ANDREA CRISANTI / IL PARASSITOLOGO SUPER FINANZIATO DA STATI UNITI & BILL GATES

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Un quieto, flemmatico ricercatore “ricercato” da tutti.

Soprattutto in Inghilterra – Imperial College di Londra in pole position – e negli Stati Uniti, dove i suoi studi sono contesi dai big: il National Institute of Heath, la misteriosa DARPA che si occupa di tecnologie per uso militare, fino alla super star nel firmamento delle Fondazioni mondiali, quella che fa capo a Bill & Melinda Gates.

Tutti lo vogliono, il nostro Andrea Crisanti, tutti lo cercano, tutti lo finanziano. E tutte le tivvù se lo contendono, come è successo con il programma domenicale di Lucia Annunziata. Anche le Iene lo volevano per un mitico faccia a faccia con l’altra star di piroette & provette, Roberto Burioni: ma dopo un primo ok s’è eclissato, Crisanti. E di seguito cerchiamo di capire il perché.

 

IL BOTTO DA 50 MILIONI

Partiamo dalle news, e cioè da un altro faccia a faccia ai microfoni di Mezz’ora in più, stavolta con Alberto Zangrillo, il quale qualche settimana fa ebbe il coraggio di sbottare che non c’era più alcuna ragione per creare falsi allarmi per un virus in via di scomparsa, con le terapie d’urgenza ormai vuote.

Alberto Zangrillo. In apertura Andrea Crisanti

Stavolta un Zangrillo che ribadisce il concetto, in modo più pacato, loda gli studi e la annunciata prossima pubblicazione su Nature dello stesso Grisanti, come per tutta la durata della trasmissione, mezz’ora, lo chiama (una G al posto della C).

Trova il modo, C(G)risanti, di buttare tonnellate di benzina sul fuoco, quando con candore osserva: “Oggi abbiamo toccato i 10 milioni di contagi in tutto il mondo. Per ottobre-novembre mi aspetto che si arrivi a 50 milioni”.

Tanto per tranquillizzare tutti!

Come del resto aveva fatto qualche giorno fa, quando aveva sottolineato che “il covid 19 non sparirà, il nostro autunno sarà come nei mattatoi tedeschi”.

Davvero un bell’auspicio.

Ma un altro botto è nel finale della puntata di Lucia Annunziata, quando – candido come un giglio – lo scienziato fa outing e confessa. “Devo dire che dello scoppio del Covid 19 ci ho capito poco. A fine gennaio eravamo con meno di 200 casi, poi a febbraio il boom. Come si spiega?”.

Non sarebbe poi lui il super virologo che dovrebbe spiegarlo a tutti e per questo – caso mai – viene chiamato in tivvù quando altrimenti basterebbe convocare il tabaccaio più vicino?

 

L’OUTING, NON SONO VIROLOGO

Da un outing all’altro il passo è breve. Ecco cosa scrive l’ADN Kronos in una nota del 25 giugno: “’Faccio chiarezza, non sono un virologo. Faccio outing”. Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia di Padova, interviene così a Un giorno da pecora. ‘Mi hanno attribuito questa qualifica, colgo l’occasione per smentire’”.

Resta il dubbio: come mai non l’ha fatto un po’ prima e per quattro mesi s’è lasciato affibbiare l’etichetta che fa capolino da un fronte all’altro del web e impazza in rete?

Ma il professore è una viola mammola, e può affermare in piena serenità di aver chiarito tutto con la pubblicazione del suo curriculum, dove è scritto nell’incipit: “Professor of Molecular Parasitology at the Department of Life Scienze (Imperial College London)” e “Professor of Clinical Microbiology, University of Perugia”.

Roberto Burioni a Che tempo che fa

Un parassitologo che per gran parte della sua carriera si è occupato di zanzare, scrivendo un fondamentale testo scientifico pubblicato due anni fa da “Nature”, che ora si appresta ad editare una nuova fatica del luminare. Lo storico testo si occupa, in particolare, di “un’unità genetica Crispar-Cas9 rivolta al doublesex che provoca la soppressione completa della popolazione delle zanzare Anopheles gambiae in gabbia”.

