COLANINNO / L’ULTIMO MAXI AFFARE IMMOBILIARE

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Ricordate Roberto Colaninno, il ragioniere piemontese che d’incanto diventò proprietario di Telecom? Grande amico, all’epoca, di sua maestà Massimo D’Alema, per un quindicennio ha scalato i vertici della hit imprenditoriale, come portabandiera della band che fece finta di far volare Alitalia fino a motori e motorini griffa Piaggio. Ed un figlio planato in parlamento sulle ali dell’accogliente PD.

Tanti mattoni, in vent’anni di carriera. E’ del 2000, infatti, la nascita dell’ammiraglia IMMSI, che fece un bel bottino a base di 24 immobili targati Sirti, sigla all’epoca controllata da Telecom. E rampa di lancio, appunto, per l’acquisto di Piaggio. Un gioco complesso ma da abile stratega, da perfetto ragioniere che calcola fino all’ultimo euro.

Oggi quella parabola volge al termine, con la vendita dell’ultimo palazzo posseduto nel cuore chic di Roma, tra via Sardegna e via Abruzzi. Ma anche in questa occasione il maestro scende in pista, con un vero affare.

Leggiamo come lo descrive Repubblica. Venerdì 20 dicembre Colaninno “ha annunciato di aver ceduto alla Investire srl l’ultimo immobile detenuto dalla società. Il prezzo è stato di 62,5 milioni, meno dei 74,6 milioni a cui era a bilancio. Nella semestrale Immsi affermava che tale valutazione era supportata dalla perizia di un consulente. A livello patrimoniale il bilancio di fine 2019 subirà così una minusvalenza, da cui Colaninno potrà consolarsi: il palazzo era ipotecato a fronte di un prestito di Banco Bpm di cui restavano da restituire 28,9 milioni. In cassa resteranno 33,6 milioni, da investire in altre attività del gruppo”.

Un giochino da ragazzi.

 

Nella foto Roberto Colaninno

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