese attenzione’ per le ‘cose di famiglia’. Oggi in prima pagina il titolo “John Elkan: talento e tecnologia per il nuovo patto con i lettori”, richiamo per il paginone 39 in cui Elkan fa pubblicità agli abbonamenti digitali “raddoppiati”.

Tra gli incompetenti, nella fretta di gratificare i suoi uomini al via dell’ex governo gialloverde, la Lega ha piazzato anche l’assessore regionale lombardo Gallera, raccontato dalla cronaca con toni sarcastici per una serie clamorosa di gaffe in tema di Covid e peggio, per aver acquistato 400mila dosi di vaccino antinfluenzale privi della certificazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco. L’errore (errore?) ha costretto la regione a comprane altre dagli Stati Uniti a costi più elevati. Perfino Salvini vuol farlo fuori, ma continua a sostenere il governatore Fontana, indagato e sotto inchiesta.

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