LA TIRANNIDE SUL COVID E IL TERRORISMO MEDIATICO GLOBALE

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Pubblichiamo il testo integrale dell’illuminante intervento al Senato del magistrato Angelo Giorgianni, tra i fondatori de L’ERETICO con il virologo di fama mondiale Giulio Tarro.

 

Il magistrato Angelo Giorgianni, autore di questo vigoroso intervento al Senato

L’emergenza Covid dev’esser inquadrata, a mio parere, in un più vasto contesto, in cui gli episodi cui assistiamo da alcuni mesi assumono una valenza ben precisa ed inequivocabile e dimo- strano come una presunta pandemia possa diventare uno stru- mento di ingegneria sociale per realizzare un colpo di stato glo- bale. D’altra parte, questa opportunità era stata già teorizzata più volte e in modo ben chiaro.

Per farvi un esempio, il 3 Maggio 2009 sul settimanale francese L’Express, Jacques Attali ha candidamente affermato:

«La storia ci insegna che l’umanità evolve significativa- mente soltanto quando ha realmente paura: allora essa inizialmente sviluppa meccanismi di difesa; a volte intollerabili (dei capri espiatori e dei totalitarismi); a volte inutili (della distrazione); a volte efficaci (delle terapeutiche, che allontanano se necessario tutti i principi morali pre- cedenti). Poi, una volta passata la crisi, la paura trasforma questi meccanismi per renderli compatibili con la libertà individuale ed iscriverli in una politica di salute democratica»1.

1 https://scenarieconomici.it/jacques-attali-una-piccola-pandemia-permettera-di-instaura- re-un-governo-mondiale/

 

Avete sentito bene: la paura è teorizzata come instrumentum regni. E quale mezzo migliore di un inconscio terrore per un virus presentato quasi come più grave dell’ebola? Continua Attali:

Jacques Attali

«E, anche se, come bisogna ovviamente sperare, questa crisi non sarà molto grave, non bisogna dimenticare, come per la crisi economica, di impararne la lezione, affinché prima della prossima crisi – inevitabile – si mettano in atto meccanismi di prevenzione e di controllo, come an- che processi logistici di un’equa distribuzione di medicine e di vaccini. Si dovrà per questo, organizzare: una polizia mondiale, un sistema mondiale di stoccaggio (delle risorse) e quindi una fiscalità mondiale. Si arriverebbe allora, molto più rapidamente di quanto avrebbe permesso la sola ragione economica, a mettere le basi di un vero go- verno mondiale»2.

Queste affermazioni sono del 2009: undici anni fa la pandemia era teorizzata su un settimanale francese come metodo per l’in- staurazione del Governo Mondiale: allora si utilizzò la febbre suina, oggi il Sars-Cov-2. Queste parole sono inquietanti: non solo perché minacciano di trovare puntuale realizzazione, ma soprattutto perché in tutto questo la volontà espressa dal popo- lo – il voto democratico che è all’origine dell’autorità dei nostri governanti – è uno scomodo intralcio che le élite globaliste con- siderano assolutamente trascurabile e da rimuovere. Vi chiedo: cos’è questo se non un colpo di stato in piena regola, attuato per via sanitaria?

Se continuiamo a guardare con un approccio entomologico i dettagli e le criticità del Covid a Bergamo e Brescia, possiamo certamente comprendere che sono state prese decisioni opina- bili e che i decessi nei reparti di terapia intensiva trovano la loro causa nell’adozione di una terapia errata su indicazione del Mi- nistero della Salute e dei suoi cosiddetti «esperti». Ma se allarghiamo il nostro sguardo a quanto è accaduto in altre Nazioni, ci accorgiamo che i medesimi errori compiuti in Italia a fine Febbraio sono stati poi ripetuti pedissequamente in Germania, in Francia, in Spagna, negli Stati Uniti, in Israele. Gli stessi errori, dico: come se l’esperienza disastrosa del nostro Paese dovesse essere ignorata per far sì che anche altrove, puntualmente, si so- spendessero le visite domiciliari dei medici, si catalogassero tutti i morti come dovuti al Covid, si impedissero le autopsie, si trasferissero gli anziani nelle RSA. Questo è un aspetto impor- tantissimo: emerge inequivocabile – e inquietante – un’unica regia che ha seguito un unico copione, giungendo ad imporre – e minacciando di farlo ancor oggi – un lockdown scientificamente assurdo e ingiustificato; ma che non è più assurdo né ingiustificato se lo si considera non tanto come strumento per prevenire il contagio, ma per ottenere altri scopi. E la cosa scandalosa è che in questa grottesca pièce il ruolo dei media si è rivelato strategico: mai come oggi abbiamo compreso cosa significhi main- stream, e come sia possibile far credere alla popolazione mondiale che un virus influenzale rappresenti una sorta di pestilenza inguaribile.

