AUTOSTRADE & BANKITALIA / LE 2 GIGANTESCHE ANOMALIE

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Issano le barricate in difesa di Autostrade i renziani, con la mega ministra Teresa Bellanova che parla di “esproprio proletario”. Da 113.

Imbestialiti per l’appena accennato tentativo del governo, con la titolare dei Trasporti Pd Paola De Micheli, di portare un po’ d’ordine e legalità nella giungla affaristica delle concessioni autostradali.

Sono stati congelati gli aumenti dei pedaggi per almeno sei mesi: il minimo indispensabile, per ottenere certo prima tutte le verifiche del caso sui cosiddetti “nuovi algoritmi”, in grado finalmente di mettere sullo stesso piatto gli “aumenti” – del tutto ingiustificati – e gli investimenti, soprattutto per le opere di manutenzione, praticamente inesistenti da parte di Autostrade e della gang (una quindicina di sigle nel sottobosco) dei concessionari, una vera e propria Banda Bassotti.

“Per revocare le concessioni non bastava certo il milleproroghe, ci vuole un decreto ad hoc”, osservano ai Trasporti. Che questo governo dovrà a tutti i costi condurre in porto con ad inizio 2000, pena perdere la faccia su un fronte così strategico.

La sede della Banca d’Italia in Via Nazionale

E sarà necessario superare un ostacolo non da poco, che i governi passati – in perfetta malafede, o meglio in perfetta collusione con i concessionari – hanno ‘accettato’. Vale a dire la previsione di due codicilli capestro (per lo Stato) nel contratto stipulato tra lo stesso Stato e i concessionari: anche in caso di revoca, i gestori possono continuare ad agire e possono vedersi riconoscere il diritto al 100 per cento del valore della convezione.

Come può essere per Autostrade dopo la tragedia del Morandi, sul cui fronte la magistratura genovese tra raccogliendo mille e una prova circa le palesi responsabilità sia di Autostrade che di Aspi (la sigla per i controlli taroccati).

Due codicilli folli, di tutta evidenza pensati a tavolino ai danni delle casse pubbliche e a tutto favore dei profitti privati. Da galera.

Si sarebbe detto un tempo, sono “patti leonini”, quando si tratta con palese evidenza di autogol scientifici, non frutto di coazione ma di corruzione (a meno che non si voglia parlare di circonvenzione d’incapaci, ma a questo punto conviene convocare un team psichiatrico). E’ necessario eliminarli senza se e senza ma.

Passiamo al secondo grande equivoco che rischia di mandare in tilt l’esecutivo giallorosso. Il bubbone banche, con una presidenza della Commissione d’inchiesta ancora in alto mare, dopo l’impeachment per l’unico candidato che sarebbe servito a garantire legalità & trasparenza, Elio Lannutti, impallinato soprattutto per il fuoco – anche stavolta – delle truppe renziane, che hanno tirato in ballo fake news, autentiche bufale come antisemitismo e conflitti d’interessi.

E’ già chiaro che non si intenderà dar fastidio ai manovratori, al massimo un po’ di solletico. Quando invece sarebbe necessario far piazza pulita di tutti i “Bankster” che popolano l’universo creditizio di casa nostra.

Come si fa a non vedere che esiste un gigantesco conflitto d’interessi – quello autentico – rappresentato da quel Mostro che si chiama Banca d’Italia, o meglio Banda – anche stavolta – Bassotti d’Italia?

Ignazio Visco

Eppure ormai tutti gli italiani sanno (o dovrebbero sapere) che Bankitalia è una mega anomalia vivente: perché i suoi soci sono – in proporzione al loro peso – le stesse banche. Per la serie: le banche che controllano se stesse.

In nessun paese al mondo (neanche in qualche sperduta tribù centroafricana) il baratto viene gestito con questi criteri.

Da noi sì: è la regola.

E il Governatore Bankitalia Ignazio Visco ha la faccia di bronzo nel rilasciare un’intervista da due pagine ad un altro che ha la faccia ben tosta (per i suoi lettori), ossia Luciano Fontana, il direttore del più autorevole (sic) quotidiano di casa nostra, il Corriere della Sera.

Una frase per tutte: “La Vigilanza sulle banche ha svolto il suo compito con il massimo impegno e lo reputo positivamente”, parola di Visco.

Ma ci faccia il piacere, direbbe Totò. Lo vada a dire a tutti i risparmiatori truffati e gettati sul lastrico di ieri e di oggi!

E la “politica” (ri-sic) non dice una sillaba, non alza un dito. Genuflessa e complice.

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