LUCA PARNASI / IL SUPERATTICO CON I SOLDI DELLA POPOLARE DI BARI

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La villa dei sogni nel cuore chic di Roma.

Un super attico da 700 metri totali su due piani. E con piscina. Da guest star di Hollywood.

Di chi sarà mai? Ma di mister Luca Parnasi che – così raccontano ai Parioli – l’ha comprato con un generoso mutuo elargito dalla Banca Popolare di Bari.

E a quanto ammonteranno mai le comode rate? Si parla di 15 mila euro al mese! Per un valore immobiliare complessivo di circa 7 milioni di euro!!

Luca Parnasi. Sopra piazza Don Minzoni, nel cuore dei Parioli

Ma vediamo qualche dettaglio in più. La sontuosa dimora si trova per la precisione in piazza don Minzoni, nel core dei Parioli, appunto.

Decenni fa era di proprietà di un grosso gerarca fascista, Adelchi Serena, che fu ministro dei lavori pubblici nel governo di Benito Mussolini. E anche segretario del partito nazionale fascista per un certo periodo. Un pezzo nero da novanta.

Come da novanta è l’architetto che l’ha progettata, Clemente Busiri Vici, il quale apparteneva ad una delle più quotate dinasty dei compassi nella capitale.

Fu anche, Busiri Vici, l’archistar di Propaganda Fide, la corazzata dell’Opus dei. Ha firmato i progetti di non poche chiese romane (Sant’Ippolito, Santi Fabiano e Venanzio, San Saturnino), dell’ambasciata italiana a Londra e di svariate scuole all’estero (soprattutto in Brasile, in Romania ed al Cairo).

Torniamo all’attico. “Una delle sette meraviglie – racconta un negoziante in zona – i Parnasi sono ricchi sfondati ma negli ultimi tempi sono in difficoltà. Con quali soldi l’avranno presa, quando ad esempio la sorella Flavia Parnasi non paga più il fioraio qua vicino e gli deve ancora tremila euro?”.

Facile come bere un bicchier d’acqua, raccontano in Bankitalia. “Hanno fatto un mutuo con la Popolare di Bari, la banca di casa Parnasi, viste le tante linee di credito erogate alle imprese e alla famiglia. La rata è un po’ salata ma se lo potevano permettere con tutti i vorticosi giri di soldi. Sorge il forte dubbio che ora quel mutuo non venga più onorato e ciò possa quindi rappresentare un’altra voragine nei conti della Popolare di Bari”.

Ma c’è un secondo atto, nella story. E concerne quel milione di euro servito anche per ristrutturare la faraonica magione capitolina.

Chi l’avrà altrettanto generosamente sganciato, stavolta? Un piccolo istituto di credito, Banca Igea, anch’essa spesso e volentieri larga nei suoi rubinetti creditizi con la famiglia Parnasi.

Questa seconda vicenda spunta dai fascicoli giudiziari della maxi inchiesta sull’affaire dello stadio a Tor di Valle, che sfocerà presto in un altrettanto maxi processo scaturente da ben quattro filoni investigativi.

Flavia Parnasi

Dalle verbalizzazioni di tre dipendenti di Eurnova – la società che aveva nel mirino la costruzione dell’impianto sportivo – è saltato fuori il nome di Igea e dei soldi per la ristrutturazione.

Simone Contrasta, Luca Caporilli e Mariangela Masi – ricostruiscono gli investigatori – “disquisivano del danaro che Parnasi è riuscito ad ottenere da Banca Igea mediante il modello di finanziamento abbinato ad alcune società. Gli interlocutori (i tre, ndr) fanno più volte riferimento al fatto che Parnasi preleverà la maggior parte del denaro per fini personali. Nello specifico, chiariscono, è intenzionato a prendere circa 1 milione di euro, utilizzandone una quota per uso personale, una per pagare la ditta che sta eseguendo la ristrutturazione della sua abitazione e una ancora per retribuire il consulente, Valerio Gravio. Tutti i colloquianti – viene aggiunto dagli 007 – sono concordi nel sostenere che l’operazione di prelievo dalla Eurnova, probabilmente giustificata con la dicitura ‘restituzione finanziamento soci’, non sia legittima e sperano che non si venga a sapere, perché potrebbe essere dannosa per l’intero gruppo societario e per i finanziatori”.

Eurnova ha appena ceduto i terreni di Tor di Valle sui quali dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma all’immobiliarista ceco Radovan Vitek, proprietario di parecchi palazzi in alcuni paesi europei, soprattutto dell’est, e di un complesso chic in Sardegna.

E pensare che fino a qualche anno fa Vitek portava il caffè ai turisti.

Come barista.

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