FERROVIE / C’ERA UNA VOLTA L’UFFICIO OGGETTI SMARRITI

Condividi questo articolo

Circa i disservizi ferroviari abbiamo ricevuto la mail di un lettore che pubblichiamo.

Ho preso un Italo per Roma il 24 ottobre che partiva da Napoli alla mezza. Stranamente stavolta il numero del binario è uscito dieci minuti prima e non appena un paio in modo che tutti devono precipitarsi e spesso c’è chi lo perde o sbaglia”.

Stavolta a posto ma mi è successa una cosa. Ho dimenticato sul treno un libro che mi stava molto a cuore e che avevo sfogliato, con un piccolo notes. Me ne sono accorto solo quando sono arrivato a Roma. E mi sono riproposto prima di prendere il treno per il ritorno del 26 pomeriggio di passare all’ufficio degli oggetti smarriti per averne notizie”.

Arrivo un’ora prima e mi rivolgo ad una postazione di Italo per avere notizie. C’è una signora davanti a me che urla come una disperata. Ha perso il portafogli con tutti i documenti e non sa che fare. Le dicono che non ci possono fare niente. Le dicono di telefonare ad un numero. Io chiedo per me, mi dicono che devo andare al binario 24 e chiedere”.

Arrivo al binario 24, non c’è niente, un poliziotto dice che devo entrare in un grosso negozio e chiedere. Lì mi dicono che c’è qualcosa in fondo, devo fare un lungo tratto tra gente che compra e che si fa impacchettare regali. Ma non c’è traccia di alcun ufficio informazioni”.

Decido di chiedere sul treno, visto che così è impossibile. A bordo mi dicono che gli uffici degli oggetti smarriti con ci sono più, caso mai bisogna contattare il capo treno di quel treno, se caso mai hanno visto qualcosa. Dico come mai non c’è quell’ufficio che c’era in tutte le stazioni, ed era molto utile quando si dimenticava qualcosa, mi rispondono che quell’ufficio non c’è più, si deve risparmiare. Chiedo se solo Italo, dicono che loro sanno di Italo ma pensano sia così anche per le ferrovie di stato. Dico che è assurdo, rispondono che prima di arrivare in stazione c’è una voce che ricorda ai viaggiatori di non dimenticare niente a bordo. E quello basta e avanza”.

Condividi questo articolo

Lascia un commento