Le ragazze dell’eco sostenibilità

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Bersaglio, al tempo stesso fragile, ma fortemente determinato, dell’ex ministro dell’interno, la capitana della Sea Watch Carola Rackete è rimasta come simbolo della solidarietà nell’immaginario collettivo del pianeta ‘accoglienza’, fortunatamente ricco di seguaci. Carola, che ha subìto la persecuzione leghista per aver messo in sicurezza migranti in gravi condizioni di salute, bloccati sulla nave che comandava, è di nuovo alle prese con la repressione nella sua Germania. Premessa: la violenza sulla natura, che provoca danni irreversibili al Pianeta, ha un suo culmine tragico nella deforestazione e l’esempio limite è lo scempio che si compie falciando la foresta amazzonica. Carola, con il gruppo ambientalista di cui fa parte, ha occupato una piattaforma per l’ampliamento dell’autostrada 49 da realizzare con l’abbattimento di querce secolari. È stata fermata e con lei altri attivisti. Ha detto: “Le emissioni di CO2 aumentano da trent’anni e tutte le petizioni, gli accordi internazionali purtroppo non le fermano. In Germania ci sono centinaia di progetti di costruzione di strade, ed è insensato nel contesto della crisi climatica. Abbiamo bisogno di una moratoria su tutti i progetti infrastrutturali se vogliamo avere qualche speranza di raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima e affrontare la drammatica crisi climatica”.

Greta Thunberg, (circolerà da domani il documentario sulla sua crociata per il clima): “Non si deve giudicare in contrasto l’emergenza del coronavirus e la crisi ambientale. Ora dobbiamo concentrarci sulla sconfitta della   pandemia, ma non dobbiamo rinunciare alle manifestazioni per l’ambiente, nelle modalità oggi possibili. Cortei distanziati, comunicazioni on line”

L’ex signora Trump, al secolo Ivana, è ben addentro alle faccende del tycoon e, anche se indirettamente, avalla l’accusa all’ex marito di frodare il fisco. Conferma che non gli piace perdere, lo invita egualmente ad accettare la sconfitta e di “godersi la vita”, accertato che ha “un sacco di soldi”. Ivana,  che ha preceduto Melania, (dell’attuale ex first lady si dice sia orientata al divorzio per mettere le mani sui miliardi del tycoon) è convinta, come gran parte degli irriducibili, fanatici  suprematisti, dei clan destrofili, degli associati a pericolose sette eversive, di razzisti e giustizieri ‘fai da te’, in giro da ovest a est degli States armati come tanti ‘Rambo’, che Trump non si limiterà a incassare dollari come ‘influenzer’, un tot a conferenza e dalla   vendita dei suoi libri, ma coprirà parte del crac finanziario con le sovvenzioni dei fabbricanti e dei commercianti di armi, dei petrolieri, dei giganti della farmaceutica, di boss della medicina privata, per riproporsi tra quattro anni come candidato alle prossime presidenziali. Ecco una seconda ragione dell’ostinato rifiuto a farsi da parte. La sua dialettica di imbonitore sosterrà in eterno di aver vinto le elezioni e di aver subito un clamoroso furto di voti. L’abusivo inquilino della Casa Bianca, che rifiuta di liberare per il nuovo presidente, sembra debba integrare il capitolo del ‘guinness dei primati’ con l’inserimento alla lettera ‘L’ della voce ‘Licenziamenti’ di cui è recordman. Nei quattro anni da presidente ha cacciato non pochi elementi del suo staff e di istituzioni collaterali, perché non disposti a sopportare le sue assurdità dispotiche. L’ultimo esempio di tracotanza da onnipotente configura un reato purtroppo non perseguibile. Dopo aver sfruttato a dismisura la captatio benevolentiae del potente network televisivo Fox News (del magnate Murdoch) Trump lo disconosce. È la reazione furiosa al resoconto non gradito sull’elezione di Biden, alla distanza dal rifiuto di riconoscerla. E allora, Trump invita quanti lo seguono su Tweet (molti milioni) a non guardare più Fox News e a ‘spostarsi’ su Newsmax, tv via cavo fondata da Christopher Ruddy, suo tifoso ultrà. Una vera scorrettezza alla Trump.

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