Più forti del Covid

Condividi questo articolo
Facile stramaledire il virus della pandemia: ha sottoposto a un devastante stress il pianeta,  già in forse per le ingiurie dell’uomo ‘moderno’, le sue malversazioni in danno della natura, il possibile incombere di meteore a dimensione letale per la Terra (e fosse silla sua traiettoria), assalito da mali senza rimedio, benché indagati da un esercito mondiale di ricercatori, vittima del sottosuolo irrequieto, di cicloni distruttivi, del pericolo di autodistruzione nucleare, di  altri mille intralci alla sua esistenza.
L’assalto alle fragilità umane del Covid-19 ha disvelato per intero il dominio del lato ‘B’ della natura umana. E forse l’egoismo nazionalista di Pechino, se fosse vero che ha nascosto per un tempo micidiale la diffusione del contagio; sicuramente i limiti della sanità italiana, falcidiata di mezzi e uomini dall’assurda riforma Bindi. Anche di qui   il criminale dilemma delle strutture impegnate a combattere la pandemia, costrette alla disumana scelta di chi salvare e chi lasciar morire.  Hanno vissuto la crudeltà di questo default etico mariti, mogli, figli degli anziani uccisi dal Covid per mancata assistenza o, peggio, perché infettati dall’assurda promiscuità con persone infette respinte dagli ospedali sovraffollati.
Ecco la ragione della giusta enfasi nel racconto di Lucia, la signora di 106 anni che ricoverata in un centro di assistenza agli anziani ha sconfitto il coronavirus dopo una difficile degenza, assistita al meglio. Ha potuto spegnare la candelina sulla torta del suo stratosferico compleanno.  L’evento dovrebbe indurre al pentimento chi ha pensato ai vecchi come a uomini e donne da sacrificare per salvare i giovani.  Il caso di Lucia non è il solo monito a riconsiderare la parità di diritto alla vita di chi appartiene alla ‘quarta’ età: la signora inglese Connie Titchen, 107 anni, è guarita dal Covid ed è guarita una donna di 106 anni che vive a Ronda in Andalusia.  E che dire di Jennie Stejna, americana di 103 anni, Massachusetts, Stati Uniti. Ha festeggiato la sconfitta della pandemia tracannando una birra gelata (poco alcolica). Ha stupito amici e parenti, certi che non sarebbe sopravvissuta al virus.
Un recente reportage di Gad Lerner ha rintracciato i superstiti della furia omicida di Hitler: sono ex partigiani, parenti di vittime dei lager, personaggi protagonisti mitici della resistenza al nazifascismo, uomini e donne che hanno oltrepassato il traguardo dei novant’anni, qualcuno non da poco: lucidità, prodigiosa memoria, intatta determinazione a raccontare, parlando di sé, quanto le nuove generazioni dovrebbero conoscere per capire passato, presente e futuro della loro vita, ma soprattutto per valutare con cognizione il rispetto che è dovuto alla loro longevità.
Condividi questo articolo

Lascia un commento