Chi ha dunque agito in Italia e all’estero, impartendo identiche istruzioni e orientando in modo univoco l’azione dei medici e dell’Autorità civile? Gli «esperti». Esperti sui quali gravano pe- santi ombre di conflitti di interesse, di consulenze per case far- maceutiche, di ruoli poco chiari con fondazioni ed enti a loro volta non estranei a conflitti. Esperti che nel Covid hanno tro- vato quella visibilità mediatica che era loro preclusa sino allo scorso Febbraio, e che da quella visibilità hanno lucrato con compensi per le loro apparizioni televisive, per le loro consulenze nelle task force, per gli instant-book sul Covid. E che oggi si apprestano anche a candidarsi in politica, per meriti acquisiti sul campo. Che poi si tratti di persone prive di qualifiche idonee o semplicemente asservite al sistema importa poco: nella task force abbiamo veterinari e parassitologi che sono stati presentati come eminenti virologi dai media e che nel loro approccio alla scienza hanno promulgato «dogmi» da far inorridire un qualsiasi virologo degno di tal nome. E ciò che nella vera scienza è indispensabile per un reale progresso – il dialogo e il confronto – è stato assolutamente bandito e considerato come un cedimento ai complottisti e ai no-vax: il caso dell’amico prof. Tarro e di altri scienziati considerati eretici è emblematico, e dà prova della situazione di strisciante tirannide ideologica che va instaurandosi anche nella ricerca e nella professione medica.

 

 

Perché non si ripeta anche oggi lo stesso copione occorre far chiarezza, pretendere che chi si arroga il diritto di chiudere in casa milioni di persone e di metter loro la museruola renda conto del proprio operato.

La sentenza del TAR di pochi giorni fa lascia sperare che, almeno per quanto concerne l’operato del Governo, la revoca del segreto sui DPCM contribuisca a rende- re comprensibile la ratio che ha mosso il Primo Ministro ad agire come ha agito. Ma occorre che la stessa operazione di trasparenza sia compiuta sull’operato dell’OMS, che in troppe circostanze si è dimostrata influenzata da poteri economici e politici: poteri delle case farmaceutiche, delle élite finanziarie e della Cina.

Vorrei chiarirvi il quadro complessivo con alcune notizie che potrete verificare senza difficoltà.

La Sanità mondiale, con il ruolo chiave dell’OMS, è diventata una sorta di multinazionale che ha come scopo il profitto degli azionisti (case farmaceutiche e fondazioni umanitarie) e come mezzo per perseguirlo la trasformazione dei cittadini in malati cronici. Ed è evidente: le case farmaceutiche vogliono guadagnare vendendo farmaci e vaccini; se eliminare le malattie e produrre farmaci efficaci comporta la riduzione del numero dei malati e quindi dei profitti, sarà quantomeno logico aspettarsi che i farmaci siano inefficaci e che i vaccini siano strumento per diffondere le patologie anziché per debellarle. Ed è infatti quel- lo che succede. Nel 2018 proprio la Gilead ha riconosciuto che produrre vaccini efficaci riduce i margini di guadagno: come possiamo credere che l’OMS (che è finanziata da Gilead e altri colossi farmaceutici) promuova cure e attività di prevenzione che di fatto costituiscono un danno economico per i suoi sponsor? Come possiamo pensare che sia promossa la ricerca di cure e terapie, se chi la finanzia lucra cifre spropositate proprio dal perdurare di malattie che non hanno cura?

