Niente per caso

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La convinzione laica è che la casualità sia un’invenzione, come definirla, ‘dogmatica’, di chi scarica sull’imponderabile, sui misteri del destino, incapacità e pigrizia nel riconoscere le vere ragioni che generano gli eventi. L’opposto è giungere a conclusioni logiche analizzando gli elementi di un ‘fatto’ e collegandoli con attenta conseguenzialità.
E allora, legittimato dal quotidiano ‘Libero’, portavoce della destra,   per ragioni che di qui a poco risulteranno trasparenti, Zangrillo, il medico (attenzione non è virologo né immunologo, ma medico) dell’ospedale San Raffaele, si è servito della ½ ora televisiva di Lucia Annunziata per provare a insultare il pool di scienziati che ammoniscono gli italiani a non introdursi a briglia sciolta nell’eden della fase 3, con pericolose trasgressioni al protocollo stilato dal comitato scientifico per scansare il pericolo di nuovi focolai della pandemia. “Il Covid? Non c’è più”, dichiara Zangrillo al top della presunzione, e ignora il trend dei nuovi contagi regolarmente registrati su segnalazione degli ospedali e dei medici di base. Ieri 355, sabato 416, per il 59% in Lombardia (75 i deceduti).  Coloro che sono impegnati a lavorare per il contagio ‘zero’, denunciano indignati il pericolo dell’implicito invito a fregarsene delle norme di sicurezza. Manca solo che Zangrillo si associ agli scalmanati di Casa Pound e affiliati, che in piazza, senza alcuna cautela anti virus, hanno urlato che pandemia, contagiati, asintomatici, deceduti, sono un clamoroso falso, il risvolto di un complotto del governo incapace di gestire la crisi economica in corso. Che la sparata di Zangrillo non sia casuale, trova conferma nell’annuncio  di raduni nazionali per domani 2 giugno, dell’ampio sodalizio di destra che include gli estremisti di Casa Pound, più frange collegate, i pericolosi squinternati del generale Pappalardo (i gilet arancione), la Meloni. Domani, Festa della Repubblica, dicono che domani saranno in piazza, per celebrare la data di nascita della democrazia repubblicana? Ovvio che no, sarà il pretesto, improprio per contestare il governo. A causa dell’eccessiva riconoscibilità non partecipa, ma avrebbe voglia di esserci, Carlo Bonomi, neo presidente e della Confindustria, che appena insediato ha emulato Zangrillo e nella ½ ora di Lucia Annunziata ha sferrato un attacco al governo con toni e argomenti alla Salvini e lo ha reiterato nell’intervista (“Questa politica rischia di fare più male del Covid”) rilasciata a ‘la Repubblica’, quotidiano che dal giorno del cambio di proprietà De Benedetti-Fiat sembra orientato a competere con il Sole 24Ore, quotidiano degli industriali.
Il cerchio si chiude: profittando dello tsunami sanitario e finanziario della pandemia, che rende assillante e totalitario l’impegno del governo giallorosso, la destra muove i suoi ‘pezzi’ sulla scacchiera, nel tentativo, per nulla causale di dargli una spallata.  Chi avesse voglia e pazienza per sfogliare i media italiani cercherebbe invano una sola frase di condanna della violenza dei primatisti, (negli Stati Uniti si annidano anche tra le forze di polizia), o un cenno sulla perversione dell’incredibile presidente Usa, che tollera e anzi favorisce il razzismo, accusa la stampa di fomentare l’odio sociale, da lui alimentato concedendo l’impunità dal teppismo razzista, alla violenza criminale del Ku-Kluz-Klan. Gli americani per bene sono fuori di sé e il tycoon è il loro bersaglio, sicché l’apparato che sovrintende alla sua incolumità lo ha spedito nell’impenetrabile bunker della Casa Bianca, dove l’auspicio dei contestatori è che ci resti a lungo, come un topo in trappola.
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