LOCKDOWN / UNA STRATEGIA-BASE PER IL “GREAT RESET”

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Organizzazione Mondiale della Sanità letteralmente nel pallone.

Dall’inizio della pandemia ogni settimana una dichiarazione che fa a pugni con quella della settimana precedente: il numero uno, Tedros Adhanom Ghebreyesus, di tutta evidenza ha un sosia in grado di contraddirlo ogni volta che apre bocca, passando da una calma paciosa all’allarmismo più sfrenato nel giro di poche ore.

E pensare che l’OMS vigila sui destini sanitari di tutto il mondo ed ha fra le mani una responsabilità di gigantesche dimensioni.

Val la pena di rammentare la “struttura” dell’OMS, che organizza le sue politiche sulla base dei fondi generosamente assicurati dalle nazioni, in primis, ma anche dai miliardari-filantropi sparsi per il mondo. Senza contare il fondamentale supporto garantito dalle star di Big Phama, i colossi del settore farmaceutico che aprono i loro rubinetti non senza qualche evidente interesse, soprattutto oggi con la pandemia e la corsa ai miracolosi vaccini.

In testa alla graduatoria, of course, la nazione più potente al mondo, ossia gli Stati Uniti: che però hanno per ora sospeso le loro erogazioni, perché accusano l’OMS di aver coperto le responsabilità cinesi per lo scoppio del Covid.

Chi è quindi adesso il vero numero uno sul fronte dei finanziamenti all’OMS? La Bill and Melinda Gates Foundation: sì, avete capito bene, una Fondazione privata, più potente di tutti gli altri Stati al mondo, Usa a parte!

Tedros Adhanom Ghebreyesus

Oggi Gates suona il campanello d’allarme: stiamo correndo pericoli gravissimi; fino a che il Covid non sarà sconfitto non torneremo mai ad una vita normale. E per quando profetizza l’inizio della fine? Tra un anno e mezzo almeno, non prima dell’inizio del 2022. Almeno 18 mesi, quindi, prima di vedere un lumicino in fondo al tunnel.

E già preannuncia altre catastrofi, come quelle derivanti dai cambiamenti climatici: un autentico tsunami nei prossimi anni, molto peggiore dello stesso coronavirus! Un profeta di sventure di colossali dimensioni, secondo i più benevoli. Un vero iettatore interessato, secondo non pochi malpensanti.

Ma torniamo all’OMS. Dove non mancano i dissenzienti, quelli ragionano fuori dal coro.

Per fare un solo esempio, ecco cosa ha dichiarato al settimanale britannico “The Spectator”, David Nabarro, ricercatore, medico che ha lavorato per il Segretariato generale della Nazioni Unite e ora per l’OMS.

“Guardate cosa è successo all’industria del turismo, ad esempio nei Caraibi o nel Pacifico. Guardate cosa è successo ai piccoli agricoltori in tutto il mondo, perché i loro mercati sono stati azzerati. Guardate cosa sta succedendo ai livelli di povertà. Sembra ormai sicuro che raddoppieremo i livelli di povertà mondiale entro il prossimo anno. Sembra che potremo avere quanto meno un raddoppio della malnutrizione infantile perché i bambini non mangiano più a scuola e i loro genitori, nelle famiglie povere, non possono permetterselo”.

Gates, Blair e Bono al World Economic Forum

E aggiunge: “Questa è una terribile, orribile catastrofe globale. E quindi occorre rivolgersi a tutti i leader mondiali: smettete di usare il blocco come metodo di controllo principale, sviluppate sistemi migliori per farlo, lavorate insieme e imparate gli uni dagli altri, ma ricordate: i blocchi hanno solo una conseguenza che non bisogna sottovalutare mai: e questo sta rendendo i poveri molto più poveri. Senza via di ritorno”.

Ma forse l’eliminazione di una buona fetta della popolazione, ovviamente quella più debole e indifesa, è uno degli ingredienti base nella strategia del “Great Reset” in rampa di lancio, piatto forte del prossimo maxi summit del World Economic Forum 2021 a Davos.

 

 

 

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 di PAOLO SPIGA

 

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