ESCLUSIVO / GIULIO TARRO – L’IMPATTO DA COVID 19 SULLA SALUTE DEI BAMBINI

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Tutti i riflessi della pandemia da Covid 19 sulla salute dei bambini.

Le pesanti conseguenze sotto il profilo fisico e, soprattutto, psicologico. Lo stress causato dal distanziamento sociale con gli altri bambini e non solo, dalle chiusure scolastiche, che spesso e volentieri finiscono per ingenerare un sensibile innalzamento dei livelli di stress, producendo anche nuove forme di depressione.

Questo e molto altro ancora in un recentissimo studio, ancora in fase di pre-pubblicazione, redatto da un’equipe di ricercatori brasiliani, coordinati da Giulio Tarro, il virologo partenopeo che per due volte è entrato nella cinquina dei candidati al Nobel per la Medicina, allievo di Albert Sabin che scoprì il vaccino antipolio.

Autore, Tarro, di un volume uscito a giugno scorso, “Covid 19 – Il virus della paura”, che moltissimi hanno letto – nonostante il boicottaggio di Amazon – e che molti ancora dovrebbero leggere per conoscere l’autentica realtà scientifica sul coronavirus e per uscire dalla palude in cui hanno costretto a vivere gli italiani i tanti, troppi Saltimbanchi di Vaccini & Provette che svolazzano – senza un minino di credibilità scientifica – da una tivvù all’altra: uno su tutti l’allergologo-massone Roberto Burioni.

Covid 19 – Il virus della paura” è stato appena tradotto in greco e qui ne potete vedere la copertina, oltre a quella uscita da in Italia.

 

Il libro del professor Giulio Tarro. A sinistra la versione in greco, appena pubblicata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il logo della Società Brasiliana di Pediatria

 

 

 

Veniamo allo studio firmato da Tarro e da quattro ricercatori verdeoro. Si tratta di Liubiana Arantes de Ara’ujo, C’assio Frederico Veloso, Matheus de Campos Souza e Joao Marcos Coelho de Azevedo.

A promuoverlo è stata la “Sociedade Brasileira de Pediatria”. E’ intitolato “The potential impact of the COVID-19 pandemic on child groth and development: a systematic review”, ossia “L’impatto potenziale della pandemia Covid-19 sulla crescita e lo sviluppo dei bambini”.

 

 

 

 

 

STRESS E SINDROMI DA “CONFINAMENTI”

Si può subito leggere, esaminando l’oggetto dello studio: “Gli strumenti utilizzati per mitigare la minaccia di una pandemia come Covid-19 possono benissimo minacciare la crescita e lo sviluppo del bambino. Questi strumenti, come social, restrizioni, chiusure e chiusure scolastiche, contribuiscono allo stress nei genitori e nei bambini e possono diventare fattori di rischio che minacciano la crescita e lo sviluppo del bambino e possono compromettere gli obiettivi di sviluppo sostenibile”.

E poi: “Gli studi esaminati lo suggeriscono e le epidemie possono portare a livelli elevati di stress nei genitori e nei bambini. Questi studi descrivono diversi potenziali conseguenze mentali ed emotive di epidemie come Covid-19, H1N1, Aids e Ebola: grave ansia o depressione tra genitori e disturbo da stress acuto, post-traumatico, disturbi d’ansia e depressione tra i bambini. Questi dati possono essere correlati ad esperienze infantili avverse e rischio elevato di stress tossico. Più esperienze avverse, maggiore è il rischio di ritardi nello sviluppo e problemi di salute in età adulta, come deterioramento cognitivo, abuso di sostanze, depressione e malattie non trasmissibili”.

Passiamo ad alcuni brani salienti dell’introduzione.

“Epidemie o pandemie, come Covid-19, producono potenziali rischi per il bambino, dovuti al rischio di malattia, alla reclusione protettiva, all’isolamento sociale e all’aumento del livello di stress di genitori e tutori. Questa situazione diventa ‘sfavorevole esperienza infantile’ (ACE) e può generare stress tossico, con conseguente potenziale perdita per lo sviluppo del cervello, la salute individuale e collettiva e a lungo termine compromissione della cognizione, della salute mentale e fisica e della capacità lavorativa per il futuro”.

Ancora, sempre dall’introduzione. “La pandemia Covid-19 ha prodotto impatti sulla salute generale e sui bambini attraverso l’esposizione al virus e la conseguente infezione, nonché attraverso il confinamento raccomandato o imposto nel tentativo di rallentare il progresso di Covid-19”.

 

 

CASI CINESI

Eccoci ad alcuni dati elaborati in base ad esperienze cinesi.

Uno studio, ad esempio, ha portato a non poche acquisizioni scientifiche sulle conseguenze psicologiche della pandemia da Covid-19.

Sono stati esaminati i casi di 1.210 individui, “la maggioranza donne (67,3 per cento), provenienti da famiglie da tre a cinque persone (80,7 per cento), con figli (67,4 per cento), in 194 città cinesi”

“In totale, il 53,8 per cento degli intervistati ha valutato l’impatto psicologico dell’epidemia come moderato o grave, il 16,5 per cento ha riportato sintomi depressivi da moderati a gravi, il 28,8 per cento ha riferito sintomi di ansia da moderati a gravi e l’8,1 per cento ha riportato livelli da moderati a gravi di affaticamento. La maggior parte degli intervistati ha trascorso da 20 a 24 ore al giorno a casa (84,7 per cento)”.

Un altro studio è stato condotto, sempre in Cina, ed ha esaminato la situazione nella provincia di Hubei. Hanno accettato di parteciparvi 1.784 studenti. Risulta che il 22,6 per cento di essi abbiano accusato sintomi depressivi, mentre il 18,9 per cento abbiano fatto segnare sintomi di ansia. Stando alle conclusioni dello studio, gravi malattie infettive, come il Covid-19, possono causare problemi di salute mentale nei bambini.

In dettaglio, oltre il 20 per cento degli intervistati fa riferimento a segni di paura, il 18 per cento a segni di nervosismo e 186 ragazzi parlano di ‘tristezza’.

Di seguito potete leggere il testo della preziosa ricerca, in lingua originale, nella sua primissima versione.

 

 

LEGGI IN LINGUA ORIGINALE LO STUDIO

COVID DESENVOLVIMENTO

 

 

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