Vendette al cianuro

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La verità? La politica zoppa dell’Italia non è operabile al momento:  il suo andare claudicante, sofferto, è sovrapponibile al doloroso disagio di chi avrebbe l’urgenza di sostituire la testa del femore consunta con una protesi, perché impedito nella deambulazione e dipendente dai pericolosi effetti collaterali di farmaci antidolorifici, ma deve accodarsi ad altri numerosi pazienti in lista d’attesa di molti mesi con analogo problema. L’alternativa a una così lunga aspettativa, c’è in verità, ma è riservata a chi può permettersi di pagare cifre blu per sottoporsi rapidamente all’intervento in forma privata, rinunciando a usufruire del sistema sanitario nazionale. In politica quale strategia può impedire che la rissa tutta dentro la maggioranza di governo provochi l’ennesima crisi e un nuovo turno di elezioni anticipate?  È quanto va indagando Conte, preso di mira dal neonato partito ‘Italia Viva’, che sorpreso dalla statura non prevista del premier, teme da mesi l’oscuramento della propria identità, più precisamente la visibilità del rancoroso Renzi. L’ex segretario del Pd, nonché ex primo ministro, imputato per aver dimezzato i consensi del partito e perciò emarginato, ha recuperato le stimmate  di ultra moderato e ha progettato di entrare in competizione con quanto resta dell’asfittica Forza Italia, con le componenti sommerse di centristi emigrati nella Lega e in 5Stelle, gli ex, orfani della Dc confluiti per opportunismo nel partito democratico. Il leader di Italia Viva usurpa anche il ruolo di regista della crisi e indica in Draghi o Gualtieri i successori (!) di Conte.  Il piano di Renzi è un esemplare modello di pianificazione strategica. Le tappe sono scandite da eventi procurati con precisione da alchimista. Il primo passo è teso a minare il potere accumulato da Salvini dragando il territorio della rabbia popolare,  della paura, dell’antica e patologica dipendenza degli italiani dal dispotismo dell’ ‘uomo forte’ al comando. L’intento è in buona parte riuscito con la fine del governo gialloverde offerta dalla sortita suicida del Papeete di. Il disegno lo ha involontariamente perfezionato il Pd, includendo Italia Viva nell’accordo con i 5Stelle e offrendo ospitalità nella compagine di governo a due ministre renziane, quinte colonne da immettetre nella mischia al momento opportuno. Più volte sollecitato dalla domanda sulla fedeltà al governo Conte, Renzi ha risposto senza battere ciglio  di puntare al compimento dell’intera legislatura, ma…covando il vero proposito di far ‘saltare il banco’ alla prima opportunità. Ed ecco il bluff. Renzi contesta fino alla lite il titolo della riforma Bonafede sulla prescrizione, palese espediente per tenere sotto ricatto Conte e, in assurda contraddizione, l’esecutivo di cui fa parte. L’attacco avviene su più fronti e si avvale di complicità indecenti. Le ministre di Italia Viva, soggiogate dal sovranismo di Renzi, disertano il consiglio dei ministri convocato per sventare il rischio di far calare il sipario sul governo demostellato con sommo gaudio di Salvini. Italia Viva non fa mistero di puntare alla crisi di governo. Al piano pro domo sua, Renzi aggiunge un tassello di grande pericolosità per la tenuta democratica dell’Italia. In questi mesi di Italia Viva non c’è traccia di aperta esecrazione dei fenomeni di razzismo, antisemitismo, bullismo, omofobia e neppure di un pur ridotto impegno per i temi dell’emergenza economica e sociale. L’alternativa all’ipotesi  di crisi del governo, ammesso che sia attendibile la voce sull’orientamento di   Conte a reperire risorse umane per compensare l’esodo dei renziani, è proprio il reclutamento di soggetti al di fuori del Pd o di 5Stelle, ytrfa quelli  che paventano il rischio di non essere rieletti in caso di ricorso anticipato alle elezioni politiche. Soluzione obbligata, quanto indesiderata, proprio come la decisione imposta dall’emergenza, di azzerare i lunghi tempi di attesa con la costosa privatizzazione dell’intervento  chirurgico. La verità? Ieri sera, a tu per tu con Formigli, un lucidissimo Sartori, inviato televisivo della Sardine, ha confermato le precedenti smentite di un presunto interesse per ruoli istituzionali. “Ministro, deputato?”. “Mai”. “Sindaco, consigliere regionale?”. “Mai”. Come non condividere i “mai” nel giorno in cui i parlamentari tornano a invocare lo scandaloso ed esclusivo  privilegio dei vitalizi, ovvero di prebende  di cui godere anche dopo brevi periodi da deputato o senatore e la democrazia è in balia dell’attentato al governo che rimetterebbe in gioco la destra, Salvini, la Meloni, perfino le ‘frattaglie’ di Forza Italia…
Non facesse così freddo, sarebbe una brillante idea il viaggio senza ritorno in Paesi del Nord Europa, con ragionata preferenza per la Finlandia o alla ricerca di climi temperati nel bel mezzo dell’Atlantico, dove ‘galleggiano’ felicemente le Bermuda.
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