La domanda che dobbiamo porci non è quindi come sia stato possibile compiere tanti errori, in quasi tutte le Nazioni del mondo, a distanza di settimane da identici casi di altri Stati; ma chi abbia pianificato sin nei minimi dettagli questa azione coor- dinata in cui una influenza già segnalata da mesi e per la quale esistono cure è stata trasformata in una pestilenza mortale. E perché, pur conoscendo la sintomatologia e la terapia per il Co- vid, si siano date indicazioni errate ai medici di tutto il mondo, che hanno condotto alla morte di pazienti non perché il Covid sia fatale, ma perché è stata fatale la cura mediante ventilazione prodonda.

Vediamo qui profilarsi una mens criminale degna di una nuova Norimberga, che dovrà portare sul banco degli imputati i diri- genti dell’OMS, i loro emissari nelle Sanità nazionali e i loro mandanti nelle case farmaceutiche e nelle fondazioni sedicenti umanitarie.

La sede dell’OMS

È improcrastinabile un’azione forte e decisa per riportare la Sanità pubblica al rispetto del codice deontologico e del Giuramento di Ippocrate, svincolandola dalla dipendenza da poteri che le sono e le devono rimanere estranei, ad iniziare dagli sponsor privati. Concepire degli incentivi per i medici che prescrivono vaccini o terapie è inaudito: sarebbe come premiare un magistrato sulla base delle sentenze di condanna o di assoluzione, a prescindere dalla reale colpevolezza o innocenza dell’imputato. Eppure questo è quello che avviene quotidianamente nella Sanità. Come possiamo sperare che un medico agisca in scienza e coscienza nel prescrivere un farmaco, se la sua scelta è inficiata da un beneficio enonomico che prescinde dalla valutazione del paziente? [E questo avviene non solo per i vaccini, ma per una se- rie di terapie che si vogliono promuovere o disincentivare: chi segue le istruzioni burocratiche è premiato, chi segue il codice deontologico o semplicemente dissente è penalizzato e non di rado deve risponderne disciplinarmente anche dinanzi all’Ordine (per questo L’Eretico ne ha provocatoriamente proposto lo scioglimento).

Ma questa azione dev’essere corale e unitaria: come cittadini siamo tutti chiamati ad impegnarci per il bonum commune e non possiamo appiattirci su scelte imposte dalla convenienza, dal tornaconto personale o da incomprensibili indicazioni di partito. A questa azione siamo chiamati tutti, indistintitamente, senza colore politico né rivendicazioni campanilistiche: è una battaglia di onestà e trasparenza indifferibile, dalla quale non di- pende solo la salute pubblica, ma la stessa democrazia, le libertà costituzionali che con il pretesto dell’emergenza sono conculca- te, i diritti inalienabili della persona violati. Perché questo dev’esser chiaro: non siamo dinanzi ad un’emergenza sanitaria, ma ad un’emergenza democratica, che in Italia è resa ancor più seria dallo scollamento tra politica e società civile, da un Presidente del Consiglio la cui maggioranza non è specchio della maggio- ranza del Paese, e che proprio per questo ha tutte le ragioni per considerare il test elettorale di Settembre come una sciagura, scongiurabile con un semplice decreto.

Vorrei che tutti voi rinunciaste per un attimo a farvi portatori delle istanze della vostra parte sociale o politica, e consideraste con obiettività ciò che sta accadendo al nostro Paese, all’Euro pa, al mondo intero. Ci siamo lasciati mettere sotto assedio da un’influenza stagionale, confinati a casa, costretti ad indossare mascherine che non servono a nulla (a nulla: lo scrive anche il Ministero della Salute!), a mantenere il distanziamento sociale, a subire il confinamento se solo risultiamo positivi ad un virus che ormai non rappresenta un pericolo nemmeno per gli anziani, a sentirci elencare i numeri dei decessi e dei positivi al tampone, dei ricoverati in terapia intensiva, dei focolai sparsi per il Paese e per il mondo. Uno stillicidio indecoroso al quale partecipano con vantaggio anche i media: ricorderete l’entusiasmo con il quale il direttore di un gruppo editoriale invitava le aziende ad acquistare spazi pubblicitari durante il lockdown, specialmente quelli delle trasmissioni dedicate alla pandemia…