Tutti i parassitologi che si rispettino, nel mondo, non possono certo prescinderne.

Sulle ali delle specializzazioni, torniamo al mancato confronto via etere tra i due Vate, Burioni e Crisanti.

La più gettonata tra le star televisive, Burioni, per mesi a primeggiare in un altro salottino tivvù, quello messo in scena da Fabio Fazio.

Peccato che neanche Burioni sia un virologo. Ma un allergologo.

Per la serie: un parassitologo e un allergologo parlano a tutti gli italiani di qualcosa che in realtà non conoscono (come del resto candidamente ha ammesso Crisanti, super consente della Giunta Zaia e ora della Procura di Bergamo): l’uno esperto di raffreddori da fieno, l’altro di punture di zanzare.

Ai confini della realtà.

Roberto Burioni

Passiamo ai dettagli del mancato confronto davanti ai microfoni delle Iene, che hanno avuto il merito di realizzare alcuni illuminanti servizi sul coronavirus.

Di tutta evidenza, sarebbero tornati sotto i riflettori delle battagliere Iene e in particolare di Alessandro Politi i conflitti d’interesse griffati Burioni, ruotanti soprattutto intorno alla sua società del cuore, Pomona, di cui la Voce ha ampiamente scritto nel 2017.

E, con ogni probabilità, sarebbe venuta fuori l’affiliazione di Vate Burioni al Grande Oriente d’Italia, anch’essa documentata in un reportage della Voce e sulla quale il Mago di Provette & Brevetti ha sempre preferito glissare: non potendo del resto smentire quanto è contenuto nei registri del GOI.

Non proprio il massimo, per la super ascoltata star del salottino di Fazio, che ha promesso di non concedere la sua presenza alle tivvù almeno fino a settembre. Un salutare auto lockdown mediatico…

 

CHI FINANZIA LE RICERCHE DEL PROFESSOR CRISANTI

Ma cosa sarebbe mai potuto saltare fuori a proposito del cristallino Crisanti? Il quale, inizialmente, aveva dato il suo ok per la partecipazione alla trasmissione, purchè non si parlasse di conflitti d’interesse ma di scienza e di trasparenza.

Lui, infatti, ne è di certo indenne: è “iperimmune” da conflitti e scarse trasparenze.

Ma spulciando nel suo lungo e sontuoso curriculum, si scoprono alcune cose che possono risultare imbarazzanti, o quanto meno discutibili per uno scienziato del suo calibro.

Di seguito riportiamo una tabella che contiene un riepilogo dei contributi ricevuti a partire dal 2007 per finanziarie le sue ricerche. Una tabella che ognuno può commentare da sé e trarre le conclusioni e/o considerazioni che vuole.

sintetici ragguagli su alcune sigle che compaiono nello schema come finanziatori.

 

Bill Gates

FOUNDATION OF NIH – Si tratta della fondazione che fa capo al National Institute of Health, la super agenzia del Dipartimento della Salute per gli Stati Uniti.

DARPA – Sta per “Defense Advanced Research Projects Agency”, un’altra star nel firmamento a stelle e strisce. Anch’essa, tanto per cambiare, fa capo ad uno strategico Dipartimento Usa, stavolta per la Difesa. DARPA, in particolare, si occupa dello “sviluppo di nuove tecnologie per uso militare”.

WELLCOME TRUST – Un colosso farmaceutico, la ex Glaxo (poi fusasi con SmithKline) che miracolosamente diventa la più grossa fondazione internazionale sul fronte della beneficenza. Fa a gara con la gemella partorita dai Gates per finanziarie progetti umanitari pro salute e spesso le due fondazioni agiscono in tandem.

BILL & MELINDA FOUNDATION – La corazzata mondiale per salute, beneficenza & solidarietà. E’ il secondo finanziatore dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, subito dopo gli Stati Uniti. Detta l’agenda di tutte le politiche mondiali per la “salute” (o contro la salute?), ora impegnata in prima fila per finanziare sigle & progetti in tutto il mondo a caccia del vaccino anti Covid 19 e dei “chip” che tutti i cittadini dovranno “indossare” sottopelle. Per essere tracciati e schedati meglio…

 

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