SCORIE NUCLEARI / BOMBA RADIOATTIVA IN GERMANIA

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Un’inchiesta della CNN mette in luce uno dei maggiori problemi legati allo smaltimento delle scorie radioattive che seguirà la chiusura delle centrali nucleari in Germania. Dove si potranno seppellire gli oltre 28 mila metri quadrati di monnezza radioattiva, evitando che possano causare inquinamento tossico per 1 milione di anni?

E’ questo l’interrogativo da 1 milione di dollari che si pone il reportage della tivvù a stelle e strisce, tenuto conto che in Germania è previsto il decommissioning di tutte le centrali nei prossimi anni.

Gli esperti tedeschi sono alla ricerca di un sito dove sia possibile stoccare i quasi 2000 container di rifiuti altamente radioattivi. Il luogo prescelto dovrà presentare caratteristiche idrogeologiche ben precise, dovendo trattarsi di un sito chiuso da pareti di roccia, ben lontano dalle falde acquifere e, soprattutto, non soggetto a fenomeni sismici.

Altro problema sul tappeto riguarda il trasporto e, ancor più la location del nuovo sito di stoccaggio.

In seguito alla tragedia di Fukushima, nel 2011, la Germania ha preso la decisione storica di disfarsi di tutte le centrali atomiche, per evidenti motivi di sicurezza.

Stando ai piani attuali, le sette centrali ancora attive dovrebbero essere chiuse entra il 2022, con il sito di contenimento che dovrà essere individuato entro il 2031. Nel frattempo gli scarti tossici saranno custoditi all’interno di strutture temporanee situate nei pressi delle centrali in cui sono stati prodotti.

Ad oggi, però, non ci sono comuni disposti ad accogliere il mega sito: un po’ come sta accadendo in Italia, con un sito che non si riesce ad individuare per il regolare rifiuto di tutte le regioni.

A spaventare ancor più i tedeschi ci sono esempi storici decisamente nefasti, come quello delle miniere di sale di Assia e Morsle, nella Germania Orientale (la ex DDR), che negli anni ’60 e ’70 erano attivamente utilizzate come sito di contenimento per le scorie radioattive e che ora sono sottoposte a lavori da miliardi di dollari per evitare una catastrofe naturale senza precedenti.

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