Il professor Giulio Tarro

Eppure, in questo assedio, si è ottenuta una crisi economica che ha reso inevitabile il ricorso al MES e al Recovery Fund, costringendo il Paese ad indebitarsi dinanzi all’Europa e a dover accettare quelle riforme che, in una situazione di relativo benessere economico e di maggior rappresentatività politica del nostro Governo, avremmo respinto con sdegno: riduzione degli stipendi e delle pensioni, maggiore tassazione sui beni immobili, patrimoniale sui conti correnti. Vi chiedo: ci sarebbero riusciti, senza il Covid? Pensate che in Europa (e in Cina) non siano più che grati agli «esperti» e all’OMS per la crisi italiana, mentre in altri Stati il Governo stanzia miliardi per aiutare le imprese e il nostro non ha ancora finito di pagare la cassa integrazione ai dipendenti? Credete che in Spagna si facciano scrupoli a ricorrere al lockdown, per evitare le reazioni popolari per lo scandalo che coinvolge Zapatero nei finanziamenti occulti ricevuti da Maduro? Credete che in America non vi sia chi vuole esasperare i toni e provocare disordini solo per indebolire Trump alla vigilia delle elezioni presidenziali e distogliere l’attenzione dall’Obama- gate, che qui in Italia vede coinvolti esponenti della maggioranza?

Dobbiamo renderci conto che in tutto questo vi sono due binari paralleli:

il primo è ideologico, con finalità inconfessabili: la schedatura e la marchiatura dell’intera popolazione, l’imposizione di un controllo capillare in violazione della legge e degli stessi diritti umani.

Il secondo è economico, e chi persegue finalità di profitto non necessariamente è consapevole delle finalità ideologiche, ma in ogni caso la sua opera è strumentale e ordinata ad esse, che lo voglia o no. Chi vende plexiglas o mascheri- ne non è certo in crisi in questi mesi, ma si trova suo malgrado a sperare che l’emergenza duri, anche se non si rende conto che così facendo asseconda un piano criminale di ingegneria sociale che ha ben precise basi ideologiche.

Per questo parlo di un’emergenza democratica, chiedendo a ciascuno di voi un sussulto di orgoglio, un moto di sdegno: non possiamo rimanere passivi dinanzi agli eventi come se questi rivolgimenti globali non ci riguardassero o come se dovessimo subirli ineluttabilmente. Quando la verità apparirà nella sua crudezza – nuda veritas – e si farà luce sulla rete di turpi interessi che hanno portato a questi eventi, si dovranno contare anche coloro che hanno saputo levare la voce, che hanno denunciato la frode celata dietro l’emergenza Covid, che hanno gridato, inascoltati, nel deserto mediatico. E chi oggi tace, chi si rifugia pavidamente dietro le dichiarazioni irresponsabili di sedicenti esperti, chi si piega ai diktat di improvvisati statisti verrà giudicato dalla Storia, come già avvenne in passato, prima che dai tribunali.

Non dimentichiamo infine che questi eventi mostrano due schieramenti, che vanno definendosi progressivamente: da un lato le persone oneste, che sono animate dal desiderio di dare un contributo alla Patria e all’umanità: sono coloro che un Prelato ha definito biblicamente «i figli della luce». E dall’altro i «figli delle tenebre», coloro che ci vogliono rendere schiavi, che pensano di poterci utilizzare come clienti disciplinati ai quali imporre prodotti di cui non hanno bisogno e cure per patologie programmate, vere o presunte che siano, che vogliono ridurre la popolazione mondiale del 10/15% «facendo un buon lavoro con i nuovi vaccini», come ha candidamente ammesso Bill Gates. In questa lotta tra Bene e Male dobbiamo prendere inevitabilmente posizione, soprattutto per i nostri figli e per le generazioni future.

Il mio auspicio è che ciascuno di noi, riunito in quest’aula, possa uscire di qui con la volontà di capire il perverso meccanismo di cui siamo oggetto, con il desiderio di non lasciarsi manipolare da chi ci vuole asserviti ad un potere senza volto, con la determinazione a far emergere la verità.

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