Migranti, uno più, uno meno…

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Non frequento leghisti, non ne ho diretta conoscenza e per rivolgermi a loro non ho che lo spazio di Facebook, della nota di questo 8 settembre, a una dozzina di giorni dal voto per referendum, regioni e comuni. L’incipit è ripreso, parola per parola dalle righe di quotidiani d’ogni tendenza che riportano la seguente frase pronunciata da familiari delle bestie che hanno picchiato a morte Willy Monteiro Duarte, intervenuto in difesa di un amico: “In fin dei conti cos’hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario”. Ora, irresponsabili valpadani, comparate l’ignobile esempio di odio razzista con le  minacce xenofobe dell’ex ministro del Carroccio, presenti a iosa nell’archivio di nefandezze della ‘bestia’  o semplicemente confrontatelo con l’esternazione odierna con cui Salvini tenta di spacciarsi come martire in croce da accanimento della magistratura, che lo processerà per il reato di sequestro aggravato di persona: “Contro di me processo di stampo sovietico, appena torniamo al governo  i porti non li chiudiamo, li blindiamo”. Ecco. Tradotto, il nobile sentimento umanitario di Salvini è chiarissimo. Dovesse tornare a perseguitarli, i derelitti che fuggono da guerre, persecuzioni e miseria, raggiungerebbero le migliaia di profughi in fondo al ‘Mare Nostrum’. La cronaca non attribuisce all’odio razzista della Lega la frase dei parenti di chi ha massacrato il giovanissimo capoverdiano, è vero, ma a quale altra paternità si potrebbe imputare?
Giulio Tarro, negazionista pregiudiziale, giusto per infastidire politicamente chi fatica nel contrasto al Covid-19, inventa un’altra sentenza di disturbo nella fase più delicata della pandemia, del rischio che disattesi i protocolli di sicurezza possa riproporsi un nuovo picco di positivi. Lo fa, guarda caso, in margine alla manifestazione elettorale della destra, del candidato Caldoro. Sostiene il virologo che la difesa dal virus con le mascherine, spetti solo ai sanitari e ai soggetti sintomatici”. E gli asintomatici, che come è accertato trasmettono comunque il Covid? Ma poi, come valuta Tarro il caso di un bambino dell’asilo positivo al coronavirus, senza aver manifestato in precedenza alcun sintomo? Niente mascherine?
Dato per scontato l’augurio che Berlusconi torni presto in buona salute, come Zingaretti e altri politici non solo italiani, ad osservatori senza pregiudizi non sfugge il picco del clamore mediatico, che da giorni privilegia ogni altro tema d’attualità con le news minuto dopo minuto sullo stato di salute del fondatore di Forza Italia e di Mediaset. Legittima l’emozione dei “meno male che Silvio c’è” attendati nello spazio antistante l’ospedale San Raffaele, dove la fragilità del paziente speciale è amorevolmente assistito e qualche riserva sul ritorno in campo, a dispetto dell’infezione bipolmonare.
Merita la menzione l’ex Tg1 Matano, trasmigrato nel pomeriggio della “Vita in diretta”, succursale della premiata ditta televisiva, che racconta fatti e misfatti di cronaca nera con relative invasioni di campo nelle competenze degli iter processuali. Il conduttore solitario del programma, tarato sull’interesse preminente per star, reali e di efferati omicidi, con occhio languido si è inoltrato nel racconto del cattivissimo Covid, che si è accanito niente di meno (come dire, senza rispetto) con “la famiglia più importante d’Italia” (parole testuali di Matano). Se ne deduce che per RAI 1 e Matano ricchezza equivale a importanza, a prescindere dalle vicende sentimentali e giudiziarie del capostipite.
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