CORONAVIRUS – LA DIAGNOSI DEL VIROLOGO GIULIO TARRO

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Ecco un breve, illuminante studio del virologo di fama internazionale Giulio Tarro, entrato per due volte nella cinquina del Premio Nobel per la Medicina.

 

Il professor Giulio Tarro

Il nuovo coronavirus della città cinese di Wuhan con trasmissione interumana

Un focolaio di polmonite nella città cinese di Wuhan è stato riportato all’OMS l’ultimo giorno dell’anno 2019. Una settimana dopo è stato identificato un nuovo coronavirus (2019-nCoV). L’OMS ha stabilito la guida per tutti i paesi per prepararsi alla nuova infezione virale. Dopo tre settimane le autorità cinesi hanno confermato la trasmissione del virus da una persona all’altra. Nel frattempo singoli casi sono stati riportati in Tailandia, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti, Russia, Australia, Costa d’Avorio, Messico. Dopo poco più di quattro settimane le persone contagiate sono 6000 e le vittime 132. Secondo calcoli statistici inglesi sarebbero già 1700 i contagiati per una città come Wuhan di 11 milioni di abitanti.

 

Introduzione

Il tratto respiratorio può essere infettato da diverse famiglie di virus che sono in grado di dare complessi sintomatologici di grado sempre più severo dal raffreddore a polmoniti fulminanti. Le infezioni virali respiratorie sono la principale causa di morbidità, ospedalizzazione e mortalità in tutto il mondo; infatti l’influenza e la polmonite sono le cause infettive prevalenti di morte del secolo scorso nel mondo. Ancora le infezioni virali respiratorie sono la causa singola più comune di malattia acuta e di ricorso al medico nonché la prima causa di prescrizione degli antibiotici. Riportiamo nella tabella alcuni dati epidemiologici significativi dei virus respiratori umani come la loro incidenza stagionale, le modalità di diffusione, i giorni di incubazione, la loro frequenza di ospedalizzazione ed infine il campione diagnostico da utilizzare.

Patogenesi

Sebbene l’estensione della replicazione virale si correla bene con la gravità della malattia, per la maggior parte dei virus respiratori il meccanismo d’infezione è diverso per i vari gruppi. Le infezioni da rinovirus e coronavirus sono in gran parte limitati al tratto superiore respiratorio, mentre i virus influenzali, il virus respiratorio sinciziale, i parainfluenzali ed il virus della SARS nonché gli adenovirus in genere infettano anche le vie respiratorie inferiori. La progressione verso una malattia delle basse vie respiratorie è più comune nei pazienti con deficit immunitari per quel che riguarda tutto il complesso dei virus respiratori. Per molti di questi pazienti la presenza di anticorpi neutralizzanti nel siero di sangue e nelle secrezioni respiratorie si correla con la protezione dalle infezioni. Per lo più l’immunità dura più a lungo e la reinfezione è meno comune con i gruppi virali che hanno molti siero tipi, per esempio rinovirus ed adenovirus, rispetto a quelli che hanno pochi sierotipi. Sebbene la reinfezione è frequente con i virus parainfluenzali ed il respiratorio sinciziale generalmente la gravità diminuisce con gli episodi successivi.

 

SARS

La SARS è una forma unica di polmonite virale al contrario di molte altre polmoniti virali, i sintomi respiratori delle alte vie sono in genere assenti nella SARS, sebbene tosse e difficoltà respiratoria, si osservano nella maggior parte dei pazienti. Nella forma classica i pazienti presentano una malattia generica con febbre, mialgia, malessere e raffreddamento; possono accadere episodi di franca diarrea.

La diagnosi di SARS dovrebbe essere sospettata in qualsiasi paziente con polmonite radiologicamente confermata per chiunque abbia fattori di rischio epidemiologico per la sindrome da coronavirus.

Il coronavirus della SARS è stato identificato come la causa di questa sindrome clinica da quando è stata per la prima volta riconosciuta come polmonite atipica non comune nella provincia di Guangdong, Cina, nel novembre del 2002. Nei sei mesi successivi il virus si è diffuso in molte aree geografiche risultando in 8 mila contagiati e 764 morti. I paesi maggiormente colpiti dopo la Cina sono stati Hong Kong, Singapore, Taiwan e Toronto in Canada. Il virus è di origine animale, ma il serbatoio primitivo è rimasto incerto. Presumibilmente inizialmente dai pipistrelli è passato ad animali più piccoli in particolare lo zibetto, furetto, gatti, topi e scimmie. La Propagazione da una persona all’altra è stata specialmente frequente nelle case di salute e negli ospedali, ma la trasmissione è stata anche osservata a casa, negli alberghi, nei luoghi di lavoro, negli aerei e nei taxi. È stata anche riportata La trasmissione in laboratorio del coronavirus della SARS ed anche l’origine direttamente dagli animali descritti.

