SPECCHIO…MIO SPECCHIO

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Gli gioca un brutto tiro il vezzo-vizio  di specchiarsi “ e sussurrare “chi è il più ce l’ho duro  del reame”, di affidare il giudizio sul proprio appeal alla fidanzatina Verdini, di interrogare l’ossessivo selfie: ognuno di questi responsi gli rimanda la triste realtà di una faccia tosta incupita, vieppiù rugosa, auto commiserevole. Scosso da tale angosciante feed back, terrorizzato dalle piazze di sardine, alici e fravaglie, fiaccato dalla notte insonne post piazza San Giovanni dei centomila anti Lega, depresso per i primi default dei sondaggi,  contagiato dal virus del ‘fuori dalle leve di potere del governo’ e relativa patologia, ossessionato dalla prospettiva dei processi imminenti…il povero Salvini  è venuto  fuori dall’incubo con un’idea a dir poco geniale, sicuro che nella tormentata  notte  l’abbia partorita per illuminare il futuro prossimo del Carroccio. La giullaresca folgorazione è nata dalla consapevolezza di quanto sia testarda la maggioranza demostellata nel tenere in piedi il governo, benchè minato da liti e dissapori.
Il patetico “Volemose bene” è il nocciolo dell’accorato invito a Pd e 5Stelle per una tregua disarmata, una simbiosi nel segno del cessate il fuoco, dello scambio di ramoscelli d’ulivo per il bene dell’Italia. Ne deriva la riflessione sui voltagabbana. Gli esecrati specialisti del salto della quaglia, del  cambio di casacca, che trasmigrano da un partito all’altro, sono dilettanti allo sbaraglio se messi a confronto con il trasformismo alla Brachetti, che senza andare lontano ha cancellato in un amen il sodalizio gialloverde e partorito il rossogiallo, ha frazionato il Pd con gli esodi di Italia Viva di Renzi, Azione di Calenda e al culmine della nefandezza induce  il truce Salvini a impugnare la bandiera bianca della resa, a contrattare una via d’uscita dal viale del tramonto.
E le ingiurie, gli anatemi, le volgarità, le bordate furibonde , le accuse inventate, l’odio per il ‘nemico’? Tutto svanito nella nebbia della proposta indecente di co-governare l’Italia, nell’invito pacifista a Conte, benché nemico giurato: “Per salvare l’Italia sediamoci tutti ad un tavolo, creiamo un comitato di salvezza nazionale, perché il Paese viene prima degli interessi di partito”. L’incredibile  provocazione  del Carroccio, esternata dal quotidiano amico ‘Il Giornale’, auspica che Salvini  torni  in sella  e lo  candida a ‘italiano buonista, patriota, propositivo’. L’appello è diretto  proprio all’odiatissimo  premier,  a  Di Maio,  Zingaretti, Renzi, per “mettere in sicurezza l’Italia”. Secondo il truce leghista, l’accordo dovrebbe  includere  le opposizioni. Di qui la domanda: anche i neofascisti di Fratelli d’Italia,  Casa Pound, Forza nuova, i covi di neonazisti? Poco è mancato che il torvo valpadano non estendesse la proposta alle ‘vituperate sardine”, il cui obiettivo primario è l’annientamento del salvinismo.
Non è un pesce d’Aprile e neppure una fake news, è il Salvini pensiero, probabilmente ispirato mentre sgranava il rosario, o meglio, una farneticazione pre-senile.
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