TERME DI AGNANO / CHIUSE DAL NAS PER IL DEGRADO

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Uno dei gioielli di Napoli, le antiche Terme ad Agnano, in pieno sfascio.

Dopo continui cambi di gestione e un Comune che da vent’anni non sa che pesci pigliare, anche la gestione commissariale non ha portato ad alcun risultato.

Anzi, dalla padella di una mala, malissima gestione alla brace della chiusura, decisa dai carabinieri del Nas che hanno riscontrato gravissime carenze igieniche e sanitarie. E’ stato quindi inibito l’uso delle strutture e dei laboratori, ai quali si rivolgevano i cittadini per analisi e cure otorinolaringoiatriche, nonché per effettuare una serie di cure termali che sono il vanto di Ischia e delle aree flegree, in cui ricade anche la Conca di Agnano e le sue rinomate (un tempo) Terme.

Hanno la faccia tosta di raccontare a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli: “Abbiamo deciso in autonomia di sospendere l’attività delle Terme”. E di aggiungere: “è nostra abitudine chiudere nel periodo delle festività natalizie per procedere agli interventi di manutenzione straordinaria. Stavolta abbiamo anticipato per aderire alle richieste del Nas, ma è tutto sotto controllo, non ci sono situazioni di pericolo né di rischio”.

Il commissario liquidatore, Massimo Grillo, ha la bocca cucita e non rilascia alcuna dichiarazione.

Enrico Panini. In alto l’ingresso delle antiche Terme di Agnano

Secondo alcune fonti, invece, sarebbe stato lo stesso Grillo a invitare gli uomini del Nas per una visitina. Secondo altri, invece, c’è voluto un blitz di “Striscia la Notizia” per scatenare il finimondo e far arrivare, subito a seguire, i carabinieri del Nas. A quanto pare l’allarme è scattato per via dell’amianto, che però non è stato trovato durante il meticoloso sopralluogo. E durante il quale, invece, sono emerse in tutta la loro precarietà le condizioni border line della struttura, ormai fatiscente.

Perfino la documentazione di legge, prevista non una struttura del genere, non è risultata a posto. Anzi, secondo alcune indiscrezioni, non è stata neanche trovata.

Di tutto e di più per far cessare l’attività, messa in ginocchio da alcuni licenziamenti, che hanno ridotto all’osso la già esigua pianta organica. Diversi dipendenti, poi, sono stati trasferiti addirittura all’Asia, la partecipata del Comune che si occupa di raccolta dei rifiuti.

Una grossa ferita per la residua credibilità di Palazzo San Giacomo, dal quale proprio nei giorni scorsi era partita una missione a Roma capeggiata dall’assessore al Lavoro Enrico Panini. Era previsto un incontro con i vertici dell’Inps ai quali è stato proposto un “pacco di Natale” contenente le Terme, gentilmente rifiutato.

L’ennesimo atto di una sceneggiata senza fine.

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