Coitus interruptus… valli  a capire!

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Valli a capire i comunisti orfani del Pci: soffrono di una speciale patologia, da virus endemico, destabilizzante, di frustrati per coito interrotto in fine di un appassionato e prolungato amplesso con la militanza attiva. Patiscono lo sfaldarsi dell’energia vitale accumulata con il comunismo del porta a porta, con il lavoro capillare su bisogni e aspettative, con lo stimolo coinvolgente al partecipare senza deleghe a progetti di buon futuro. Valli  a capire: agiscono solo per titoli in direzione di un salvifico ritorno al partito della gente, con la gente, per la gente e stazionano imperterriti nell’arida sabbia del deserto verticistico di eredi della sinistra, come  separati in casa, sordi alla domanda di ascolto della società in crisi di tutela politica. Valli  capire. Di là da episodi circoscritti di malcostume, trascurabile deriva in contesti politici ‘sani’, mortificano la storia affinità elettiva di una regione ‘rossa’, qual è l’Umbria e la consegnano al razzismo neofascista della destra Salvini-Meloni (!) + cocci del frantumato berlusconismo. Valli  a capire. Assistono, con irresponsabile inerzia a rigurgiti di fascismo che in regime di impunità scopriamo a un niente da azioni eversive e senza pretendere dalla magistratura la repressione dei mille episodi di apologia del ‘Venntennio’ di cui sono epigoni  Salvini e la Meloni.
Valli  a capire. Acquisita la certezza dell’emergenza, di un’ultima spiaggia del ‘fai da te’, esplode, cresce d’intensità, di convinzione, di determinazione, la diga antagonista del salvinismo che con una felice metafora prende il nome di ‘sardine’, a esemplificare il principio dell’unione che fa la forza, di energie collettive in grado di avere la meglio sullo ‘squalo’. D’incanto, il tam tam desta le coscienze sopite dei democratici delusi per mancanza di una senza sponda politica condivisa e fa proseliti dalle Alpi all’Etna. Valla a capire: quel resta della sinistra è in prima fila nel coro degli scettici. Alimenta i sospetti da frustazione sul background del ‘movimento’, che mette a nudo il nervo scoperto della frattura tra il Nazareno e la sofferta quotidianità degli italiani. “Chi c’è dietro le sardine, a cosa mirano i promotori della manifestazioni di piazza; il pur sorprendente evento è un fuoco di paglia destinato a spegnersi in fretta, come voteranno le sardine?” Domande da insonnia dei vertici Pd.
Ore 18-19 di ieri, domenica 30 Novembre, che regala alla città sole e temperatura mite. Banchina di partenza della  metropolitana, linea 1, stazione di piazza Vanvitelli. Mai vista tanta gente in attesa del treno alle 18 di domenica. Per non restare a terra ci improvvisiamo ‘spingitori’ come gli addetti giapponesi di Tokio che nelle ore di punta spintonano i passeggeri per ficcarli a forza nei vagoni. Atmosfera elettrica durante il percorso in direzione ‘Dante’ e non solo giovani. Un anziano pensionato: “Tocca anche a noi essere sardine, concretamente solidali con i ragazzi anti Salvini” Un ragazzo, avrà quindici, sedici anni: “La politica non mi interessa. Sardine? E chi sono?” Una famiglie, di quelle tutt’altro che agiate, due bambini di otto, dieci anni, in mano un bastoncino e in cima il loro disegno di una sardina. La didascalia, mutuata dai genitori: “Salvini, fascista, Napoli non ti vuole”.
Dall’alto del suo piedistallo il sommo poeta domina una piazza già piena e carica di entusiasmo. Da est e da ovest il flusso di manifestanti è senza soluzione di continuità. E non è l’incontro di radical chic su invito di intellettuali di sinistra, di ‘girotondini’, dell’estemporanea risposta all’inno canoro di Gaber  “…la libertà è partecipazione” finita nel nulla. Qui c’è l’anima ribelle di Napoli, la stessa delle 4 giornate, dell’orgoglioso antagonismo contro chi ha offeso il Sud e la sua  capitale virtuale, della domanda di una guida della città all’altezza della sua storia e dei suoi problemi.
Smarrito, il popolo della sinistra-sinistra, s’interroga con legittima curiosità sul dopo, quando il Movimento dovrà dare conto del suo futuro alle centinaia di migliaia di sardine che hanno riempito le piazze e ad  altrettante, se non di più, che hanno aderito idealmente. Nascerà il partito delle sardine, si scioglierà il movimento e inviterà a votare a sinistra, diventerà un esaltante ricordo e nulla più? Al momento nessuna risposta. Di sicuro, ci sono un paio di certezze. Salvini, continuasse a volare alto il movimento antagonista delle sardine, vedrebbe in forse la spavalderia esibita finora;  il Pd, potrebbe rigenerarsi, lavorando al recupero con il sociale.
In margine alle piazze delle sardine. La Rai Lega-Grillina ha spento le luci sull’evento delle sardine, per dare spazio ai bla-bla di fake news di Salvini e alleati. Oggi, la Repubblica, quotidiano vicino alla sinistra, ha riservato ai due straordinari eventi delle piazze di Napoli e Firenze, un riquadrato con foto notizia e didascalia di poche righe, su  cinque colonne, in basso, alla pagina numero 15(!).
Il quotidiano fondato da Scalfari, per la precisione la sua cronaca sportiva, confermano di essere sensibili al melodioso canto delle sirene, che in tema di calcio, ma non solo, sono rappresentate dai poteri forti,  dominanti l’intero scenario grazie a potenti finanziatori. Nel narrare la rissa che ha visto in accesa conflittualità De Laurentiis, padre-padrone del Napoli, i giocatori di maggior prestigio e l’allenatore  Ancelotti, il giornale, senza se e senza ma, si è schierato contro Insigne e compagni in un vicenda che sottoposta al vaglio di una giustizia par condicio, avrebbe quantomeno condannato gli uni  e gli altri. Non solo. Domenica dopo domenica, le pagine sportive di Repubblica sono  lo spazio monopolizzato da Juve, Inter, Milan e Roma con titoli a tutta pagina, articoli di cronaca e commenti prestigiosi. Oggi (ma succedeva anche quando il Napoli era ai vertici della classifica), alla patita degli azzurri è concesso, in una decine di righi a una colonna, solo il tabellino con le formazioni. Eppure, giornalisticamente le baruffe intestine giornalisticamente sono materia stimolante per la redazione sportiva. Boh? Valli a capire…
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