“Facite ammuina”

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Dopo decenni di colpevole complicità con le conseguenze del separatismo Nord-Sud, egoisticamente sbilanciato a favore del triangolo industriale, il governo demostellato, in lodevole coincidenza con la sollecitazione delle sardine, presenta al Paese un piano organico ben strutturato e con adeguata copertura finanziaria per invertire rotta e mostrare che l’Italia è madre di figli da allevare con pari impegno. “Cento miliardi in dieci anni” rivela Conte, per incentivare gli investimenti e ottimizzare le potenzialità del Mezzogiorno, con particolare attenzione per il futuro dei giovani, la vocazione ecologica, l’istruzione, la frontiera dell’innovazione, la lotta alla povertà, agevolazioni fiscali per chi investe al Sud, l’ammodernamento delle strutture, la qualità dell’assistenza sanitaria, la diffusione territoriale degli asili nido, l’occupazione femminile. Conte a Gioia Tauro: “Rilanciare il Sud, abbattere le barriere che dividono il Paese, ridurre gli squilibri territoriali, arginare lo spopolamento delle aree interne, fermare l’esportazione delle nostre energie migliori. Il Sud deve diventare sinonimo di eccellenza”. Se son rose, fioriranno, ma i contenuti del piano sono già convincenti. Il ministro per il Mezzogiorno Provenzano (che ha incontrato proficuamente le sardine):  “Emozione nel presentare questo Piano Sud, un piano per l’Italia, per mettere il Mezzogiorno in cima ai nostri pensieri e farlo per tutto il Paese. Al Sud  manca la prospettiva di futuro, per questo nasce il ‘Piano 2030’”.
Da liquidare in poche righe l’affare Governo-Italia Viva. “Facite ammuina”, nella lingua napoletana, ha efficacia quasi onomatopeica come “schizzichea”, definizione che descrive con rara efficacia il cadere della  pioggerellina. “Facite ammuina” si adatta bene al casino che connota le scellerate sortite di Renzi sulla prescrizione e domani chissà per quale altra invenzione per ottenere visibilità. Per definire l’assurdo che tiene in bilico la stabilità del governo demostellato è esaustiva la sparata della ministra Bellanova, così simpatica. così bislacca, che ha perentoriamente dichiarato: “Sostituire Italia Viva sarebbe trasformismo”. Da che pulpito arriva la predica? Da un partito che per far parlare di sé ha barattato il sì al  nascente governo  giallorosso con un la ‘merce’ di scambio di un paio di ministeri e che in dissenso sul tema della prescrizione agisce da forza d’opposizione, comportamento aggravato dall’assenza polemica delle due ministre dall’esecutivo convocato ad hoc. Parole della Bellanova: “Meglio sarebbe dedicare più tempo a confrontarsi nel merito delle questioni, piuttosto che sfuggire al tema vagheggiando altre maggioranze” (!!!). Insomma “facite ammuina”.
Multa di un milione e mezzo di euro alla Rai, per aver trasformato  notiziari e programmi pomeridiani come ‘La vita in diretta’ in amplificazione  a senso unico  della destra. La decisione pretende a giusta ragione una risposta convincente dell’Agcom, l’agenzia che istituzionalmente deve tutelare l’imparzialità del sistema informativo:  “Perché solo adesso, dopo due anni di faziosità impunita dei telegiornali, trasformati in uffici stampa di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e  in una certa misura di 5Stelle? Perché tollerare a lungo il danno politico del consenso a Salvini,  derivato dalla sua presenza ossessiva nei notiziari e nei programmi di approfondimento? L’auto assoluzione di viale Mazzini   è un capolavoro di spudorata mistificazione: “La Rai  non mancherà di rappresentare nelle opportune sedi la correttezza del proprio operato in coerenza con il ruolo assegnatole dalle leggi, anche da quelle che tutelano l’autonomia dei giornalisti”. L’Agicom denuncia le violazioni degli obblighi di contratto di servizio per il mancato rispetto dei principi di indipendenza, imparzialità: “Troppe volte, dichiara la consigliera di amministrazione Rita Borioni “sono stata costretta a segnalare ai vertici, insieme al collega Laganà, le violazioni, spesso macroscopiche, del pluralismo e dell’imparzialità nell’informazione Rai, ma i nostri richiami sono stati troppo spesso ignorati”.
Pericoloso per la democrazia e l’Italia antifascista: Comuni a guida leghista e di destra negano la cittadinanza onoraria a Liliana Segrè, superstite  dell’olocausto,  e si oppongono alla mozione che avrebbe revocato la cittadinanza di Salò concessa a Mussolini.
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