COVID 19 / IL J’ACCUSE SU FALSI POSITIVI, TEST ALLEGRI E URGENZE

Condividi questo articolo

Gli errori clamorosi commessi dal governo francese per fronteggiare la pandemia.

Il terrorismo mediatico.

I risultati dei test poco attendibili che inondano le statistiche di falsi positivi.

Le inutili code per i tamponi.

Il business dell’ospedalizzazione e dei ricoveri in terapia intensiva.

Un vero e proprio j’accuse il fresco di stampa “Y a-t il un erreur qu’ils n’ont pas commise?”, ovvero “C’è un errore che non hanno commesso?”, riferito di tutta evidenza a politici & scienziati d’Oltralpe.

Ne è autore Christiane Perronne, ex consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, docente di malattie infettive all’Università di Versailles Saint-Quentin, primario dell’ospedale Raymond Poincarè di Graches. Molto importanti i suoi studi sulla malattia di “Lime”, mentre è salito alla ribalza delle cronache sanitarie per la difesa della terapia a base di idrossiclorochina propugnata da Didier Raoult ma osteggiata dai Soloni della medicina ufficiale.

Ecco alcune sue affermazioni.

“Adesso che l’epidemia è molto meno grave, ci sono molti meno casi mortali e sono state approntate delle cure, la tivvù continua a terrorizzare i cittadini dicendo ‘moriremo tutti’. A questo punto, il panico è ancora più diffuso che ad aprile”.

Christiane Perronne

“Si continuano a fare milioni di test che costano miliardi alla sanità pubblica, che non ha più soldi per assumere, ad esempio, nuovi infermieri. Test che danno moltissimi falsi positivi”.

Un problema gigantesco, quello dei falsi positivi, che finisce per inquinare le cifre terroristicamente fornite a livello ministeriale e suffragate dai luminari pret a porter.

Incalza Perronne: “I tamponi nel naso contengono un enzima che amplifica milioni di volte tracce anche infinitesimali di RNA del virus. In Italia e in altri paesi invece usano cicli inferiori; e così gente che non è contagiosa risulta invece positiva”.

Non è certo finita qui. “I laboratori sono sommersi di lavoro per milioni di test fatti al pubblico generico, e intanto i medici che lavorano nelle residenze per anziani devono aspettare giorni e giorni per i risultati dei test a persone che mostrano sintomi e magari si arriva troppo tardi”.

“Basta con le code alle 6 di mattina per fare il test. Fatelo solo se avete sintomi o se siete in contatto con persone ammalate”.

Sulle residenze sanitarie per anziani osserva: “Chiedo al ministro della Salute che siano consegnati subito stock di idrossiclorochina a di azitomicina: se seguisse tale terapia si eviterebbero tanti morti”.

Si tratta di due farmaci osteggiati dai soliti Soloni in camice bianco.

“Quando si finisce in ospedale per qualunque malattia si viene sottoposti a test. Se si risulta positivi, l’ospedalizzazione viene messa sul conto Covid e si ottiene più denaro”.

In un’inchiesta della Voce, nei giorni scorsi abbiamo evidenziato le cifre “anomale” fatte segnare, ad esempio, nella Campania oggi colpita dalla pandemia: cifre che fanno pensare non poco a precisi interessi per far crescere il numero dei “malati” e quindi drenare maggiori fondi.

Sulle rianimazioni precisa Perronne: “Accanto a chi effettivamente ne ha bisogno, si è però accentuata la tendenza ad accogliere le persone prima, e a tenerle più a lungo: perché tra l’altro così si ottengono più mezzi e personale”.

Come volevasi dimostrare.

Condividi questo articolo

Lascia un commento