GRUPPO MARCUCCI / KEDRION, A TUTTO PLASMA DORATO IN UN MAXI CONFLITTO D’INTERESSI

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Un affare gigantesco, il business del secolo. Fiumi di denari liquidi come il dorato plasma, pronti ad affluire nei serbatoi e nei forzieri della corazzata di famiglia, Kedrion.

E un conflitto d’interessi che fa impallidire persino un esperto del ramo come Silvio Berlusconi.

Sotto i riflettori la dinasty dei Marcucci, capeggiata da Paolo, sul ponte di comando di Kedrion, e da Andrea Marcucci, il capogruppo del PD al Senato. Un conflitto d’interessi vivente, Andrea, l’allievo prediletto della scuderia politica di Sua Sanità Francesco De Lorenzo, poi passato in quelle targate Pds, Ds Pd fino a diventare il braccio destro di Matteo Renzi.

 

BOMBA IN SENATO

La “bomba”, adesso, scoppia nel corso di una Audizione in Senato, alla quale prende parte, neanche invitato, Paolo Marcucci, che annuncia il maxi progetto griffato Kedrion sulla cura del secolo via plasma iperimmune e immoglobuline, già in fase di start.

Matteo Renzi. In apertura il senatore Andrea Marcucci

Senza che fino ad oggi nessuno ne abbia discusso in Parlamento, non una sillaba, e nessuno ne abbia mai parlato o scritto a livello mediatico (tranne Libero e il Giornale).

Repubblica e Corriere della Sera del tutto (auto)imbavagliati, nessun cenno in alcuna televisione pubblica o privata. La più sporca censura.

Non è finita. Perché l’incoronazione dei Marcucci avviene con la benedizione di organismi pubblici, come l’Istituto Superiore della Sanità e l’Associazione Italiana per il Farmaco: nel più totale silenzio e senza che, per fare un solo esempio, i Marcucci abbiano chiarito il mistero dei rapporti di lavoro e d’affari con i laboratori cinesi di Wuhan, di cui la Voce ha scritto un paio di settimane fa. Una storia sulla quale prima o poi (speriamo prima che poi) le autorità sanitarie e la stessa magistratura dovranno far luce.

Ma veniamo alle ultime notizie. E partiamo dalla sceneggiata del Senato.

E’ previsto un primo intervento del presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi (il nome è già tutto un programma), il quale con gran savoir faire lascia la parola alla star però non invitata, Paolo Marcucci. Il quale illustra subito il maxi progetto al plasma.

 

IN “CONTO LAVORAZIONE”

In soldoni, Kedrion con il suo stabilimento di Sant’Antimo, nell’hinterland napoletano, avvierà la raccolta del plasma dei donatori italiani per trasformarlo, “in conto lavorazione”, nel plasma iperimmune industriale. “Così si eviterà – spiega Palo Marcucci – di eseguire l’inattivazione virale nei singoli centri, che è un’inattivazione comunque artigianale, costosa e adatta solo alla sperimentazione”.

Seguirà poi – illustra il timoniere di Kedrion – un’altra fase nel corso della quale verrà avviata la produzione di gammaglobuline iperimmuni, in collaborazione con la società israeliana Kamada. E’ previsto per ottobre – annuncia – l’ingresso del prodotto sul mercato. A tambur battente.

Giuseppe De Donno

Un progetto che fa letteralmente a pugni con quello più volte illustrato dallo pneumologo dell’ospedale “Carlo Poma” di Mantova, Giuseppe De Donno, che con il collega Cesare Perotti del policlinico “San Matteo” di Pavia ha messo a punto la tecnica del plasma iperimmune.

Una cura che ha un grande pregio e per questo è stata subito boicottata da Big Pharma: non costa praticamente niente, al massimo 80 euro per una sacca.

Quello stesso prodotto che invece, adesso, pagheremo (o pagherà, lo Stato) sicuramente un occhio dovendo subire un trattamento “industriale ad hoc”, con un comodo “conto lavorazione”.

Arieccoci, quindi, alle consuete logiche di Big Pharma: abbasso quel che costa niente o poco, ed è un sacrosanto diritto dei cittadini. Viva tutti i farmaci e i prodotti per comprare i quali, invece, devi svenarti. Dissanguarti.

