LEGAITALIA: “Stevemo scarze…”, ovvero “ci mancava solo questo”  

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La Lega: per la sua strategia autopromozionale investe quanto risparmia con il regalo giudiziario di ‘spalmare’ in ottant’anni i 49 milioni di euro truffati allo Stato. Gli specialisti ingaggiati sono alle prese da tempo con la pressante richiesta di rimodellare l’identità nordista dei valpadani. Un primo esito della ricerca ai limiti del possibile ha eliso una metà del marchio originale e Lega Nord si è ristretto al solo Lega. “Non basta”: hanno fatto sentire la loro voce i ‘terroni’ infinocchiati dall’insana promessa di esportare al Sud benessere ed efficienza nordici. Di qui l’alacre, febbrile lavorio di cervelloni per dare un etichetta al bluff della falsa solidarietà di Pontida con l’Italia da Napoli a Palermo. Impresa non facile. L’idea unificante di usurpare il patriottico termine Italia è fortemente inflazionato. L’ha fatto suo con furbo tempismo il neonato berlusconismo di Forza Italia. Lo ha scopiazzato “Io sono Giorgia”: la Meloni lo ha integrato anteponendo “Fratelli” a “d’Italia”.  Matteo Renzi, sulla via di rigenerare il  modello Dc, che ha dominato  il lungo dopo guerra, non ha resistito alla tentazione nazionalista e ha inventato un “Italia Viva” per vestire di tricolore  il progetto di attrarre come una calamita esuli eterogenei da Pd, 5Stelle, Forza Italia e  transfughi della destra. Gli strateghi della persuasione occulta al soldo della Lega hanno testato invano soluzioni alternative e le hanno sottoposte ai Borghezio, Calderoli, Bossi, padri storici del partito, ricevendo un convinto “niet” alla proposta più gettonata: “Lega tricolore”. La bocciatura è stata colta al volo come opportunità dal farlocco Bossi junior, quello della laurea fasulla comprata in Albania. “Una più una meno”, ha pensato il geniale rampollo di Umberto, “che male c’è” e ha imposto ai verdi, riuniti in assise straordinaria a Pontida la sua illuminata soluzione: “Ci chiameremo LegaItalia”. Direbbero i napoletani “stevemo scarze a cazzate”, che in italiano elegante, seppure osé, si traduce in “eravamo carenti di cazzate”.
Che simpatici i ‘leghitaliani’: sommergono di minacce Nibras Asfa, la giovane di origine palestinese che da una decina di giorni ha ottenuto la cittadinanza italiana e che ha parlato dal palco di piazza San Giovanni stracolma. Il comportamento, denuncia il movimento delle sardine,  è la coda di ignobili violenze postate sui social da estremisti della Lega, che hanno aggredito l’ex ministra Kienge, l’ex presidentessa della Camera Laura Boldrini, la Boschi, la senatrice a vita Liliana Segre, superstite di Auschwitz. Questa denuncia è rivolta alle donne, meridionali e non, che votano per il Carroccio sessista.
Mancava un frammento della Sardegna all’appello del Movimento ed era solo un ritardo. In piazza, dopo Cagliari, Sassari, Olbia e la Maddalena, anche le sardine di Nuoro in piazza, per rivendicare una politica dai toni civili: “Abbassiamo i toni, gli insulti, il razzismo diffuso. La xenofobia si diffonde e si moltiplica attraverso il web. Chi esprime una propria idea è messo alla berlina”. Un mare di sardine a Nuoro, cori e libri donati  in nome della cultura, striscioni per “La Sardegna si slega”.
Cosa nel futuro del Movimento? Che un popolo “di sinistra” esiste ancora e chiede rappresentanza, che  i giovani non sono affatto chiusi nel loro presunto benessere da salotto, ma hanno voglia di scendere in piazza, che sono contigui al Fridays for Future di Greta Thunberg, all’ambientalismo di Carola Rackete, delle ‘bambine’ che in India e negli Stati Uniti, in Asia, Sud America rivendicano un mondo vivibile  che non può più aspettare.
Due ore e quaranta minuti, di filato, senza leggere un rigo. Al suo fianco, inutilmente, il portavoce Casalino. Dalla sala gremita di giornalisti una raffica di domande compiacenti, scomode, provocatorie e risposte  mai evanescenti, rigorosamente ‘a braccio’: insomma una prova d’autore del premier Conte,  che ha costretto al mea culpa i denigratori della prima ora (“è un pupazzo”,  “un burattino”, “legge tutto quello che gli scrivono”, “schiacciato tra incudine e martello”… Previsioni? Questo presidente del consiglio si schioderà dalla politica d’élite solo ‘sua sponte’: ovvero l’Italia che sorprende.
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