COVID / CINEMA E BAR OK, TRASPORTI KILLER

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Cinema poi teatri. Quindi ristoranti e bar.

Si tratta dei luoghi più sicuri e protetti dal rischio Covid-19.

Mentre i posti dove con estrema facilità si becca il contagio sono i mezzi pubblici di trasporto.

I risultati di uno studio scientifico condotto dal centro romano “Altamedica”, avallato dal Journal of Medical Virology e parzialmente pubblicato dal Financial Times non lasciano spazio ai dubbi. Luoghi di intrattenimento culturale e sociale sono a prova di bomba, sotto il profilo sanitario, mentre andare su bus e metro significa mettere la propria e l’altrui salute a repentaglio.

Tutto questo il governo non lo sa.

O meglio, fa finta di non saperlo.

Fregandosene totalmente dei già sgarrupati mezzi di trasporto pubblico, ed ora perfino delle condizioni in cui si viaggia. Mentre pensa a chiudere cinema e teatri, dimezzando il tempo di frequentazione per ristoranti e bar.

Siamo alla follia pura, alla più totale demenzialità. Ad un livello di ignoranza crassa dimostrato della nostra classe politica e dirigente, che se ne fotte della salute dei cittadini ed assume decisioni farneticanti, seguendo di tutta evidenza i ‘consigli’ e le dritte di un Comitato Tecnico Scientifico composto da mentecatti e/o camerieri al servizio delle aziende farmaceutiche che hanno tutto l’interesse a mestare nel torbido per fare affari con la pala.

Ma vediamo più in dettaglio i dati che emergono dalla ricerca. Che parte da una semplice ma efficace considerazione. Ossia uno scrupoloso monitoraggio di un campione di pazienti risultati positivi al tampone, analizzando qual è stato il comportamento nei 15 giorni precedenti al risultato positivo: non per capire dove possano essersi infettati, ma per escludere certi luoghi.

Quelli finiti nel mirino degli di “Scienziati” e “Ricercatori” da quattro soldi e del nostro governo che più inadeguato non si può: ossia, appunto, cinema e teatri, bar e ristoranti. Un lavoro certosino, dunque, “per esclusione”.

Emergono dati assolutamente clamorosi, che nessuno si sarebbe mai sognato.

Ecco cosa viene ricostruito nello studio che ha passato il vaglio – solitamente inflessibile – di autorità scientifiche e d’informazione britanniche.

Paola De Micheli. Sopra, la metropolitana di Roma

“I soggetti studiati sono tutti asintomatici. E per soggetti asintomatici o paucisintomatici la letteratura scientifica ritiene che il virus nel tampone rinofaringeo duri al massimo 15 giorni. Quindi basta tornare indietro di 15 giorni per verificare se, in quel lasso di tempo, si sono frequentati certi ambienti o meno”.

Siamo al botto. Stando alla ricerca, cinema e teatri, ristoranti e bar sono praticamente indenni dai sospetti, mai visitati o frequentati da chi ha preso il Covid in quella fatidica finestra temporale da 15 giorni.

Le cifre parlano da sole.

Su un campione di 226 positivi per un totale dei 5.100 casi esaminati, il 94 per cento dei poi positivi non era stato al cinema o a teatro, il 93 per cento non aveva messo piede in un ristorante e il 92 per cento in un bar.

E invece, il 50 per cento del campione, la metà, aveva utilizzato i mezzi pubblici di trasporto.

Ma cosa volete di più?

Eppure il governo, ed in particolare la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli, non ha mai alzato e neanche pensa di alzare un dito.

Muoverà qualcuno almeno un sopracciglio, adesso?

Vergogna.

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