Il diritto-dovere di sapere

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Nel corso di una lunga giornata di distanza dai propri simili, lo spazio della lettura non è solo un antidoto alla depressione da solitudine. Può e deve essere la camera di compensazione delle ‘mancanze’ e allora, per una volta, chiedo a chi mi segue su Facebook di leggere quanto segue e anticipa l’articolo di oggi:
DEMOS ITALIA
[Nasce, nel febbraio 2013, nel tentativo di contrastare il decadimento etico e morale della Politica e la sua dilagante inefficacia. Nasce con la volontà di ripristinare il diritto, la legalità, l’etica, l’equità, il merito nella gestione della Cosa Pubblica.
Nasce in reazione al tentativo di rendere sempre più inefficiente l’apparato pubblico con false ed errate riforme, in realtà apportate con la finalità unica di un suo completo smantellamento, per favorire interessi privati.
Mira ad abbattere, pertanto, il muro artificiosamente creato fra le categorie produttive e l’apparato pubblico, con l’obiettivo di restituire la Pubblica Amministrazione al “servizio della Nazione” e renderla ingranaggio cardine di una riforma generale dello Stato e della società italiana, in una concordanza d’intenti, in un’armoniosa collaborazione e in uno sforzo comune fra tutti i Cittadini.
Pone al centro della sua azione politica, sociale ed economica, l’essere umano ed il suo benessere, rivitalizzando l’intervento dello Stato nel welfare, in sostegno di una popolazione sempre più povera, di anziani sempre più abbandonati a sé stessi, di famiglie per nulla assistite nel generare ed allevare i figli.
Intende rilanciare il livello di benessere, soprattutto di quei ceti per troppo tempo penalizzati da politiche insensibili, riequilibrando le risorse di una società sempre più divisa economicamente.
Aspira a rivitalizzare l’economia del Paese, investendo le risorse necessarie e, soprattutto, restituendo ai fantastici imprenditori italiani l’interesse a investire, sperimentare, assumere, produrre per un mercato di consumatori in grado di assorbire il loro frutto.
Rifuggendo dal facile populismo, il Movimento si propone di rappresentare il sentimento di protesta e la voglia di rinnovamento sociale e istituzionale degli Italiani, ma, contrariamente a quanto di recente sempre più manifestatosi nella politica, infonde a tale proposito qualità e contenuti professionali.
Il Movimento DEMOS Italia ha un grande sogno: restituire una speranza ed un futuro ai nostri figli!]
***
Il movimento si fa una domanda che dovrebbero porsi tutti i democratici del mondo che subiscono l’aggressività letale del Covid-19 e la pone alla Corte Internazionale dell’Aia per i crimini contro l‘umanità. Risposte convincenti sono dovute ai milioni di morti che la pandemia mette in conto a chi non fa abbastanza per evitarli, a chi ha in animo di speculare sulla disponibilità globale del vaccino che verrà (dovessero produrlo gli Stati Uniti incomberebbe il pericolo [leggi Trump] della distribuzione in regime autarchico, nella sola America), alle responsabilità di chi  ha nascosto probabilmente per mesi la diffusione del virus e favorito la sua circolazione nell’intero pianeta, a chi non ha impedito la trasmissione del coronavirus dagli animali (pipistrello) all’uomo, ai Paesi che avvertiti del pericolo pandemia non hanno attivato le misure per contenere il contagio. A questa legittima richiesta avrebbero già dovuto rispondere, ma non l’hanno fatto, le specifiche eccellenze  scientifiche, strette alle corde dalla politica, possibilmente assemblate in una struttura mondiale chiamata a elaborare strategie, interventi, coordinamento della ricerca e direttive per la produzione di strumenti sanitari di contrasto al virus, la tempestiva trasformazione di ospedali e cliniche in centri di accoglienza e di cura, l’allestimento di reparti per la terapia intensiva pari alla domanda, a contenere quanti si sono arrogati l’assurdo diritto di scegliere chi far vivere e chi morire, di chi si è liberato di malati positivi  smistandoli nelle residenze sanitarie per anziani, condannandoli a morte.
L’appello di Demos Italia alla Corte dell’Aia si conclude con un severo ‘je accuse’ sugli ostacoli incontrati nel lavoro di ricerca sull’origine della pandemia e le caratteristiche del virus: silenzio e/o indifferenza dei media; tentativi di bloccare l’inchiesta e ostilità nei confronti di intendeva accertare la verità; contrasti tra correnti del pensiero scientifico di settore.

Anche tutto questo è una colpevole componente di quanto rende confusa, caotica, spesso contraddittoria, la risposta del mondo alla tragedia del Covid-19

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