VOTO AMERICANO / TRUMP, IL COPIONE PERFETTO

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Un mese esatto dalle presidenziali negli States.

E a non pochi sta balenando, davanti agli occhi, un movie. Con un copione perfetto ed un protagonista che meglio non si può.

La star è Donald Trump, che a cinque settimane dal voto becca il coronavirus, il vero tallone d’Achille per la sua (non) gestione della pandemia. In quel momento l’attuale inquilino della Casa Bianca è a circa cinque punti di distanza dall’avversario, Joe Biden.

La campagna elettorale, a quel punto, cambia per forza.

Con un Trump costretto nel suo quartier generale sanitario a dirigere le manovre in via telematica, un combattente costretto a disertare comizi, confronti e spostamenti d’ogni sorta. Un lottatore dimezzato.

Ma ancor più dimezzato è Biden, che non ha di fronte un avversario, ma la sua ombra. Non può indossare i guantoni perché l’avversario è in palese difficoltà, e non può affondare i colpi, solo ammesso che ne sia capace. A questo punto si trova lui, lo sfidante, in palese difficoltà, senza uno spartito già pronto da recitare.

I cittadini, intanto, osservano attoniti. E il voto comincia a navigare tra altre onde. Politiche ed emotive.

Gli interrogativi. Meglio un candidato forte ma cagionevole di salute oppure uno scolorito ma più in condizione? Un leader azzoppato o un mezzobusto in sella?

A questo punto sono decisivi i prossimi giorni, tutto si gioca nell’arco di due settimane. Strategiche per gli States e anche per gli equilibri di tutto il mondo.

Ecco il copione. Dieci giorni al cloroformio, le truppe scalpitanti ma of course con il freno tirato. La marea di chat, tweet, l’onda informatica orchestrata dalla Trump band che invade media e soprattutto social.

Le formazioni bideniane che non sanno bene quali pesci prendere tra quei marosi e perdono man mano l’identità a malapena acquisita: e quindi il vantaggio elettorale si scolora.

A due settimane dal fatidico giorno Trump risorge come l’araba fenice. Ha sconfitto il terribile Covid che aveva sottovalutato, lo batte in prima persona, dando un ‘segno’ ai suoi concittadini a stelle e strisce e a tutto l’universo. L’ho sconfitto io, lo possiamo battere tutti. Questo lo slogan per gli ultimi giorni: meglio di qualsiasi vaccino! Che pure – promette The Donald – arriverà non appena io sarò rieletto: la ciliegina sulla torta di fine d’anno.

Quale miglior regia per ribaltare quel che pareva già scritto?

Un attore perfetto, un produttore ad hoc, un comunicatore che non ha rivali, Trump: per camminare sulla sagoma di un rivale inventato a tavolino dai ‘democratici’, Biden, che rischia di sciogliersi come neve al sole di novembre.

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