Vigilia di Biden-Trump

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Sempre così: se l’election day non avviene in Paesi sotto il gioco di violente dittature che si rinnovano con percentuali di consenso ‘bulgare’, viziate da brogli e contraffazioni, l’esito del voto è più incognita della ics algebrica. Vota l’America, che dalle nostre parti ci si ostina a definire il più grande Paese democratico del mondo. Lo sostiene l’Italia convinta di dipendere economicamente dagli States, argomento purtroppo vero, indotto dalla consapevolezza di essere dipendenti dai loro mutevoli umori. È democratica  l’America razzista, xenofoba, dai nazisti del Ku-Klux-Klan e del suprematismo violento, dominata dal cattolicesimo integralista, l’America che nega i diritti fondamentali a milioni di cittadini, come la sanità pubblica,  che consente a giustizieri armati di uccidere  cittadini con la pelle nera, l’America costretta a raccontare con impressionante frequenza le stragi di innocenti ad opera di squinternati, che minaccia l’uso di armi nucleari e boicotta gli accordi per il clima, che affida a un erede dei cavernicoli la guida del Paese? Ecco l’assurdo: se tutto questo è vero, compreso l’appello ai suprematisti e alla destra di tenere pronte le armi, di usarle in caso di sconfitta elettorale, l’America dovrebbe sfrattare Trumpo dalla Casa Bianca con un plebiscito di voti. I sondaggi dicono altro. Nell’assegnare a Biden un vantaggio rassicurante per la democrazia degli Usa, ammettono anche il rischio di un catastrofico ribaltamento delle previsioni. Dita incrociate, allora, in virtù della riflessione di esperti analisti sull’accertata ricaduta del voto sul futuro dell’Italia. Milena Gabanelli (ex Report) si è ‘divertita a smascherare le promesse del tycoon fatte e non mantenute nei quattro anni della sua presidenza: espulsione di 11 milioni di migranti clandestini (disattesa), muro di confine di 1.600 chilometri a spese del Messico. Finora è costato 6 miliardi di dollari, ma agli Usa. Costruite solo 371 miglia. “Scioglierò l’agenzia per la tutela ambientale”. Mai fatto. “Abrogherò la riforma Obama” (sistema sanitario). Proposta respinta dal Senato. “Taglierò le tasse alle imprese, al 15% e zero imposte per redditi inferiori al 25mila dollari”. La riforma ha premiato i ricchi.  Per chi guadagna oltre 300mila dollari tasse giù dal 39,6 al 37%. In dodici anni Trump ha pagato 750 dollari di tasse. Dichiarazioni dei redditi mai presentate.  “Prometto 700mila nuovi posti di lavoro”. L’occupazione manifatturiera è crollata. 237 mila unità in meno rispetto al 2016. “Sfido l’economia della Cina: dazi del 25% sui loro prodotti. Pechino ha risposto con misure equivalenti. La crescita economica non ha raggiunto i livelli auspicati da Trump. Il crollo è arrivato nel 2020 (a inizio ottobre disoccupazione al 7,9%). Le stime più ottimistiche prevedono una caduta del Prodotto interno lordo del 3,7% nel 2020. Il debito pubblico è cresciuto. Alla fine del 2019 record storico di circa 23 miliardi di dollari., aumentato per la pandemia a 27 miliardi. Eccetera, eccetera…
Esagero? Sono pronto a scommettere sul ‘no’, nessun eccesso di dispettosa contestazione. Ieri, per conoscere le formazioni di Real Sociedad-Napoli ‘la Repubblica’’ ha deciso che i lettori dovessero navigare in internet: il match di Europa League degli azzurri ignorato totalmente. Oggi, a prescindere dall’orgia mediatica sugli …anta di Maradona, la cura della redazione sportiva del quotidiano, nelle pagine nazionali, si è ancora occupata, due giorni dopo, della sconfitta juventina ad opera del Barcellona: forse in omaggio alla proprietà del giornale, alla Fiat (Juventus), che lo ha rilevato? Di sicuro c’è, che nello spazio del quotidiano in questione visibile in qualunque luogo del Paese, alla difficile impresa del Napoli, nell’ambito di ‘articolone’ e ‘titolone’ sul Milan, dieci (sic,10) righe di uno striminzito colonnino con mini titolo, firmate dal redattore che segue gli azzurri abitualmente, raccontano ai lettori la vittoria del Napoli. Per trovarle si consiglia l’uso della lente d’ingrandimento.
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