La SARS è stata diagnosticata sulla base dell’evidenza epidemiologica, del sospetto clinico e dei test diagnostici. A suo tempo la definizione di SARS è stata fornita dai centri di controllo della malattia e prevenzione di Atlanta (CDC). In particolare una storia recente di viaggio in Cina, Hong Kong o Taiwan o stretto contatto con persone provenienti da questi paesi, entro dieci giorni prima dell’inizio dei sintomi.

Un metodo efficiente per produrre anticorpi monoclonali umani da cellule B della memoria ha dimostrato la neutralizzazione consistente del coronavirus della SARS (Elisabetta Traggiai, Stephan Becker e Antonio Lanzavecchia. Nature Medicine 10, 871-875, 2004). Anticorpi monoclonali umani come profilassi per l’infezione da coronavirus della SARS sono stati utilizzati nei furetti (J. ter Meulen et al. The Lancet 26, 6, 2004).

 

MERS

Nel settembre del 2012 un nuovo coronavirus umano è stato isolato in un paziente dell’Arabia del Sud con una malattia tipo SARS caratterizzata da febbre, tosse e respiro ridotto. Il paziente è morto per la sindrome respiratoria ed un blocco renale. La sindrome respiratoria del medio oriente è stata definita come MERS (Middle Est Respiratory Syndrome). Un ulteriore passo avanti è stato compiuto nell’identificare anticorpi monoclonali neutralizzanti umani contro questo nuovo coronavirus della MERS (MERS-CoV). Il pericolo di malattie infettive emergenti come la SARS e la MERS, sottolineano la necessità di un approccio immediato che ci permetta di identificare con immediatezza antivirali efficaci per combattere i virus. Il recente successo di identificare anticorpi umani neutralizzanti (mAbs contro MERS-CoV) suggerisce la possibilità di usare queste metodologie per una risposta rapida nei confronti di virus emergenti e con potenziale di causare pandemie [Tianlei Ying, Haoyang Li, Lu Lu, Dimiter S Dimitrov e Shibo Jiang. Microbes Infect. 2015 Feb; 17(2): 142-148].

 

 


 

CORONAVIRUS / I MEGA AFFARI DI PIG-BIG PHARMA

DI PAOLO SPIGA

Hanno annusato il business del secolo, le star dell’industria farmaceutica. E Big Pharma è pronta a macinare miliardi di dollari a palate speculando sulla salute dei cittadini e incoronando – è il caso di dirlo – il Coronavirus come un autentico, imperdibile Bingo.

Ecco subito una cifra da brividi che corre tra gli addetti ai lavori, quelli del miliardario mondo in pillole: 3 mila miliardi di dollari, un business da gustare vaccino per vaccino, studio per studio, brevetto per brevetto.

Ricorderete bene i precedenti. La SARS ha garantito alle case farmaceutiche profitti per 40 miliardi di dollari. Ebola ne aveva assicurati addirittura 55. La suina una cifra compresa fra i 45 e i 55 miliardi di dollari.

Oggi siamo a quel top da 3 mila, autentico Guinness dei primati, pari al 2,2 per cento del Pil mondiale!

E da tener presente quanto è successo in tanti paesi, a cominciare dagli Stati Uniti per finire con il nostro. In occasione delle precedenti pandemie sono stati acquistati da Big Pharma tanti di quei vaccini che montagne, poi, sono rimaste come scorte nei magazzini e negli scantinati.

Siglando folli contratti capestro – come successe al nostro ministero per la Salute – con le case farmaceutiche: io compro tante centinaia di migliaia di confezioni, pago in modo gonfiato e anche anticipato, poi chi si è visto si è visto.

Da qui giganteschi sperperi di danari pubblici, ottimi e abbondanti per ingrassare i Pig di Big Pharma!

Ma tutto è scientifico, niente succede per caso.

E così capita – incredibile ma vero – che all’Organizzazione Mondiale per la Sanità, la sempre caritatevole e ‘preveggente’ OMS, lavorino anche dei chiromanti. I quali parecchi mesi fa preconizzavano che “una pandemia sarebbe comparsa dal nulla, mettendo in evidenza l’impreparazione dei governi”.

Come al solito, tanto per spendere subito e cash palate miliardarie.

Precisava la profezia OMS: “La concreta minaccia di una pandemia in rapida diffusione, altamente letale, di un agente patogeno respiratorio che uccida da 50 a 80 milioni di persone e cancelli quasi il 5 per cento dell’economia globale”.

Ci ‘azzeccheranno’ in pieno?

Intanto è prioritario comprare comprare comprare dalle stars di Pig-Big Pharma…

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Di seguito l’inchiesta di maggio 2003 della Voce su giallo Sars.

 

 

 

 

 

 



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