TITANIO / IL NO DI 84 MILA EUROPEI ALL’USO NEI DOLCI

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Messa al bando del biossido di titanio, dannoso per la salute e la sicurezza alimentare, ed invece ancora utilizzato per non poche produzioni, soprattutto dolciarie.

E’ quanto auspicano otto associazioni europee a tutela dei consumatori, le quali chiedono alla UE la messa al bando di quel pericoloso additivo alimentare fatto anche di nanoparticelle, seguendo l’esempio della Francia, che l’ha eliminato nella catena alimentare.

“La salute dei cittadini – scrivono le otto associazioni – deve essere la priorità del nuovo esecutivo, che deve rispondere in modo positivo agli oltre 84 mila cittadini di tutta Europa che hanno firmato una petizione per sostenere il divieto francese e l’attuazione del principio di precauzione in presenza di incertezze in relazione agli additivi alimentari che non servono a fini nutrizionali e possono presentare rischi per i consumatori”.

L’unica funzione svolta dal biossido di titanio è puramente decorativa, quindi del tutto inutile: è utilizzato infatti per cambiare colore e aspetto degli alimenti immessi sul mercato.

Non basta. Perché viene utilizzato principalmente per prodotti alimentari che sono consumati dai bambini, come dolciumi, torte, dessert, merendine, gelati, biscotti e via di questo passo. Si tratta, quindi, di una popolazione “vulnerabile”: è lo stesso discorso che dovrebbe valere per i vaccini, da utilizzare con estrema cautela per neonati e bimbi particolarmente indifesi (e invece follemente resi obbligatori).

Per tutti questi motivi il governo francese ha di recente adottato una sospensione di E171 per i prodotti alimentari, provvedimento che entrerà tra pochi giorni in vigore, e cioè dal 1 gennaio 2020.

Sostengono le otto associazioni: “Sappiamo che la discussione europea sul biossido di titanio è ancora aperta e che sono in corso discussioni in seno al Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (SCoPAFF) sul divieto francese. Ci auguriamo che la Commissione affermi il principio di precauzione sostenendo il bando francese dell’E171, nonché la sua estensione al resto dell’Europa”.

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