 

QUELLA STRAGE PER SANGUE INFETTO

E di sangue i Marcucci sono tra i più esperti a livello internazionale, con un oligopolio nella lavorazione e distribuzione di emoderivati detenuto da quasi 50 anni in Italia, a bordo delle tante sigle che ne hanno popolato l’universo societario, per decenni sotto la protettiva ala del Padre-Padrone-Patriarca Guelfo Marcucci, grande amico di Sua Sanità De Lorenzo. Al punto tale non solo da candidare il rampollo Andrea tra le fila del PLI del tandem De Lorenzo-Renato Altissimo nel 1991, ma anche da accogliere a braccia aperte (siamo a fine anni ’80), il fratello di Sua Sanità, l’avvocato Renato De Lorenzo, nel consiglio d’amministrazione di una allora perla di famiglia, Sclavo.

Enrico Rossi

Vecchie sigle, dirigenti e funzionari d’un tempo coinvolti nel maxi processo per la strage del sangue infetto, partito nel 1998 a Trento e conclusosi a Napoli tre anni fa con un nulla di fatto: ossia – è il caso di dirlo – “il fatto non sussiste”, come ha stabilito il presidente della seconda sezione penale del tribunale partenopeo Antonio Palumbo. Tutti assolti e candidi come gigli gli imputati, l’ex re mida della Sanità e grande amico sia di De Lorenzo che di casa Marcucci, Duilio Poggiolini, e gli ex dirigenti e funzionari delle aziende del gruppo Marcucci.

Per la serie: tutte le vittime per la strage del sangue infetto se la sono cercata, con ogni probabilità si sono “suicidati” iniettandosi nelle vene qualche pozione killer!

Giustizia è stata ammazzata, avvelenata, fatta a pezzi, calpestata.

Ma torniamo ai giorni nostri.

 

E IL MINISTRO NON VEDE…

A dirigere l’orchestra, in questi giorni, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Aifa, con un ministro della Salute, Roberto Speranza, praticamente defilato. Incapace di dire una sola parola a proposito di quello che – forse a sua insaputa – gli sta succedendo intorno. Né ha osato rispondere alle domande che – molto chiare e semplici – gli ha posto l’inviato delle “Iene”, Alessandro Politi, in un imperdibile servizio.

Roberto Speranza

Le prime ricerche e lavori sull’uso del plasma iperimmune sono state effettuate dal tandem De Donno-Perotti. Un lavoro, però, del tutto snobbato da AIFA e ISS: che hanno pensato bene non solo di escludere lo stesso De Donno dal ristretto, ennesimo comitato e team di esperti; ma hanno deciso di avviare una sperimentazione alternativa, affidandola ad un misterioso progetto, “Tsunami”, riconducibile all’Università di Pisa. Il protocollo, in particolare, è stato affidato al reparto di Malattie Infettive dell’Azienda ospedaliera di Pisa, guidata da Francesco Menichetti.

Nella stessa Azienda ospedaliera insegna un altro guru in tema di Covid-19, Pier Luigi Lopalco, ubiqua presenza tivvù, consulente della Regione Puglia per l’emergenza coronavirus e grande amico della star Roberto Burioni, con il quale ha appena cofirmato un libro, of course, sulla pandemia.

Cosa è successo, poi? Sono subito state coinvolte nel progetto alcune regioni, tutte a guida centrosinistra. In pole position, naturalmente, la Toscana. Tanto è vero che in audizione al Senato il governatore della Regione, Enrico Rossi, faceva bella mostra – tutto sorrisi e salamelecchi – fianco a fianco con Paolo Marcucci.

Neanche un filo di imbarazzo o di vergogna!

La Iena Alessandro Politi

Del gemellaggio con l’israeliana Kamada ha scritto giorni fa la Voce. Così come del misterioso laboratorio di Wuhan che ha lavorato e sta lavorando con Kedrion. Nell’inchiesta la Voce precisa il nome del centro, anzi ne fa due: il China National Biotech Group (CNBG) e il First People’s Hospital.

Come mai nell’audizione al Senato nessuno ha fatto cenno a tale, strategica partnership?

E come mai, adesso che la star di Kedrion è proiettata a livello nazionale e internazionale per la cura del coronavirus, la notizia non viene minimamente approfondita, né a livello mediatico né a livello scientifico?

Staremo a vedere.

Come anche sul quel gigantesco conflitto d’interessi da brividi.

E sugli affari a cascata per il coronavirus sulla pelle dei cittadini.

 

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