DANILO COPPOLA / CONFERMATA IN APPELLO LA CONDANNA A 7 ANNI

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Ricordate le prodezze dei “furbetti del quartierino” d’un tempo? Si trattava di Stefano Ricucci, Danilo Coppola e Roberto Statuto.

Cercarono di dar la scalata agli istituti di credito, dalla Banca Nazionale del Lavoro ad Antonveneta, passando addirittura per il super salotto di Mediobanca! Tutto finì in una bolla di sapone, of course, ed i protagonisti hanno seguito diversi itinerari di stampo – diciamo – “finanziario”, com’è nei loro geni affaristici.

Adesso arrivano news sul fronte di Coppola, del quale certo ricorderete il look, in particolare la funambolica capigliatura.

Confermata in appello la condanna a 7 anni di galera a suo carico, per una sfilza di crac.

L’ha pronunciata la seconda sezione penale della Corte d’Appello di Milano, presieduta da Piero Giamacchio.

Il capo d’imputazione non è da ridere: bancarotta fraudolenta, in merito ai crac delle sue società: Gruppo Immobiliare 2004, Mib Prima e Porta Vittoria, già dichiarate fallite rispettivamente nel 2013, nel 2014 e nel 2016.

Porta Vittoria si occupava dello sviluppo immobiliare della zona est del centro di Milano, con un progetto da 142 mila metri quadrati che comprende abitazioni, uffici, spazi commerciali ed un albergo.

Il sostituto procuratore generale, Celestina Gravina, ha proposto di abbassare la pena a 5 anni e 10 mesi, chiedendo di assolvere l’immobiliarista-faccendiere dall’accusa di aver causato con dolo il dissesto delle società a lui collegate, ipotizzando la bancarotta impropria. Impostazione non accolta dai giudici di appello, i quali hanno confermato la sentenza di primo grado con la condanna a 7 anni.

Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra 90 giorni.

La sentenza di primo grado venne pronunciata esattamente un anno fa, il 24 febbraio 2018, e con essa venivano disposti anche dei risarcimenti per danni patrimoniali e non patrimoniali alle società, di cui Coppola – secondo le toghe di primo e secondo grado – ha provocato il crac: oltre 153 milioni per Porta Vittoria spa, a garanzia dei quali è stato mantenuto il sequestro di immobili già congelati e una provvisionale di 50 milioni a carico del Gruppo Immobiliare 2004.

Porta Vittoria spa, in seguito, è stata rilevata da Prelios sgr che per ottenere gli attivi ha avviato il fondo Niche. E’ guidata, Prelios, da Fabrizio Palenzona, ex numero due di Unicredit; ad animarla è stato il reuccio dei fondi immobiliari ed ex dominus del parastato, Massimo Caputi, ai tempi d’oro molto legato ad ‘O Ministro Paolo Cirino Pomicino.

 

nella foto Danilo Coppola

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