GAS NATURALE / GLI IMMENSI E STRATEGICI GIACIMENTI DEL QATAR

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Quatar super star sul fronte delle produzioni e delle vendite di gas naturale liquefatto in mezzo mondo, e soprattutto in Europa.

Nell’ultimo quadrimestre, infatti, le movimentazioni e affari sono cresciuti in modo sensibile, anche fino al 150 per cento. Come è successo, per fare alcuni esempi, per le consegne effettuate in Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna e nei Paesi Bassi.

La base strategica è rappresentata dal maxi giacimento di North Field, nel golfo arabico. Dopo l’estrazione il gas viene raffreddato e praticamente liquefatto nel maxi impianto di Ras Laffan, nell’area nord orientale dell’emirato. Quindi il prodotto viene caricato sui giganteschi cargo metanieri e, dopo un tragitto di oltre 7 mila chilometri passando per il Mar Rosso e lo stretto di Suez, approda al terminal della Adriatic LNG di Porto Viro, in provincia di Rovigo. Dove subisce un processo di rigassificazione e quindi di smistamento per tutta la nostra rete nazionale di distribuzione. Ciò serve a coprire circa il 10 per cento dei consumi nazionali.

Scrive il blogger antimilitarista Antonio Mazzeo: “Con 77,8 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto esportate nel 2019, il Qatar ha conquistato la leadership tra i produttori mondiali e oggi è considerato come il nuovo Eldorado del gas liquefatto, o forse meglio una seconda Mecca. L’emirato punta ad accrescere la capacità produttiva a 126 milioni di tonnellate entro il 2027, sfruttando in particolare il giacimento di North Field, il maggiore al mondo, con riserve stimate nell’ordine di 25.000 miliardi di metri cubi. In quest’ottica la grande compagnia energetica nazionale Qatar Petroleum ha siglato un accordo di 19,2 miliardi di dollari con tre cantieri sud coreani per la costruzione di oltre 100 navi per il trasporto del gas naturale liquefatto”.

Ecco alcune notizie sull’impianto di rigassificazione, di proprietà della Terminale GNL Adriatico srl di Milano. Una sigla che parla straniero: il socio di larga maggioranza con il 77 per cento delle azioni, infatti, è ExxonMobil Italiana Gas, che fa capo al colosso statunitense; segue, con il 22 per cento delle quote, la Qatar Terminal Company Limited, riconducibile a Qatar Petroleum; in coda con il 7,3 per cento appena la nostra SNAM di San Donato Milanese.

Commenta Mazzeo: “La longa manus dell’emirato e dei petrolieri texani sul rigassificatore veneto è evidenziata dalla governance aziendale. Presidente del consiglio d’amministrazione della Terminale GNL Adriatico srl è infatti Homoud Fahad Sultan Al-Qahtani, mentre amministratore delegato è il manager di origini britanniche Timothy J. Kelly”.

E ancora: “Una filiera, quella del gas naturale liquefatto, di rilevanza strategica per il sistema economico italiano, attentamente monitorata dai servizi segreti e dall’apparato militare”.

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